Iran, il governo italiano concede le basi militari

Il punto politico è chiaro: si autorizza qualcosa che non è stato formalmente richiesto. Si tratta di un atto preventivo che, di fatto, offre disponibilità piena e anticipata all’impiego delle installazioni militari presenti nella penisola.
Siamo di fronte a un paradosso: se non c’è stata richiesta, perché votare?
Nelle crisi internazionali, il linguaggio istituzionale conta. Una disponibilità preventiva può essere letta come segnale politico di pieno allineamento operativo.
L’articolo 11 della Costituzione afferma che l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
E tutto l'impianto costituzionale si conforma a quel diritto internazionale che l'azione ordinato da Trump ha violato.
La Carta dell'ONU, base del diritto internazionale, all'articolo 2 comma 4 afferma: "I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite".
Fino a ora si usavano i termini di aggressore e aggredito per inquadrare la guerra in Ucraina. E ora?
Il governo italiano ha un tallone d'Achille: la coerenza.
il governo italiano non ha condannato la guerra preventiva di Trump in Iran. Ha espresso preoccupazione per l'escalation e auspicato la de-escalation diplomatica, condividendo l'obiettivo di impedire all'Iran di acquisire armi nucleari.
Il ministro degli esteri Antonio Tajani ha descritto l'attacco USA come un "danno enorme" al nucleare iraniano ma senza esprimere alcuna condanna della violazione del diritto internazionale.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di uno "scenario cambiato" con rischi maggiori, ma senza condanna esplicita dell'azione militare preventiva.
Il primo ministro, Giorgia Meloni, non ha parlato di una violazione del diritto internazionale da parte di Trump riguardo all'attacco preventivo in Iran. Ha espresso preoccupazione per la crisi ma senza criticare esplicitamente l'azione USA.
Purtroppo quando si chiede conto della coerenza con la Costituzione, il governo non offre un’argomentazione chiara. Balbetta. Sposta il discorso. Evita il nodo.
Ma ciò che preoccupa è soprattutto il Parlamento che concede le basi prima della richiesta e che riduce il proprio ruolo di controllo.
Mai visto un assenso preventivo all'uso delle basi militari.

Qui su PeaceLink riportamo l'elenco ufficiale preso dal sito del governo americano.
Il ministro Crosetto ha difeso la risoluzione del 4 marzo 2026 come coerente con accordi NATO e bilaterali del 1951-1955.
Nell'aprile del 1986 gli Stati Uniti chiesero all'Italia e ad altri alleati europei di poter utilizzare il loro spazio aereo e le loro basi per il bombardamento della Libia: Andreotti (DC) negò sia le basi sia lo spazio aereo italiano.
In ultimo è doloroso prendere atto che neppure Sergio Mattarella abbia condannato esplicitamente la violazione del diritto internazionale da parte di Trump per l'attacco preventivo in Iran. Eppure il segretario generale dell'ONU Guterres ha espresso la sua condanna.
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