"Come si fa a chiedere ancora rigassificatori, energia nucleare ed infrastrutture, quando si fa penare la gente per una modesta rivendicazione dei salari per chiudere un contratto nazionale contestato nella stessa Ferrari?"
20 febbraio 2008 - Giovanni Pompigna
Il Comitato per l'unità della sinistra da Taranto interviene sull'ILVA
Nello stabilimento tarantino si sono verificati spiacevoli episodi che hanno visto i lavoratori "pagare" per aver richiesto la messa a norma di alcuni comparti. Ci si chiede se questo "modus operandi" sia frutto di decisioni personali di alcuni responsabili o di direttive aziendali
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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