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30 morti in Ilva, i familiari parti civili

Sono già sette le famiglie la cui richiesta di costituzione di parte civile è stata accolta ieri mattina dal gup Pompeo Carriere all’udienza preliminare a carico di 32 fra dirigenti ed amministratori dell’industria siderurgica italsider.
21 aprile 2009
Vittorio Ricapito
Fonte: TarantOggi

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Sono già sette le famiglie la cui richiesta di costituzione di parte civile è stata accolta ieri mattina dal gup Pompeo Carriere all’udienza preliminare a carico di 32 fra dirigenti ed amministratori dell’industria siderurgica italsider.

Le richieste di risarcimento danni avanzate finora ammontano a qualche milione di euro. Ce ne sono diverse altre, che porterebbero il computo perfino oltre i dieci milioni di euro che per ora sono state congelate dal giudice, dopo che dal collegio difensivo è stata sollevata una serie di eccezioni perché in sede civile c’erano già stati dei risarcimenti per le stesse persone.

Di queste e delle altre richieste di costituzione di parte civile al processo, avanzate ieri dalla Uil, dall’associazione “12 giugno” che si sono aggiunte alla Fiom Cgil, se ne discuterà in aula il prossimo 11 maggio. Trenta operai morti per malattie professionali, altri costretti a continuare la propria vita convivendo con gravi malattie.

Questo il terribile bilancio di quasi 40 anni di attività dello stabilimento siderurgico tarantino nelle conclusioni del pubblico ministero Italo Pesiri che ha chiesto il rinvio a giudizio per 32 imputati che nei decenni si sono alternati alla guida dello stabilimento Italsider, l’industria di Stato, ceduta nel ’95 al gruppo Riva. L’accusa è di omicidio colposo: gli operai si sono ammalati e sono morti per colpa dell’esposizione a sostanze pericolose. Il procedimento penale chiesto dal pm, è chiamato a chiarire eventuali responsabilità nella morte di più di 30 operai e stabilire il nesso causale fra le patologie accertate e l’esposizione a sostanze come diossine, pcb, amianto, polveri sottili, apirolio all’interno dello stabilimento.

A rischiare un processo per omicidio colposo e lesioni personali gravi, ex direttori storici dello stabilimento negli anni ‘70 ed ‘80 ed amministratori delegati, fra questi, l’ultimo, il giapponese Hayao Nakamura, ultimo manager della gestione pubblica del siderurgico tarantino ceduta ai privati della famiglia Riva a metà degli anni novanta. Secondo il pm i vertici avrebbero dovuto evitare quelle terribili esposizioni o comunque avvertire gli operai dei rischi connessi al lavoro. Ad aggravare l’accusa, le circostanze aggravanti di aver commesso i reati per futili motivo, ovvero per profitto economico approfittando inoltre delle circostanze di tempo, di luogo e di persone che non consentivano una pubblica difesa commettendo il fatto, scrive nel suo capo d’imputazione il pubblico ministero, con l’abuso della prestazione d’opera, ovvero l’attività industriale, autorizzata da pubbliche autorità.

Fra gli avvocati che hanno chiesto di costituirsi parti civili, Giuseppe Lecce, Rosario Orlando, Caterina Campanelli. L’avvocato Lecce ha inoltre chiesto la citazione quale responsabile civile della società Fintecna spa, del gruppo Riva, attuale proprietaria degli stabilimenti.

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