Si chiamano Sofia Orr e Daniel Mizrahi, obiettori di coscienza israeliani della rete di sostegno Mesarvot e, affiliata alla stessa rete, c’è anche la palestinese Aisha Omar, mentre Tarteel Al-Junaidi fa parte di Community Peacemaker Teams.
Hackmeeting 09, la nona edizione del ritrovo annuale delle controculture digitali. Duemila tra programmatori, mediattivisti e grafici accomunati dalla lotta contro brevetti, diritti d'autore e città vetrina
La nona edizione dell’Hackmeeting, dal 1 al 3 settembre: «L'hacking è un’attitudine, non esclusivamente informatica. Il nostro essere hacker si mostra nella quotidianità»
Tutto pronto per la nona edizione dell'hack meeting, in un'ex sede usl. Seminari e workshop su privacy e diritti digitali, software libero, censura, copyleft. Dal 1 al 3 settembre
30 agosto 2006 - Giulia Sbarigia
storie Il bambino marocchino e il piccolo cerbiatto salvato
Lo scalpo dei caprioli La banda «paramilitare» la fa da padrona nel paesino dell'Appennino parmense alla ricerca di scalpi. E resta impunita «Bambi» ora è libero Ma fino a quando riuscirà a evitare le doppiette? Ha contro la legge che tutela i diritti dei cacciatori, non certo degli animali
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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