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Stefàno, se ci sei batti un colpo!

12 gennaio 2016
Gianmarco Tedesco

Il giorno 21 dicembre 2015, subito dopo la lettura della classifica sulla qualità della vita pubblicata dal "Sole 24 Ore" che piazzava Taranto al 107° posto su 110 Province complessive, preso da un impeto di rabbia, ho aperto la mail scrivendo all'indirizzo del Sindaco "sindaco@comune.taranto.it" (invito tutti voi a scrivergli ogni qual volta vedete la vostra città umiliata, non abbiate paura). Do copia di quanto scrissi.

"Egr. sign. Sindaco Stefàno,

sono qui a riscriverle per comunicarle quelli che possono essere gli stati d'animo di un cittadino tarantino alla lettura della annuale classifica pubblicata dal "Sole 24 Ore" sulla qualità della vita relativa all’anno 2015.
Come Lei ben sa, la classifica non fa altro che tener conto di alcuni indicatori (Tenore di Vita, Servizi e Ambiente, Affari e Lavoro, Ordine Pubblico, Popolazione, Tempo Libero) strutturati sulla base di parametri indicizzati, che messi insieme definiscono un punteggio complessivo.
E' con estrema tristezza mista a rabbia (ma non a rassegnazione) che noto che Taranto si è piazzata a un buon 107-esimo posto su 110 Province totali, cioè praticamente in piena zona retrocessione che ci porterà il prossimo anno a competere, forse, con paesi del Nord Africa quali Libia, Tunisia e Reggio Calabria. 
La cosa ancora più triste è che stazioniamo, come in una palude appiccicosa e dall'aria stantia, sempre nella metà bassa della classifica con 5 indicatori su 6 in netto decremento rispetto all'anno precedente; come dire:- "Si va sempre meglio!"
Io non so quale sia il suo stato d'animo (sarei ben felice di conoscerlo, sono sincero), lei governa incontrastato Taranto dal 2007 e per tanto credo che una buona fetta delle responsabilità di questi risultati sia soprattutto sua.
Non mi venga a raccontare la storiella (oramai nota e logora), nella quale continua a giustificare la pochezza del suo operato dicendo:- "Il dissesto ci ha messo in ginocchio" perché la popolazione oramai sa che non è più così. Lei ha dimenticato il fine ultimo che un uomo che ricopre la sua carica deve garantire; vale a dire generare un benessere ed un miglioramento più o meno generale verso coloro i quali non solo l'hanno votata ma addirittura, cosa ancora ben più democratica, anche verso coloro che non l'hanno votata, che non credono in lei, che non sono più dalla sua parte e che nutrono, nei suoi riguardi, totale sfiducia. Le assicuro sign. Sindaco che questa fetta di popolazione è ormai la totalità del popolo di Taranto ed è per questo che, oramai, lei dovrebbe fare il bene di Taranto più per dovere istituzionale che spinto dal desiderio di rappresentare gente, perché lei non rappresenta più nessuno, dalla sua parte non c’è più nessuno.
Leggo che Taranto ha scalato (al contrario) ben 6 posizioni alla voce "Servizi e Ambiente" rispetto allo scorso anno; vale a dire che la "questione ambientale" non fa altro che peggiorare anche a seguito di quegli interventi del Governo (che solo lei vede) e che solo lei continua a "benedire" come farebbe un mendicante che all'uscita della chiesa ringrazia una corpulento signore, dall'aria più che benestante, che lascia 5 euro. Lei sta ringraziando per la miseria, lei sta ringraziando i corrotti un po’ come ringraziava, qualche tempo fa, i corruttori che elargivano fontanelle per i morti.
Lei non onora la dignità dei Tarantini, sign. Sindaco. Lei non difende la storia del popolo di Taranto, che dopo un albore spartano identifica oggi, nel 2015, nella sua persona sentimenti di pochezza e sconforto.
I piazzamenti peggiori sono, alla voce “Popolazione” (105-esimo posto) e “Affari e Lavoro” (102-esimo posto) ; ma qui i due fattori sono correlati e dipendono vicendevolmente l’uno dall’altro.
Come fa una popolazione che ha perduto la speranza, che ha perduto la passione di vivere a Taranto e per Taranto, a restare nella nostra città? Quale è l’alternativa a fare bagagli e andare via? Ecco spiegati i segni negativi alle voci “Giovani Imprenditori”, “Imprese Create”, “Tasso Occupazionale” che incidono sui parametri “Abitanti/km quadrato” (che inevitabilmente diminuiscono se i giovani, ma oramai non solo, vanno via), “Speranza di vita media” (mi dica lei, che è pediatra, che speranza di vita può avere un bambino nato nel quartiere Tamburi e affetto da tumore). Analizzando la voce “Saldo migratorio” (che in parole povere definisce la differenza tra popolazione immigrata e popolazione emigrata in riferimento alla popolazione residente) si nota, caro Sindaco, come noi non cresciamo più neanche demograficamente. Gli immigrati non compensano l’abnorme numero di persone che abbandonano Taranto. Giovani, uomini, laureati e disoccupati che quotidianamente abbandonano Taranto con la speranza di un avvenire. Con questi uomini che vengono meno, vien meno la speranza stessa di una Taranto migliore. Se lei continuerà a non fare niente, questa emorragia continuerà inarrestabile ed il malato Taranto non potrà che morire, solo e dimenticato anche da quello stesso Stato che lei ora benedice ma verso il quale io, oggi, non nutro nessuna stima.
Probabilmente dirà (perché oramai questo è il suo costume) che il dato non offre una buona immagine di Taranto e per tanto criticherà o scriverà al “Sole 24 Ore” così come scrisse al “Tg1” per un servizio che secondo lei non offriva una buona immagine di Taranto, dimenticando (e ciò è strano visto che lei è un medico e dovrebbe dare più fiducia ai numeri e alle dimostrazioni oggettive) che un dato probabilistico può essere più o meno opinabile, ma un dato scientifico, basato su dei parametri oggettivi, non lo è.
Un po’ così come quel tale criticava i giudici che avevano denunciato i reati senza però entrare nel merito dei reati stessi, lei critica i giornali (o l’informazione) che hanno dato la notizia, senza commentare la notizia in sé.
Continuo ad avere fiducia che Taranto sia molto più della pochezza politica che lei incarna, sign. Sindaco. Sono convinto che esiste una Taranto “Per Bene” che è ben consapevole del valore aggiunto che lei ha creato (vale a dire zero e stando ai numeri anche a meno di zero) e che è ben desiderosa, spero quanto prima, di essere parte attiva della vita politica della Città, prima protagonista di sé stessa, molto più fiera e molto più spartana rispetto a quell’immagine molle che lei dà della città di Taranto.

Cordialmente

Gianmarco Tedesco"

Ieri 11 Gennaio 2016, dalla classifica Ipr Marketing stilata sempre per conto del "Sole 24 Ore" emerge che Stefàno è al 95° posto su 100 complessivi nella classifica di gradimento dei Sindaci italiani. Sia ben chiaro che non sono assolutamente dell'idea che un uomo solo al potere possa determinare le sorti di un città (vedi il caso Marino), ma un rappresentante del popolo ha il dovere di nobilitare e rappresentare nel modo più fiero possibile la sua comunità. Stefàno, questo sarà il nono anno che governi Taranto e non mi sono mai sentito fiero del tuo operato.

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