Il relatore speciale sulla libertà di espressione dell'Onu critica il ddl sulle intercettazioni e auspica, nel 2011, una missione delle Nazioni Unite in Italia per monitorare la situazione.
13 luglio 2010 - Giancarlo Briguglia
Storie reali nel Paese dei salotti chic autoreferenziali
Tutto passa dalle mani del presidente Afwerki e di pochi fidati uomini del partito: assetti istituzionali e militari, scelte politiche, programmi economici. Chi dissente, salta. L’opposizione eritrea all’estero, Amnesty International e il parlamento europeo denunciano gravi abusi. Ma nessuno ascolta. Soprattutto la Farnesina.
Il capitano Quinn testimoniò: "Eravamo lì perché avevamo sentito delle cose terribili che i Talebani facevano alla popolazione, di come calpestavano i diritti umani. Ma stavamo mettendo al potere persone che facevano cose persino peggiori di quelle dei Talebani".
Un consenso bipartisan ha contribuito alla lunga e disastrosa occupazione dell’Afghanistan. I decisori politici furono ipnotizzati dall’illusione di esportare la democrazia e i diritti umani con le armi. E chiamarono "missione di pace" la guerra.
L’accordo in arrivo dà ragione alla tesi sostenuta da Kent nelle sue dimissioni: “L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione”. Kent era il direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo degli Stati Uniti e aveva denunciato la guerra come “ingiusta e voluta da Israele”.
In queste settimane è scontro fra i cittadini giapponesi di Okinawa e i militari. Il governo americano ha infatti negato l'accesso alle basi per condurre accertamenti ambientali. L'isola di Okinawa è a sud del Giappone ed è in un punto strategico per controllare la Cina.
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