Riportiamo uno stralcio di un articolo dell'avv. Giacomo Rimatori relativo all’ordinanza dell’11 agosto 2011 con cui il Tribunale di Bologna ha chiarito come il gestore di un forum di discussione non debba ritenersi responsabile per i contenuti pubblicati anche se ritenuti diffamatori da terzi
Al processo lo scontro dinanzi al giudice di pace. Il patron dell'Ilva in aula contro i Cobas: «Quella scritta mi ha offeso». Sotto accusa Margherita Calderazzi per uno slogan su un muro dello stabilimento siderurgico
In programma questa mattina il processo a carico di Margherita Calderazzi. L’esponente dello Slai Cobas è accusata di diffamazione. Il patron dello stabilimento siderurgico si è costituito parte civile nel procedimento.
La reporter aveva evidentemente un piano prestabilito: puntare l’attenzione sulla realizzazione di una diffamazione basandosi sul mio negare il massacro di Srebrenica.
Non è consentito fare riferimento alla molteplicità dei luoghi in cui un evento lesivo si sia contemporaneamente prodotto per effetto della diffusività del mezzo Internet. Il giudice del luogo dove una notizia diviene per la prima volta pubblica e perciò idonea a pregiudicare l’altrui diritto si identifica nel luogo dove si trova il server sul quale sono caricate le pagine che compongono il sito contenente le dichiarazioni diffamanti.
Non sono applicabili, anche in via di interpretazione estensiva, le norme sulla diffamazione a mezzo stampa a quelle sulla diffamazione commessa attraverso Internet, in considerazione delle evidenti differenze tra il concetto di stampa, o di trasmissione radiotelevisiva, e le informazioni circolanti su Internet.
Mentre la Spagna sceglie di regolarizzare mezzo milione di migranti, la Finlandia risponde con muri, hub di rimpatrio e un contributo in denaro al posto della solidarietà. Due visioni del mondo inconciliabili.
Khamenei non era un leader democratico. Il regime opprime le donne, imprigiona i dissidenti, spara sui manifestanti nelle piazze. Ma l'Occidente che oggi dice di voler liberare il popolo iraniano è lo stesso che nel 1953 gli ha strappato la democrazia di mano con un'operazione della CIA.
Il 4 marzo 2026, alla Camera, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha affermato: «Ad oggi non è arrivata alcuna richiesta di utilizzo delle basi USA in Italia». Eppure, subito dopo, la maggioranza parlamentare ha votato una risoluzione che concede il via libera. Il silenzio di Mattarella.
Nel marzo 2025 PeaceLink aveva cominciato a ricostruire il tessuto produttivo di ogni regione allo scopo di scoprire l’esistenza di una filiera tecnologica e produttiva dedicata all’innovazione tecnologica militare. Oggi la situazione ha avuto una accelerazione inquietante.
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