Non in nostro nome
Ancora una volta un otto marzo di guerra.

Mentre nella nostra città e in tutto il mondo le donne continuano la loro lotta contro la violenza e il dominio patriarcale, il governo di Israele e degli Stati Uniti d’America, i nazionalisti, i potenti, gli affaristi della terra cominciano una nuova guerra. Ancora una volta ci vorrebbero raccontare, come anni fa in Afghanistan, che oggi in Iran bombardano per la democrazia e per la libertà delle donne, mentre ancora una volta si tratta solo di una volontà di dominio e di guerra.
Noi non ci facciamo ingannare.
Noi siamo insieme alle donne iraniane, alle nostre sorelle di DONNA VITA E LIBERTA’, combattiamo con loro, per gridare il loro desiderio di libertà, contro uno stato teocratico, contro la violenza dei pasdaran. Siamo insieme alle donne e alle ragazze che stanno sperando sotto le bombe di poter cambiare la propria vita e conquistare la libertà per cui hanno tanto lottato e sofferto.
Noi non ci facciamo ingannare. Non possiamo accettare che la libertà e la vita delle nostre sorelle iraniane venga usata con crudele ipocrisia per coprire volontà di guerra di Netanyahu e di Trump. Lo abbiamo già visto in Afghanistan dove le donne sono state prime illuse e usate e poi abbandonate.
La libertà delle donne la possono conquistare solo le donne e i tiranni possono essere abbattuti solo dai loro popoli
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