Questa nostra lettera è rivolta a tutto il movimento per la pace che – dopo l’appello lanciato da Michele Serra a scendere in piazza per l’Europa – si sta giustamente chiedendo di “quale Europa” stiamo parlando.
C’è una città che dello “Zero” in politica amministrativa ha fatto una bandiera. In negativo. Ne ha collezionati una serie infinita. Uno zero dopo l’altro, in una sconfortante progressione, ha contabilizzato con tronfio orgoglio la propria aritmetica del nulla.
Credo sia dovere di ognuno di noi contribuire alla “resistenza culturale”, diffondendo il seme del risveglio, la curiosità all’informazione corretta, spronando l’anima alla ricerca della pace e della nonviolenza attiva. Mai più, dovremo lasciare l’ultima parola ai potentati economici, ai criminali legittimati e ai governi razzisti.
Il ministro Paolo Ferrero (Prc) scrive una lettera aperta a tutti gli operatori dell'informazione per invitarli a una riflessione comune sugli «effetti devastanti» di un giornalismo che si ostina a fabbricare la figura dello straniero delinquente
«L'aeronautica militare ha concesso l'aereo F104 ritenendo assolutamente
meritevole la volontà dell'amministrazione di Introdacqua di farne un cippo
monumentale in memoria dei tre militari che nel 1951 persero la loro vita
precipitando sulle montagne del nostro paese». Così il sindaco, Giuseppe
Giammarco (socialista, n.d.r.), spiega la scelta dell'amministrazione di
portare in paese il ³cacciatore di stelle², rispondendo alle critiche
dell'opposizione che nei giorni scorsi aveva attaccato duramente la
decisione, giudicandola contraria alla cultura della pace. Giammarco
aggiunge che il velivolo "attirerà molti curiosi, favorendo quella crescita
turistica che con tenacia stiamo perseguendo".
L'attenzione ai diritti umani mostrata verso l'Iran sembra attenuata per la Siria. Tutto questo evidenzia un "doppio standard" dovuto probabilmente al fatto che l'Occidente ha appoggiato il nuovo corso dell'ex terrorista al-Jolani accreditandolo come uomo del cambiamento democratico in Siria.
Il prossimo 27 gennaio sarà celebrata la prima udienza relativa al ricorso contro l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) che consente di utilizzare il carbone per altri 12 anni nello stabilimento ILVA.
Le somme raccolte ad oggi per sostenere il ricorso hanno raggiunto complessivamente i 31.840 euro. Le spese fino ad ora affrontate ammontano a 650 euro per il contributo di iscrizione al TAR di Lecce. In ragione di questa uscita, il totale ad oggi custodito è di 31.190 euro.
PeaceLink aveva già espresso un parere negativo alla Nona Commissione del Senato che aveva chiesto un intervento in merito al testo in esame. La discussione è poi passata alla Camera dei Deputati che ha approvato il trasferimento di 92 milioni e il prestito ponte da 149 milioni.
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