Consumo Critico

RSS logo

Mailing-list Consumo Critico

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • donazione ONLINE con carta di credito
  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

Lista Consumo Critico

...

Articoli correlati

  • Le piante mangiasmog che purificano l'aria di casa
    Inquinamento indoor

    Le piante mangiasmog che purificano l'aria di casa

    A volte la casa ci avvelena lentamente, ma ci sono delle piante utilissime che assorbono una parte degli inquinanti
    15 giugno 2011 - Alessandro Marescotti
  • Decreto asfissia-italiani: si riunisce la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati
    Presentata una risoluzione che impegna il Governo a ripristinare i vecchi limiti più rigidi

    Decreto asfissia-italiani: si riunisce la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati

    Semaforo rosso per il benzo(a)pirene, i cittadini non tollerano regali governativi agli inquinatori. La campagna di PeaceLink smuove i parlamentari. Ecco cosa ha risposto l'on. Ermete Realacci ad un cittadino che ha inviato la lettera di PeaceLink in cui si richiedeva il ripristino della precedente normativa più avanzata.
    5 ottobre 2010 - Associazione PeaceLink
  • Babbo Natale porta la vittoria a Taranto: l'Ilva adotterà le migliori tecnologie antidiossina
    La vignetta natalizia di PeaceLink

    Babbo Natale porta la vittoria a Taranto: l'Ilva adotterà le migliori tecnologie antidiossina

    PeaceLink e il movimento dei cittadini che si batte per la salute hanno ottenuto un risultato importante: nel 2010 saranno applicate tecnologie per scendere sotto il limite di 0,4 nanogrammi di diossina a metro cubo. Un risultato impensabile sino all'anno scorso. Adesso occorre il controllo continuativo dei fumi.
    24 dicembre 2009 - Alessandro Marescotti
  • La nostra campagna DIOXIN FREE
    Un bombardiere in meno in cambio di oltre 200 laboratori antidiossina

    La nostra campagna DIOXIN FREE

    L'informazione ai consumatori oggi è negata. E' mai possibile che sulle confezioni di uova ci sia scritto "OGM free" e non ci sia scritto anche "DIOXIN free"?
    22 dicembre 2009 - Associazione PeaceLink
Quando su Internet non trovi risposta alle tue domande

La naftalina è pericolosa?

I nostri genitori sono stati incauti a riempire gli armadi di palline di naftalina? Provoca il cancro? Proviamo a cercare qualche risposta. Ecco cosa dice il Ministero della Salute
6 gennaio 2009 - Alessandro Marescotti
Fonte: Atto Camera. Risposta scritta pubblicata lunedì 23 ottobre 2006 nell'allegato B della seduta n. 057 all'interrogazione 4-00741 presentata da CAMILLO PIAZZA

Un utente di un forum chiede: "Mia moglie insiste nell'usare naftalina come anti tarme. Chiedo se qualcuno abbia conferme che sia una fonte cancerogena".

Palline di naftalina
Un utente risponde: "E' da più di 50 anni che Eta Beta la mangia e ancora è sano come un pesce !!!"

E' assurdo notare come questo è il livello di informazione in cui ci si imbatte se oggi si usa Google per fare una ricerca su Internet.

E' infatti questa l'informazione che in data 6 dicembre 2009 Google fa svettare al secondo posto dopo la Wikipedia (che con la sua voce "naftalina" non dà risposte ai dubbi dell'utente del forum).

E i dubbi ci sono.

Provoca il cancro? O è un "falso allarme" preoccuparsi oggi della naftalina dopo decenni di uso disinvolto? I nostri genitori sono stati incauti a riempire gli armadi di palline di naftalina?

Ecco cosa risponde il Ministero della Sanità a questo proposito.

