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L'Arpa: «Abbiamo pochi tecnici contro la diossina a Taranto»

«L’Arpa è in difficoltà, ha solo tre o quattro persone per far fronte al lavoro di campionamento». In attesa di sbloccare le nuove assunzioni l’idea è quella di chiedere aiuto all’Istituto superiore per la ricerca ambientale
18 aprile 2009
Fulvio Colucci
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

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TARANTO - L’Arpa ha gli uomini contati e a luglio potrebbe trovare serie difficoltà operative nella campagna di monitoraggio della diossina. L’allarme è stato lanciato ieri dal professor Giorgio Assennato, direttore generale dell’Agenzia regionale per l’Ambiente, durante una conversazione con i giornalisti a margine del convegno in programma ieri e oggi all’«Histò». «Il problema - ha detto il direttore dell’Arpa - è sorto con la Legge finanziaria del 2008 che ha di fatto posto un limite alle assunzioni, bloccandole.

L’Arpa ha indetto concorsi già terminati e non può chiamare nessuno al lavoro. Paradossale. Così a luglio saremo costretti a operare con tre o quattro unità mentre i controlli saranno più stringenti e complessi causa l’avvio dell’impianto Urea messo a punto dall’Ilva per abbattere le emissioni di diossina. Dovremo chiedere aiuto all’Ispra (l’Istituto superiore per la ricerca ambientale, ndr).

«A fine aprile - ha aggiunto Assennato - incontreremo il Gruppo Riva e l’Ispra per mettere a punto un protocollo d’intesa che fisserà i criteri dei controlli in ragione della loro particolare complessità». Il «cocktail» tra carenza di personale e difficoltà tecniche preoccupa il direttore dell’Arpa. «A febbraio la Regione Puglia, attraverso l’ufficio legale, ha formalizzato lo stop alle assunzioni. E c’è pure l’assurdità del blocco del piano straordinario del 2006 nel quale si prevedeva un rafforzamento degli organici. Ovviamente non è colpa della Regione che, anzi, sta lavorando ad una exit strategy: l’Arpa dovrebbe trasformarsi da ente autonomo a soggetto appartenente all’area Sanità; l’Agenzia sarebbe così svincolata dai ceppi della Finanziaria e potrebbe dotarsi in tempi rapidi di uomini emezzi».

Assennato ha evitato critiche dirette al governo di centrodestra, dispensando qualche sorriso tra l’amaro e l’ironico: «Non mi faccia parlare» è stato il suo unico commento. Il direttore dell’Arpa ha così evitato di rompere, sia pure a distanza, il protocollo istituzionale vista la presenza di Paola Lucaselli, capo di gabinetto del ministero dell’Ambiente giunta a Taranto per il for- fait del ministro Stefania Prestigiacomo. Il rappresentante del governo ha dovuto ascoltare le critiche del presidente dell’Amministrazione provinciale Gianni Florido.

Senza mai nominare il governo Florido ha detto: «Tra le priorità ambientali annoveriamo certamente le bonifiche dei siti inquinati. Il tema si lega strettamente al dragaggio dei fondali del porto. Quello delle risorse è il problema principale quando si parla di compatibilità fra ecosistema e sviluppo. Basta ricordare che, proprio per i dragaggi, abbiamo a disposizione solo 40 milioni di euro della Regione. Ne servono 410».

Su questo punto Florido ha incassato il sostegno del vicesindaco di Taranto Alfredo Cervellera, ieri presente al convegno. Il governo Berlusconi ha più volte promesso di accelerare i tempi per sbloccare i fondi, ma ora tutto sembra essersi arenato.

Sul caso Arpa, Florido ha ricordato di aver destinato all’Agenzia regionale per l’am - biente «due milioni di euro. Noi abbiamo armato l’Arpa che prima dell’intervento dell’Amministrazione provinciale era una scatola vuota. Torna il problema risorse. Se il professor Assennato esprime preoccupazione sul difficile avvio dei controlli anti-diossina a luglio, in concomitanza con l’attivazione dell’im - pianto Urea, i suoi timori vanno ascoltati attentamente, sapendo che per i monitoraggi occorrono risorse e l’Arpa non può rimanere a metà del guado».

A proposito del convegno organizzato all’«Histò» (“Ambiente è sviluppo”), si è discusso della necessità di semplificare la normativa in materia di ecosistema; Florido ha parlato di «legislazione da semplificare urgentemente, così come vanno snellite le procedure. Troppe fonti, troppi interlocutori con i quali relazionarsi. Occorrono più controlli e un corpo più asciutto di norme: penso ad un codice sull’ambiente».

Il presidente della Provincia non ha lesinato un’ultima, provocatoria, stoccata al governo: «Il G8 sull’ambiente? Invece di ospitarlo a Siracusa organizziamolo a Taranto». Al convegno ha preso la parola il procuratore capo della repubblica Franco Sebastio. Rispettando la separazione dei poteri, il magistrato ha evitato con cura ogni riferimento alla legislazione pur lanciando un interessante segnale al dibattito: «E’ vero, bisogna coniugare ambiente e sviluppo. Ma il concetto di sviluppo ha varie connotazioni: economiche, sociali, morali. Come si coniugano? Da magistrato mi rifaccio alla legge fondamentale: la Costituzione. C’è un diritto, quella alla vita, che non è disponibile e non si può comprimere a vantaggio di altri diritti. Non dimentichiamolo».

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