Nel 1570 cominciò in Messico una vicenda di cui i nostri libri di storia non hanno mai parlato. Eppure è l’avventura vittoriosa di un gruppo di schiavi che si liberò e fondò una comunità autonoma. Una storia cominciata con le armi e finita con un accordo di pace.
E' una storia in cui gli schiavi hanno conquistato e difeso la loro salvezza con le armi. Hanno creato una loro citta' e per mantenere la loro liberta' hanno siglato un trattato di pace con la Corona spagnola. Una vicenda esemplare.
Per secoli, la teoria della guerra giusta (da Sant’Agostino a Tommaso d’Aquino, fino a oggi) ha fatto da riferimento. Ma la nuova enciclica papale ci dice che quella cornice è superata alla luce in particolare delle novità tecnologiche dovute all'Intelligenza Artificiale in ambito militare.
Il massacro di venti contadini nel Bajo Aguán riaccende le polemiche contro uno Stato accusato di proteggere agroindustria, latifondisti e interessi criminali
Non ci si interroga sulle ingiustizie sociali, sui diritti perduti, sulla povertà culturale, sull’abbandono delle periferie, sulla solitudine crescente. E allora l’altro diventa il colpevole perfetto. Il povero contro il povero. Il penultimo contro l’ultimo.
L’assemblea ONU che avrebbe dovuto rappresentare un banco di prova cruciale per il futuro del disarmo globale, non ha registrato un consenso politico sul documento conclusivo della conferenza di revisione quinquennale. Tutto questo riguarda la sopravvivenza dell'intera umanità.
Interviene Aunty Sue Coleman-Haseldine, leader indigena sopravvissuta agli esperimenti nucleari che hanno contaminato le terre degli aborigeni australiani.
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