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L'indagine a Taranto

Analisi negative, stop all'allarme cozze

La notizia arriva dall’istituto zooprofilattico di Teramo che ha analizzato i campioni prelevati il 14 gennaio
2 febbraio 2011
Cesare Bechis
Fonte: Corriere del Mezzogiorno.it - 02 febbraio 2011

TARANTO - Prende il via nei prossimi giorni il piano straordinario di campionamento e controllo di pcb e diossine nelle cozze allevate nel primo e secondo seno del mar Piccolo di Taranto. Intanto una ottima notizia arriva dall’istituto zooprofilattico di Teramo che ha analizzato i campioni prelevati il 14 gennaio, nel pieno della polemica suscitata dalle rivelazioni degli ambientalisti Fabio Matacchiera (Fondo antidiossina) e Alessandro Marescotti (Peacelink) su valori oltre i limiti riscontrati in ostriche, cozze pelose e sangiacomo prese sui fondali del primo seno. I sei campioni, tre di allevamento e tre di fondo, inviati ai laboratori sono risultati altamente negativi, con valori lontani dai limiti di legge.

L’istituto ha preparato una relazione, corredata dalle tabelle con i valori analitici, inviata già alla Regione e alla Asl e che sarà diffusa nei prossimi giorni. Il piano straordinario, originato dai tre riscontri su tredici prossimi al limite di 8 picogrammi per grammo (7.929, 7.843, 7.029), è stato stilato e scatterà non appena l’organizzazione sarà completata. Riguarderà le quattro aree già al centro della caratterizzazione effettuata da Sviluppo Italia alle quali si sovrapporranno le griglie di campionamento stabilite dal comitato tecnico (Asl, Arpa, Cnr, Comune). Nel secondo seno l’indagine sarà fatta su 34 quadranti di 600x600 o 400x400; nel primo i quadranti sono 57, dei quali 48 nella zona A, cioè quella con il maggior numero di coltivazioni sulla sponda lato Tamburi. I campionamenti saranno mensili nel periodo febbraio-aprile con prelievi a varia profondità. In sostanza, rispetto ai controlli ordinari, sarà intensificato il numero di prelievi.

Nel frattempo fa passi in avanti anche il piano per l’eventuale bonifica del mar Piccolo. Dopo una prima riunione, ne è stata messa in scaletta una seconda per domani con Asl, Arpa, Cnr e Comune. Il gruppo sta lavorando attorno ai quattro punti della proposta elaborata dal biologo Mario Imperatrice. Si tratta innanzi tutto l’individuazione precisa dei punti maggiormente pericolosi per il potenziale inquinamento degli allevamenti; interventi puntuali di bonifica non con i dragaggi, come previsto sei anni fa, ma con altri sistemi già a disposizione della tecnologia per evitare di rimettere in sospensione tutti gli inquinanti stratificati nei fondali; sospensione della produzione di mitili nelle zone individuate e indennizzo ai produttori; creazione di un comitato tecnico di controllo su tutta l’operazione di bonifica.

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