La recente legge sulla legittima difesa alimenta le paure, l’insicurezza e accresce un clima di violenza. Dove ci porterà tutto questo difenderci ad ogni costo?
La proposta di legge sulla legittima difesa è in discussione al Senato. Si prevede la revisione dell’articolo 52 della nostra Costituzione. Di cosa si tratta? E con quali conseguenze?
Esistono ragioni teologiche che giustifichino il ricorso dei singoli e delle comunità alla legittima difesa? Un ribaltamento di visione e di pensiero che ci riporta all’amore per la vita universale. Quella altrui, prima che la nostra.
Maurizio Burcini
Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo questa lettera di Daniele Maggi indirizzata alla redazione
La manovra finanziaria mobilita risorse aggiuntive per il settore della Difesa che in buona parte confluiranno in investimenti in nuovi sistemi d'arma. Ma anche il movimento pacifista si mobilita per esprimere opposizione a una manovra che sottrae risorse a sanità, scuola e stato sociale.
Per ogni euro in più investito nella scuola e della formazione, lo Stato assegna ben 1,45 euro in più alle spese militari. La spesa militare netta registra un incremento diretto di 4,5 miliardi di euro che sale a un'espansione potenziale fino a 8 miliardi con la clausola di salvaguardia europea.
Per ogni euro aggiuntivo investito nella tutela della salute dei cittadini, lo Stato decide di spenderne quasi due in armamenti e spese militari. Sono circa 4,5 miliardi in più per le spese militari aggiuntive mentre per la Sanità la spesa introdotta ex novo è ridotta a 2,4 miliardi.
L'esercitazione della NATO coinvolge la base nucleare di Ghedi. PeaceLink chiede di conoscere i piani di emergenza sanitaria per la popolazione civile della provincia di Brescia in caso di guerra nucleare
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