Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

La rivoluzione è in quella notizia assurda, in quella verità nascosta per tanto tempo

Qual è la nostra arma segreta?

La controinformazione - se ben fatta - distrugge e rovescia ogni potere basato sulla menzogna
2 settembre 2013
Alessandro Marescotti (Presidente di Peacelink)

Credo fortemente nel potere dell'informazione basata sulla verità. E' un potere enorme che ricorre non all'idea della forza ma alla forza dell'idea. 

 

Noi non abbiamo bisogno della violenza, abbiamo di meglio, basta la forza liberatrice di quell'informazione che demolisce i segreti e li mette mette a nudo, e con essi il potere che opprime, devasta, uccide. E nasconde. Perché il potere ha sempre bisogno di nascondere qualche cosa. E noi la dobbiamo scoprire. -

 

La rivoluzione è quella foto incredibile che ti sconvolge e che racconta un'intera storia. 

 

La rivoluzione è in quella notizia assurda, in quella verità nascosta per tanto tempo.

 

La rivoluzione è toccare le coscienze, indignarle, provocarle fino al punto che la mobilitazione della gente diventa naturale, spontanea, irrefrenabile.

 

Chi sa cambiare l'informazione alla lunga cambia il mondo. La controinformazione genera ribellione, presa di coscienza. Fa dilagare in modo impressionante la capacità di mettere in ridicolo la reputazione e la stessa presentabilità in pubblico di chi è al potere.

 

La controinformazione - se ben fatta - distrugge e rovescia ogni potere basato sulla menzogna.

 

Ogni idea giusta vince se sorretta da una forte capacità di dominare l'arma segreta: l'informazione.

 

La nonviolenza è la capacità di gestire a proprio vantaggio i processi più delicati, quelli che toccano il cervello e in particolare le emozioni. Il potere di entrare nella mente degli altri è un potere immenso, molto più grande del potere di compiere violenza sui corpi.

 

Se ci confrontiamo sul piano della forza possiamo perdere, se lo facciamo sul piano della verità possiamo solo vincere.

 

Questa concezione della lotta nonviolenta - ce lo ha insegnato Gandhi - richiede studio, dedizione, autocontrollo, creatività, capacità di narrare le proprie sconfitte fino al punto da far apparire il vincitore ingiusto come un oppressore crudele. E alla fine chi vince perde e chi perde vince nella lotta dei simboli, dell'immaginazione globale che è costituita dall'opinione pubblica che si forma le sue idee del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto, della verità e della menzogna.

 

Ad esempio un potere che imponesse lo studio di tabelline sbagliate potrebbe vincere sul momento con l'arroganza e l'intimidazione ma alla lunga perde in modo drammatico. Perché è la verità che vince alla fine. Sempre.

 

A ben guardare tutta la storia della nostra lotta a Taranto ha avuto al centro la controinformazione e il potere dei simboli. Ad esempio la calamita che attira la polvere di Taranto: quella esperienza empirica, diretta ed evidente non ammette smentite o repliche. E' verità allo stato puro, sperimentale, come la storia del cannocchiale di Galileo Galilei.

 

La nostra arma segreta?

 

In questi anni mi sono sempre ispirato - lo devo ammettere - a questa stupenda frase di uno dei più grandi giornalisti della storia: Joseph Pulitzer. Egli scriveva:

 

«Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri».

 

Ecco l'arma segreta. Ecco perché comunico con voi.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)