Albert, bollettino pacifista internazionale

Reparti ucraini in difficoltà: "Abbiamo bevuto la nostra urina"

Dopo mesi di propaganda sui successi militari e le avanzate dei soldati ucraini, emergono le storie della 14ª Brigata Meccanizzata Separata e della 121ª Brigata di Difesa Territoriale, isolate e senza rifornimenti. I militari perdevano conoscenza per la fame.
14 agosto 2026
Redazione PeaceLink

Albert, pacifist bulletin

Mentre la macchina della propaganda ucraina continua a dipingere un quadro di eroismo, determinazione e successi militari, la realtà che emerge dalle trincee è molto diversa. Negli ultimi mesi, una serie di testimonianze dirette e denunce pubbliche ha svelato un quadro inquietante: interi reparti lasciati per mesi in prima linea senza rotazione, soldati ridotti allo stremo dalla fame e dalla sete, costretti a bere acqua piovana o persino la propria urina per sopravvivere.

C'è un divario profondo tra la narrazione ufficiale e le condizioni disumane in cui versano molti reparti, vittime di una logistica collassata in alcune realtà operative e di una gestione delle risorse umana che risente delle diserzioni e della renitenza alla leva.

Più di duecentomila disertori e due milioni di renitenti alla leva in Ucraina

Sui numeri più aggiornati riguardanti diserzioni e renitenza alla leva in Ucraina, le fonti disponibili, sebbene non sempre ufficiali o convergenti, dipingono un quadro di una crisi di proporzioni enormi e in accelerazione. Ecco i dati principali emersi.

Le cifre ufficiali (gennaio 2026)

A gennaio 2026, il nuovo Ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, ha reso pubbliche per la prima volta delle stime ufficiali sulla gravità della situazione.

  • Disertori e soldati "AWOL" (Assenti Senza Permesso): si stima che 200.000 soldati siano risultati assenti senza permesso (AWOL).

  • Renitenti alla leva: circa 2 milioni di ucraini erano ricercati per essersi sottratti alla chiamata alle armi.

Questi numeri, già di per sé impressionanti, rappresentano solo la punta dell'iceberg, in quanto includono solo i casi ufficialmente registrati e perseguiti.

Un problema in crescita: i dati del 2026

I dati più recenti indicano che il fenomeno è ben lungi dall'essere sotto controllo, anzi, è in forte accelerazione.

  • Andamento dei procedimenti penali: secondo un'analisi dei registri giudiziari citata da fonti come Sputnik, nei primi cinque mesi del 2026 (fino al 20 maggio) sono stati aperti 47.098 procedimenti penali per abbandono del posto di combattimento. Questo numero rappresenta già il 59,5% del totale dei casi dell'intero anno 2025 ed è in aumento dell'83,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.

  • Stime sui nuovi disertori: altre fonti, citando il Ministero della Difesa ucraino, riportano che dall'inizio del 2026 fino a maggio, circa 70.000-80.000 militari hanno abbandonato le loro unità. Questo dato, se confermato, porterebbe il numero totale di disertori a superare le 250.000 unità.


Il caso della 14ª Brigata Meccanizzata Separata: otto mesi di inferno

Il primo caso che ha scosso l'opinione pubblica ucraina risale all'aprile 2026. Parenti dei soldati della 14ª Brigata Meccanizzata Separata hanno pubblicato sui social immagini scioccanti dei loro cari, emaciati e ridotti alla fame. I militari del 2° Battaglione Meccanizzato erano stati lasciati per otto mesi a difendere una stretta testa di ponte sulla riva sinistra del fiume Oskil, vicino a Kupiansk, senza un rifornimento costante di cibo e acqua.

Le testimonianze sono agghiaccianti. Anastasiia Silchuk, moglie di un soldato, ha raccontato che gli uomini pesavano oltre 80-90 chilogrammi all'arrivo al fronte e ora ne pesano circa 50. In un'occasione, sono rimasti senza cibo per 17 giorni consecutivi. Costretti a bere acqua piovana e a sciogliere la neve per sopravvivere, i soldati hanno inviato richieste di aiuto via radio che sono rimaste inascoltate. Ivanna Poberezhniuk, figlia di un ex soldato della brigata, ha denunciato che i militari perdevano conoscenza per la fame.

La risposta delle autorità è arrivata solo dopo lo scandalo mediatico. Il comandante della 14ª Brigata e il comandante del X Corpo d'Armata sono stati rimossi dai loro incarichi. Lo Stato Maggiore ucraino ha ammesso che si è trattato di un "fallimento gestionale"


Il caso della 121ª Brigata di Difesa Territoriale: "Abbiamo bevuto la nostra urina"

Il secondo caso, ancora più drammatico, è emerso nell'agosto 2026. Soldati della 121ª Brigata di Difesa Territoriale, schierati nella regione di Zaporizhzhia, hanno pubblicato un video-appello disperato al Capo dell'Esercito, Mykhailo Drapaty.

