Il messaggio di mons. Giancarlo Bregantini, in occasione della festa dei lavoratori del vescovo di Campobasso-Boiano, presidente della Commissione lavoro della Cei per i Problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace.
A partire da Wall Street, giovani indignati hanno occupato le principali piazze di tutto il mondo. E i simboli dell’alta finanza e del potere economico.
Nuove forme di resistenze dal basso.
Qual è la condizione delle donne afroamericane colombiane? Intervista esclusiva a Betty Ruth Lozano Lerma, leader della “Akira Zajiri Sauda – Collegamento delle donne negre” e direttrice di dipartimento all’Università del Valle a Cali, in Colombia.
Sperimentato a Pavia uno spazio interno al movimento di dialoghi aperti sul messaggio di Benedetto XVI per il 1 gennaio 2012: “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”.
Appare una breccia nel muro dell’indifferenza. Nasce la speranza. Emerge la voglia di essere protagonisti, del tempo e della storia. Intorno a quali parole chiave tracciamo percorsi di educazione possibile?
Su tanti argomenti si parla dei giovani come se non ci fossero. E, invece, esistono, agiscono, operano. Alcuni laboratori in ambito ambientalista ce ne danno prova.
A piedi, sulle orme di Danilo Dolci, per costruire un mondo nuovo: racconti di una marcia, semi di una politica dal basso, giovani sognatori nonviolenti.
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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