Era un’amicizia forte, quella tra David Maria Turoldo e don Tonino Bello. Entrambi cercatori di futuro. Entrambi con radici solide e profonde nel passato, nella storia. E, accanto a loro, i poveri.
In don Tonino Bello la pace è un grande dizionario o un atlante geografico, storico e umano sconfinato. Dopo aver visto nel 2016 il legame con papa Francesco, proponiamo ora l’interconnessione con alcuni volti di testimoni, maestri e profeti, sperando di sollecitare la ricerca di docenti e alunni. La pace è un’arte che si impara.
Quali strumenti per risolvere i conflitti? Dall’Evangelii Gaudium a papa Francesco, da don Tonino Bello a noi: parole e profeti capaci di costruire ponti.
Sul palco è stata presentata al pubblico un’opera musicale, con coro e orchestra, dedicata al testo di don Tonino Bello su “Maria, donna dei nostri giorni”.
Chiesa povera: il potere di un segno. Come organizzare la speranza. Come restituire alla Chiesa e a noi stessi la coerenza di un messaggio di condivisione e di giustizia?
È tempo di coltivare la diversità. E di promuovere una comunione tra diversi, una convivialità vera tra persone, ciascuno nella sua diversità e in spirito di condivisione e fraternità autentica.
Nella dissolvenza dei volti è da ricercare la causa di tutte le guerre e dei conflitti tra persone. L’etica del volto come antidoto e proposta per umanizzare questo mondo.
Le truppe ucraine di prima linea oscillano tra i 200.000 e i 400.000 soldati. L'esercito invisibile dei renitenti alla leva è invece di circa 2 milioni di uomini attivamente ricercati, superando di gran lunga l'intero apparato militare dello Stato. I disertori nel 2026 sono aumentati dell'83,9%.
What was once done in secret has now become public, marking a transition of extreme political gravity. At the beginning of the conflict, the secrecy of centres like Wiesbaden prevented NATO's involvement from appearing excessive. Now, however, operations are conducted openly towards escalation.
L’esplosione alla KNDS di Colleferro riapre le ferite di un secolo di produzione bellica. Incidenti, vittime e inquinamento segnano la storia del polo, dove il rischio per la comunità è il prezzo di scelte di guerra.
Ciò che veniva fatto di nascosto è oggi diventato pubblico, segnando un passaggio di estrema gravità politica. All'inizio del conflitto, la segretezza di centri come Wiesbaden evitava che il coinvolgimento della NATO apparisse eccessivo. Ora invece si opera allo scoperto verso l’escalation.
A Bydgoszcz, in Polonia, sorge un edificio che potrebbe cambiare il modo in cui l'Occidente fa la guerra. È il JATEC, il Centro congiunto di analisi, addestramento e istruzione in cui ufficiali ucraini e alleati lavorano fianco a fianco, letteralmente, per analizzare le "lessons learned" dal fronte.
sociale.network #don tonino bello