Riportiamo uno stralcio di un articolo dell'avv. Giacomo Rimatori relativo all’ordinanza dell’11 agosto 2011 con cui il Tribunale di Bologna ha chiarito come il gestore di un forum di discussione non debba ritenersi responsabile per i contenuti pubblicati anche se ritenuti diffamatori da terzi
Al processo lo scontro dinanzi al giudice di pace. Il patron dell'Ilva in aula contro i Cobas: «Quella scritta mi ha offeso». Sotto accusa Margherita Calderazzi per uno slogan su un muro dello stabilimento siderurgico
In programma questa mattina il processo a carico di Margherita Calderazzi. L’esponente dello Slai Cobas è accusata di diffamazione. Il patron dello stabilimento siderurgico si è costituito parte civile nel procedimento.
La reporter aveva evidentemente un piano prestabilito: puntare l’attenzione sulla realizzazione di una diffamazione basandosi sul mio negare il massacro di Srebrenica.
Non è consentito fare riferimento alla molteplicità dei luoghi in cui un evento lesivo si sia contemporaneamente prodotto per effetto della diffusività del mezzo Internet. Il giudice del luogo dove una notizia diviene per la prima volta pubblica e perciò idonea a pregiudicare l’altrui diritto si identifica nel luogo dove si trova il server sul quale sono caricate le pagine che compongono il sito contenente le dichiarazioni diffamanti.
Non sono applicabili, anche in via di interpretazione estensiva, le norme sulla diffamazione a mezzo stampa a quelle sulla diffamazione commessa attraverso Internet, in considerazione delle evidenti differenze tra il concetto di stampa, o di trasmissione radiotelevisiva, e le informazioni circolanti su Internet.
L'eccidio ci ricorda che il fascismo non è un capitolo chiuso. I suoi germi possono riaffiorare in ogni momento. È per questo che dobbiamo essere pronti a contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia, di minimizzare le atrocità commesse o semplicemente di far subentrare l'oblio.
Sistemi di videosorveglianza elettronica, con la cooperazione del programma Ue Eubam, controlleranno 24 ore su 24 la frontiera con la Tunisia dove i migranti vengono detenuti, torturati, venduti e lasciati morire.
10 agosto 2026 - Andrea Ceredani (redattore Avvenire)
La polizia di Kiev ha fermato un taxi, ammanettato il passeggero e lo ha portato a un centro di reclutamento. Quel passeggero era Yevhenii Shulhat, giornalista investigativo di Hromadske. Il suo reato? Aver indagato sulla corruzione del potere.
Proprio come le persone che sono sopravvissute alla bomba atomica in Giappone si chiamano Hibakusha, anche gli alberi sopravvissuti hanno un titolo onorifico. Si chiamano Hibaku-Jumoku.
La collaborazione con PeaceLink è cresciuta da controlli sui dati ambientali a un sistema continuativo di analisi e allerta. Omniscope prepara e conserva il dato; PeaceLink lo porta nel confronto con cittadini, giornalisti e istituzioni. E così le informazioni diventano accessibili e verificabili.
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