Un impegno di solidarietà e di pace in difesa dei più poveri. Da oggi comincia il tour di conferenze e incontri con i gruppi locali di sostegno. Guarda il video e consulta il calendario degli appuntamenti e condividi sui social gli incontri programmati in Italia.
Riproponiamo l'appello che padre Zanotelli fece ai giornalisti italiani il 18 luglio 2017 perché lo riteniamo ancora più attuale ora dopo il vertice europeo del 29 giugno e ancora di più dopo la strage dello stesso giorno in cui sono morti tre lattanti e almeno cento migranti mentre le ONG erano ferme nei porti per scelta del governo italiano e degli altri Paesi mediterranei
ONG pour la Culture de Paix « RJMP » ONG des Droits de l’Homme Personnalité Juridique : Arrêté Ministériel N° 042/CAB/MIN/J/2006 du 15 mars 2006 COORDINATION NATIONALE
Réseau « Jeunes dans le Monde pour la Paix - Young Network in the World for Peace
L'Agenda Onu 2030 riporta fra gli obiettivi il diritto alla salute e la lotta alle diseguaglienze, alla povertà, alla fame. Tutte cose per le quali Chiara Castellani ha dedicato la sua vita prima in America Latina e poi in Africa
L'Agenda Onu 2030 riporta fra gli obiettivi il diritto alla salute e la lotta alle diseguaglienze, alla povertà, alla fame. Tutte cose per le quali Chiara Castellani ha dedicato la sua vita prima in America Latina e poi in Africa
Vogliamo favorre la conoscenza reciproca, la condivisione di esperienze e la progettazione di iniziative su pace, ambiente e cittadinanza attiva. Aperti a tutti: attivisti, associazioni, nuovi arrivati, chi ha idee o competenze.
Quasi 300mila persone parteciparono a Genova alle manifestazioni del Genoa Social Forum contro il vertice G8. Un movimento eterogeneo, pacifista, che chiedeva un'altra globalizzazione: più giusta, più solidale, più democratica.
Ti proponiamo una guida alla creazione dei nodi di PeaceLink. Leggi la guida, scrivi il tuo progetto e inviacelo. Diventa socio e costruisci una rete di contatti nella tua zona sfruttando la tecnologia per creare connessioni fra persone che credono nella pace, nell'ecologia e nella solidarietà.
Un'enorme pressione si è scaricata sui soldati ucraini dei reparti punitivi d'assalto. La retorica occidentale della presunta "svolta" sul campo di battaglia si conferma per l'ennesima volta una narrazione tossica che alimentata il tritacarne umano.
Un’inchiesta scuote l’esercito di Kiev. Tra i reparti d’assalto impiegati in battaglie chiave come quella di Kostjantynivka, il 425º reggimento è finito sotto accusa per un sistema di torture e morti sospette. Verrebbero sistemate mine attorno ai reparti per evitare che i soldati ucraini disertino.
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