Si precisa che il naftalene (nome commerciale naftalina) è stato classificato dall'Unione europea con la direttiva 2004/73/CE del 29 aprile 2004, recante XXIX adeguamento al progresso tecnico della direttiva 67/548/CEE del Consiglio, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose, recepita a livello nazionale con il decreto del Ministero della salute del 28 febbraio 2006. Nella tabella allegata al decreto vengono fornite le seguenti indicazioni:

Classificazione - Cancerogeno di categoria 3 «sostanze da considerare con sospetto per i possibili effetti cancerogeni nell'uomo, per le quali tuttavia le informazioni disponibili sono insufficienti per procedere a una valutazione soddisfacente; esistono alcune prove ottenute con adeguati studi sugli animali che non bastano per classificare queste sostanze nella categoria 2», con la frase di rischio R40 «Possibilità effetti cancerogeni - prove insufficienti»; Xn R22 «Nocivo per ingestione»; NR 50-53 «Altamente tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico».
In particolare, il Report finale della valutazione del rischio effettuata dal Regno Unito nel 2003, su mandato europeo, richiama, tra gli effetti nocivi, principalmente casi di anemia emolitica ed epatotossicità, che hanno fatto seguito a ripetute esposizioni all'agente ed affezioni locali del tratto respiratorio.

Etichettatura - Xn «Nocivo»; N «Pericoloso per l'ambiente»; frasi di rischio R22, R40, R50/53 «definizioni come sopra»; Consigli di prudenza: S 2 «Conservare fuori della portata dei bambini»; S 36/37 «Usare indumenti protettivi e guanti adatti»; S 46 «In caso di ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta»; S 60 «Questo materiale e il suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi»; S 61 «Non disperdere nell'ambiente. Riferirsi alle istruzioni speciali/schede informative in materie di sicurezza».
In quanto sostanza ad elevato volume di produzione, il naftalene è stato oggetto di verifica da parte della Unione europea nell'ambito del regolamento 93/793/CEE relativo alla «Valutazione del rischio per le sostanze esistenti ad alto volume di produzione».
Questa procedura di valutazione comprende le tipologie di esposizione legate ad ogni possibile utilizzo della sostanza, non solo come repellente antitarme, ed è finalizzata a valutare i rischi per la salute umana (lavoratore esposto professionalmente, consumatore e, in genere, quanti sono esposti indirettamente attraverso l'ambiente) e per l'ambiente (aria, acqua e suolo).
Il Regno Unito, paese designato come relatore, ha elaborato un documento di Valutazione del rischio che è stato discusso ed approvato da tutti i Paesi Ue, sulla base di quanto emerso dai dati riportati nel documento, l'Unione europea ha definito alcune strategie per la riduzione del rischio, mirate alla tutela dei consumatori e dei lavoratori.
Le conclusioni sono che «è necessario ridurre i rischi legati in particolare agli effetti locali a carico del tratto respiratorio a seguito di esposizione ripetuta per inalazione. I rischi di anemia emolitica meritano attenzione in tutti gli scenari di esposizione dei consumatori. Per quanto concerne gli effetti respiratori locali e per quanto riguarda la cancerogenicità sono da considerare preoccupanti tutti gli scenari per i quali sussiste la potenzialità di una esposizione inalatoria ripetuta a naftalene. Tale preoccupazione (sia riguardo agli effetti respiratori locali sia riguardo alla «cancerogenicità») non sussiste per esposizioni singole e sporadiche («infrequenti»).
La Commissione europea è sul punto di predisporre un piano di restrizione in linea con le suddette conclusioni, nonché con le problematiche tossicologiche legate agli aspetti inalatori della sostanza in esame.
Il naftalene è presente anche nell'elenco delle sostanze attive utilizzate come biocidi, sottoposte a revisione dall'Unione europea nell'ambito del Regolamento (Ce) n. 2032/2003 della Commissione e in applicazione della direttiva 98/8/CE.
La revisione interessa specificatamente l'uso del naftalene come repellente; il Paese relatore è sempre il Regno Unito e la sostanza dovrà essere valutata tenendo in considerazione sia la nuova classificazione di pericolo (direttiva 2004/73/Cee) sia le conclusioni emerse nel contesto del Regolamento 793/93/Cee; si dovrà, pertanto, decidere se mantenere o meno sul mercato comunitario, secondo le specifiche caratteristiche tossicologiche, ecotossicologiche e di efficacia, la sostanza attiva e i prodotti che la contengono.
In considerazione delle iniziative in corso a livello europeo, si ritiene opportuno attendere le determinazioni comunitarie sulla sostanza in oggetto, fatta salva, peraltro, la possibilità delle regioni e province autonome, nell'ambito del monitoraggio ambientale di loro competenza, di intraprendere iniziative specifiche nei confronti di attività lavorative che comportino una esposizione inaccettabile per i lavoratori e per le popolazioni limitrofe.

Il Sottosegretario di Stato per la salute: Gian Paolo Patta.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy