I fiumi sempre più a rischio “fogna”. Riorganizzare immediatamente il servizio idrico: trasparenza e partecipazione dei cittadini elementi fondamentali.
Ieri è stata una giornata meravigliosa per tutto il movimento ambientale e sociale e per la sua capacità di autonomia da ogni centro di potere ed istituzionale.
Petrolieri (e costruttori) hanno lanciato una campagna stampa sulle "ragioni del petrolio" . Le associazioni rispondono con una lettera sulle "ragioni degli abruzzesi" per dire NO al petrolio e SI ad una politica energetica alternativa.
7 agosto 2010 - WWF, Legambiente, LAV, Agesci Abruzzo, Associazione Libera, Abruzzo Social Forum, Associazione Mare Libero, Abruzzo Crocevia, Punto pace Pax Cristi Pescara
La gestione del Servizio Idrico abruzzese fa "acqua" da tutte le parti
WWF e Abruzzo Social Forum denunciano sperperi e inefficienze e mettono in palio un "Colabrodo d'Oro" per i Sindaci che voteranno l'aumento della tariffa senza garantire, prima, partecipazione, trasparenza ed efficienza del servizio.
14 giugno 2010 - Abruzzo Social Forum e WWF Abruzzo
La campagna del settimanale Carta ha fatto tappa anche in Abruzzo
Mobilitazione della società civile e delle associazioni in difesa della sovranità pubblica e della democrazia. Domenica 29 assemblea Abruzzo Social Forum a Sambuceto
Hanno voluto demistificare la presunta "neutralità" della scienza e hanno messo al centro la salute collettiva contro gli interessi economici della produzione industriale inquinante. La storica lotta contro l'inquinamento cancerogeno del Petrolchimico di Porto Marghera a Venezia.
Il progressivo deterioramento, statisticamente documentabile, della salute collettiva per l'incidenza crescente di tutte le malattie legate alla nocività è il portato del modo di produzione capitalistico. Ciò significa per noi puntare su tutte le forme di autogestione.
Il 9 settembre 2026 la Corte d'Appello di Milano si è espressa sulla richiesta di sospensione dell'efficacia esecutiva del decreto n. 425/2026. Tale decreto della stessa Corte d'Appello, datato 9 luglio 2026, imponeva lo stop delle attività produttive dell'area a caldo.
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