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Comunicato stampa

Più controlli ambientali nel Porto di Taranto: PeaceLink sostiene l'iniziativa del CoCeR

A Taranto occorre creare e consolidare un'alleanza fra lavoratori,cittadini e mondo delle professioni. I tanti danneggiati, dai mitilicoltori agli allevatori che hanno subito la mattanza dei capi di bestiamecontaminati, e la popolazione tutta devono far sentire la propria voce
19 dicembre 2011
Alessandro Marescotti (Presidente di Peacelink)

PeaceLink sottoscrive e rilancia l'iniziativa del CoCeR di richiederemaggiori controlli ambientali nel porto di Taranto installando nuovecentraline che svolgano un campionamento in continuo nell'area portuale,uno dei punti più critici su cui già la magistratura ha concentrato lapropria attenzione per la dispersione di polveri e l'inquinamento di aria e acqua.

Questa iniziativa del CoCeR è riuscita a richiamare l'attenzione dellaCapitaneria di Porto locale e anche, a livello nazionale, del Capo di StatoMaggiore della Marina che dichiara di aver *"dato disposizione agli organisanitari di prestare la massima attenzione al fine di verificare senell´ambito dei previsti controlli periodici o in qualsiasi altro momentodell´attività lavorativa del personale dipendente, dovessero sorgere indizidi patologie correlabili all´ambiente di lavoro".


Antonello Ciavarelli, delegato del Cocer, ha dichiarato: "E'stata accertatala presenza di diossina nel latte materno; centinaia di capi di bestiamesono stati abbattuti perché ammalati a causa della diossina che hannoingerito con gli alimenti; 800 mitilicoltori si sono ritrovati disoccupatiperché nelle famose (fin dai tempi della Magna Grecia) cozze del MarPiccolo è stata trovata una esagerata presenza di diossine, tale daordinarne la distruzione,  vietarne la vendita e l´allevamento. Lo scenarioinfernale è agli occhi di tutti coloro che entrano in città. Le strade sonodi colore rosso, il cattivo odore è costante. Addirittura le cappellemortuarie dell´adiacente cimitero, sono colorate di rosso per non darel´impressione di essere sporche di minerali".


Sono parole che evidenziano una presa di posizione forte e significativache - occorre sottolinearlo - proviene dall'ambito del CoCeR, il ConsiglioCentrale di Rappresentanza, che è l'organo centrale che rappresentaunitariamente il personale delle Forze Armate a livello nazionale.
*Il fatto che ad occuparsi di ambiente non siano più solo le associazioniambientaliste ma interi settori del mondo del lavoro, è il sintomo dellafine dell'isolamento di una questione - quella dell'inquinamento - fino aqualche anno fa "confinata" nella dimensione dell'attivismo sociale e delvolontariato civico-sanitario.

Sento di condividere pienamente le parole del Delegato del CoCeR AntonelloCiavarelli, e in particolare queste: "L´aspetto più rilevante delle azionidei vertici Marina Militare e Guardia Costiera, oltre che dellerappresentanze Militari, è sicuramente quello pedagogico nei confrontidelle Istituzioni locali e dei cittadini. Infatti, un controllo piùpuntuale in varie zone della città e soprattutto nel porto, di cui si speraun potenziamento, porterà ad una maggiore presa di coscienza fra icittadini della reale situazione ambientale/sanitaria. Per le industrie, lecentraline che monitorizzano h24 soprattutto nella zona industriale delporto, saranno la prova del "9" per poter dimostrare il rispetto dellenorme e quindi delle salute dei cittadini che convivono con la stessaindustria. Viceversa, potrà essere l´occasione per migliorare la condotta ediminuire l´inquinamento".

Siamo in presenza di un'iniziativa ambientale e sanitaria importante enuova che rivela quanto ormai sia matura la coscienza ambientalenell'ambito dei lavoratori della Marina Militare e proprio per questosarebbe auspicabile che - sulla scia di quanto hanno fatto i rappresentantidei militari -* facessero altrettanto le rappresentanze sindacali dei tanticivili presenti nell'Arsenale Militare e nella Marina Militare in generale.

E' veramente positivo inoltre che anche il Siulp, un autorevole sindacatodi polizia, a Taranto sia intervenuto anch'esso richiedendo una tuteladella salute in particolare di coloro che operano dell'area portuale.

A Taranto occorre creare e consolidare un'alleanza fra lavoratori,cittadini e mondo delle professioni. I tanti danneggiati, dai mitilicoltori agli allevatori che hanno subito la mattanza dei capi di bestiamecontaminati, e la popolazione tutta devono far sentire la propria voce. Se poi anche i lavoratori della Marina Militare diventano soggetto attivo,vuol dire che Taranto ha una speranza in più e che la politica ha un alibi in meno per scansare le proprie responsabilità.

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