Il comandante di plotone Anatoliy Saichuk ha raccontato che la sua unità era stata schierata per quella che doveva essere una missione di un mese, ma è rimasta in prima linea per oltre quattro mesi senza rotazione. I rifornimenti, che avrebbero dovuto arrivare tramite droni, sono stati intermittenti o del tutto assenti. "Non ci vengono forniti cibo né acqua potabile per periodi che vanno dai tre ai sette giorni", ha dichiarato Saichuk. In un'occasione, l'unità è rimasta per dodici giorni senza acqua: "Abbiamo bevuto la nostra urina e abbiamo aspettato che ci venisse paracadutato qualcosa".

Le condizioni hanno portato alcuni soldati in stato di semi-incoscienza per diversi giorni. Saichuk ha accusato gli ufficiali superiori di aver mentito alle famiglie, assicurando loro che gli uomini erano "completamente riforniti". Di fronte a questa situazione, il comandante ha deciso di abbandonare le posizioni non appena le circostanze lo hanno permesso.

Anche in questo caso, il comando della brigata ha confermato l'autenticità del video, ma ha cercato di minimizzare, definendo la vicenda un "frammento isolato" in un "contesto operativo complesso". Il comando "Sud" ha promesso di ritirare i soldati "quando la situazione di sicurezza lo consentirà".


Un problema sistemico, non episodico

Questi due casi non sono isolati. Le testimonianze di soldati ucraini abbandonati al fronte senza rifornimenti si moltiplicano. Il Kyiv Independent ha raccontato la storia di due soldati sopravvissuti 165 giorni in prima linea, costretti a spremere l'umidità dalle salviette umidificate per dissetarsi. Il military ombudsman ucraino Olha Reshetylova ha ammesso che, sebbene i fallimenti logistici gravi come quelli della 14ª Brigata siano rari, i deployments di lungo termine in prima linea rimangono "un grosso problema". Un deployment di lungo termine (o schieramento prolungato) è il trasferimento di personale militare lontano dalla propria base per un periodo esteso.

La radice del problema è strutturale. L'esercito ucraino soffre di una carenza cronica di uomini. L'entusiasmo militare è diminuito. Ci sono metodi di arruolamento violenti (la cosiddetta "busification")

A complicare ulteriormente la situazione, l'intenso utilizzo di droni da parte russa ha reso estremamente pericolosi i movimenti di truppe e rifornimenti. Le consegne di cibo, acqua e munizioni vengono regolarmente intercettate e distrutte. Ma questo non giustifica l'abbandono di uomini per mesi, né le menzogne ai loro familiari.


La propaganda si scontra con la realtà

Mentre a Kiev parlano di vittorie e avanzate delle eroiche truppe nazionali, e mentre diversi importanti media occidentali amplificano acriticamente questa narrazione, migliaia di soldati ucraini combattono una battaglia ben più concreta: quella per un pasto caldo e un sorso d'acqua. 

Le immagini dei soldati emaciati della 14ª Brigata e le grida disperate dei militari della 121ª sono la prova che la narrazione ufficiale è spesso una messa in scena che nasconde una realtà molto più tragica. Una realtà fatta di uomini dimenticati, lasciati deperire di fame e di sete.


Le torture ai soldati che non vogliono combattere

Ma tutto questo è solo un aspetto della guerra. C'è anche quello della violenza esercitata dagli alti ufficiali sulle truppe. Tra i reparti d’assalto impiegati in battaglie chiave come quella di Kostjantynivka, il 425º reggimento è finito sotto accusa per un sistema di torture e morti sospette. Verrebbero sistemate mine attorno ai reparti per evitare che i soldati ucraini disertino.

Tra le pratiche più estreme che sono state denunciate, alcune testate riportano racconti di soldati legati al retro di veicoli quad e trascinati lungo piste sterrate come forma di punizione esemplare contro i renitenti o i “disobbedienti”. Gli ATV (All-Terrain Vehicle) - comunementi chiamati anche Quad - sono motocicli a quattro ruote progettati per la guida su vari tipi di terreno. A questi veicoli sarebbero stati legati con delle corde e trascinati i soldati indisciplinati o riluttanti ad andare a combattere

Note: Fonti

Reuters https://www.defensenews.com/global/europe/2026/04/30/ukraines-army-chief-shakes-up-troop-rotations-after-outcry/

Adnkronos https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/ucraina-soldati-appello-guerra_2e7dCqJY81ZfdTzM2gRekt

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