A Fano il corteo sta percorrendo la spiaggia con i nomi dei bambini di Gaza
Aggiornamento in diretta – Fano (Pesaro-Urbino), 15 agosto 2026
Mentre l'Italia si gode il sole di Ferragosto, in questo momento, lungo la battigia delle spiagge del Lido e dell'Arzilla a Fano, un corteo sta sfilando in silenzio. È partito alle 10 dal faro del porto (viale Nazario Sauro) e sta percorrendo la riva, portando con sé un simbolo che squarcia l'allegria estiva: un sudario bianco lungo 25 metri e largo 8, realizzato dal "collettivo Carnia per la Pace", con i nomi e le età dei bambini e delle bambine uccisi a Gaza.
Sono circa 40 le persone che in questo momento stanno reggendo il telo, mentre i bagnanti e i turisti si voltano, leggono quei nomi e si fermano a riflettere.
Il numero delle vittime – al momento della realizzazione del sudario era di 18.457 – oggi ha superato vergognosamente quota 22.000. Ogni nome impresso su quel lenzuolo è una vita spezzata, un sogno infranto, una famiglia distrutta. "Per non dimenticare un solo nome", ripetono gli organizzatori, "perché ogni nome è una vita persa, una sofferenza immane".
Il contrasto tra l'Italia in ferie e la Palestina sotto assedio
"Sebbene per molti italiani e italiane Ferragosto sia il giorno che per eccellenza rappresenta le agognate ferie estive, per i palestinesi è un giorno esattamente come gli altri", avevano scritto i promotori della Rete Pace e Disarmo di Fano e Pesaro. E mentre qui le famiglie giocano in riva al mare e gli ombrelloni colorano la spiaggia, nella Striscia di Gaza in queste stesse ore i bombardamenti non si fermano, l'assedio militare continua a trasformare il territorio in un campo di sterminio a cielo aperto. In Cisgiordania, le violenze dell'esercito israeliano e dei coloni si allargano sempre di più.
Un sudario che accusa i governi europei
Il corteo di Fano non è solo un atto di memoria. È anche una denuncia che in questo momento risuona forte lungo la costa marchigiana. Il sudario bianco richiama l'ignavia dei governi europei, che nonostante i pronunciamenti della Corte Penale Internazionale e della Corte Internazionale di Giustizia continuano a commerciare armi e sistemi tecnologici a scopo bellico con Israele, senza adottare sanzioni economiche o restrizioni commerciali. "Il sudario ci ricorda l'ignavia dei governi europei che non hanno fatto nulla – al di là di sporadiche dichiarazioni di circostanza del tutto inutili – per fermare il genocidio in corso", affermano i partecipanti.
Le richieste al governo: sanzioni, embargo e diritto internazionale
Mentre il corteo avanza sulla battigia, la Rete Pace e Disarmo lancia un appello al governo italiano e a tutti i governi nazionali: battersi a livello internazionale per fermare la violenza contro il popolo palestinese; applicare subito sanzioni economiche e commerciali a Israele, come già fatto con la Russia; disporre un embargo militare immediato; rispettare finalmente il diritto internazionale, i diritti umani e la dignità di ogni persona. "Chiediamo giustizia e riparazione", è il messaggio che risuona in questo Ferragosto di impegno civile.
Un invito a unirsi, qui e ora
In questo momento, il corteo sta proseguendo lungo il Lido e l'Arzilla, con il sudario portato a spalla come un lenzuolo funebre che si allunga sulla sabbia. Gli organizzatori invitano tutti i cittadini e i turisti presenti al mare a unirsi alla camminata, a rafforzare il ricordo quotidiano della Palestina e a sostenere le associazioni che portano aiuti in quella terra martoriata e che danno voce al desiderio di pace del popolo palestinese.
"Crediamo che ci sia un modo diverso di stare al mondo: dialogo, solidarietà, costruzione di convivenza", dichiarano dalla Rete Pace e Disarmo. "Alla guerra e alla sete di dominio che portano all'annientamento dell'altro c'è sempre una alternativa che va immaginata, pensata e costruita". E in questo Ferragosto 2026, mentre il sudario sventola davanti agli occhi dei bagnanti, quei 22.000 nomi – quasi 22.000 bambini – diventano un appello che non può essere ignorato.
Far vivere la vita, passo dopo passo, in questo momento
l corteo sta facendo ritorno verso il faro, completando il percorso.
Un gesto che, come scrivono gli organizzatori, ricorda che "far vivere la vita è un impegno quotidiano, passo dopo passo".
Mentre l'Italia si concede una pausa, quel sudario bianco sulla spiaggia è un promemoria doloroso ma necessario: in questo stesso istante, a Gaza, i bambini continuano a morire.
E il silenzio delle istituzioni internazionali rischia di essere assordante.
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