L'attacco Usa-Israele è stato lanciato per evitare che Teheran si doti dell'arma nucleare?

Iran, la guerra delle bugie

Se avevano già nuclearmente "obliterato" l’Iran nel 2025, perché avrebbero dovuto nuovamente bombardarlo nel 2026? O hanno mentito nel 2025 o hanno mentito oggi. Tertium non datur.
4 marzo 2026
Redazione PeaceLink
    Tertium non datur è una locuzione latina per indicare l'inesistenza di una terza possibilità al di fuori delle due previste.
    E si attaglia alla guerra attuale, scatenata da Trump per togliere all'Iran - così ha dichiarato - la possibilità di dotarsi dell'arma nucleare. Ma non gli era stata già tolta questa possibilità l'anno scorso con un superbombardamento annunciato al mondo intero?
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    1. Il primo "attacco del 2025

    • Cosa successe: nel giugno 2025 viene condotto un attacco con bombardieri USA (inclusi B-2 con bombe "bunker buster") sui siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan. Trump dichiara che i siti sono stati "obliterati" e rasi al suolo.

    2. Il secondo attacco: quello attuale

    • Febbraio-marzo 2026: il 28 febbraio 2026 Trump (assieme a Netanyahu) lancia una nuova operazione contro l'Iran, sostenendo la necessità di eliminare la minaccia nucleare e di colpire infrastrutture militari.

    Se nel giugno del 2025 il presidente americano aveva già "obliterato" e "cancellato dalle mappe" i siti nucleari iraniani, perché oggi, nel marzo del 2026, ci viene detto che è necessario un nuovo attacco per fermare lo stesso programma nucleare che era stato cancellato definitivamente? Le bugie di guerra

    O Trump ha mentito allora, vantando un successo militare inesistente per scopi di propaganda interna, oppure mente oggi, inventando una minaccia (che lui stesso aveva dichiarato estinta) per giustificare una nuova guerra.

    Tertium non datur.

    Quella dell'Iran è una guerra di bugie e di amnesie.

    L’amnesia collettiva, quella su cui la Casa Bianca sembra contare, è un fenomeno sociale dovuto all'overdose di informazioni.

    Se la gente non ricorda le promesse fatte ieri allora il potere può agire senza dover rendere conto del proprio operato.

    Proviamo allora a dare una rinfrescata alla memoria.

    La narrazione bellica della "obliterazione" nucleare (giugno 2025)

    Torniamo indietro di pochi mesi. Il 22 giugno 2025, l’aviazione americana sgancia decine di tonnellate di esplosivo sui siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan. L’operazione viene celebrata come un successo trionfale. Trump non usa mezzi termini: i siti non sono solo danneggiati, ma sono stati "virtualmente obliterati", spazzati via, rasi al suolo. Il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, parla di "devastazione" e di una missione "perfetta" .

    La narrazione ufficiale è: l’Iran è stato nuclearmente "disarmato". Il Segretario di Stato Marco Rubio arriva a dire, con dovizia di particolari, che del sito di Fordow non si vede più nemmeno l’ubicazione, è tutto "cancellato" . Parole grosse, nette, definitive.

    Il ritorno della minaccia nucleare (marzo 2026)

    Bastano pochi mesi. Siamo all’inizio di marzo 2026 e l’amministrazione Trump, lancia una nuova offensiva sull’Iran. E indovinate qual è la motivazione? La minaccia nucleare, naturalmente. Quella che era stata cancellata nel 2025.

    La macchina della propaganda e delle bugie si rimette in moto.

    Il problema è che questa attuale narrazione si scontra con un fatto ostinato: la realtà delle dichiarazioni precedenti. Se a giugno 2025 c'era stata la "vittoria totale", come è possibile che a marzo 2026 si sia già di nuovo al punto di partenza, con la necessità di lanciare una nuova guerra?

    Il bivio della menzogna

    Il presidente Trump si trova così davanti a un bivio logico inestricabile.

    1. Se ha detto la verità nel 2025, allora i siti nucleari iraniani sono stati distrutti. La guerra del 2026 è quindi una guerra di aggressione basata su un pretesto falso, perché il pericolo nucleare non esiste più. Potrebbe essere una guerra per il cambio di regime o per altre mire geopolitiche, ma non per fermare le bombe atomiche di Teheran.
    2. Se ha detto la verità nel 2026 allora le roboanti dichiarazioni di "obliterazione" e "vittoria totale" del 2025 erano una colossale bugia, una gigantesca operazione di disinformazione per scopi politici.

    La "pancia" del paese e il silenzio dei media

    Su cosa punta l’amministrazione Trump? Sulla disattenzione e sulla memoria corta. In un flusso di notizie continuo e frenetico, chi si ricorda esattamente cosa è stato detto pochi mesi fa? I media mainstream, invece di evidenziare questa contraddizione gigantesca, cominciano a parlare di altro: discutono se la guerra durerà tre giorni o quattro settimane, se i vertici iraniani sono stati decapitati o quali sono le reazioni dei mercati.

    E' importante non cadere nella trappola dell’amnesia.

    Teniamo a mente le parole di ieri per smascherare le bugie di oggi.

    La verità è la prima vittima della guerra.

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