Quando su Internet non trovi risposta alle tue domande

La naftalina è pericolosa?

I nostri genitori sono stati incauti a riempire gli armadi di palline di naftalina? Provoca il cancro? Proviamo a cercare qualche risposta. Ecco cosa dice il Ministero della Salute
6 gennaio 2009
Fonte: Atto Camera. Risposta scritta pubblicata lunedì 23 ottobre 2006 nell'allegato B della seduta n. 057 all'interrogazione 4-00741 presentata da CAMILLO PIAZZA

Un utente di un forum chiede: "Mia moglie insiste nell'usare naftalina come anti tarme. Chiedo se qualcuno abbia conferme che sia una fonte cancerogena".

Palline di naftalina
Un utente risponde: "E' da più di 50 anni che Eta Beta la mangia e ancora è sano come un pesce !!!"

E' assurdo notare come questo è il livello di informazione in cui ci si imbatte se oggi si usa Google per fare una ricerca su Internet.

E' infatti questa l'informazione che in data 6 dicembre 2009 Google fa svettare al secondo posto dopo la Wikipedia (che con la sua voce "naftalina" non dà risposte ai dubbi dell'utente del forum).

E i dubbi ci sono.

Provoca il cancro? O è un "falso allarme" preoccuparsi oggi della naftalina dopo decenni di uso disinvolto? I nostri genitori sono stati incauti a riempire gli armadi di palline di naftalina?

 

 

Ecco cosa risponde il Ministero della Sanità a questo proposito.

Si precisa che il naftalene (nome commerciale naftalina) è stato classificato dall'Unione europea con la direttiva 2004/73/CE del 29 aprile 2004, recante XXIX adeguamento al progresso tecnico della direttiva 67/548/CEE del Consiglio, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose, recepita a livello nazionale con il decreto del Ministero della salute del 28 febbraio 2006. Nella tabella allegata al decreto vengono fornite le seguenti indicazioni:

Classificazione - Cancerogeno di categoria 3 «sostanze da considerare con sospetto per i possibili effetti cancerogeni nell'uomo, per le quali tuttavia le informazioni disponibili sono insufficienti per procedere a una valutazione soddisfacente; esistono alcune prove ottenute con adeguati studi sugli animali che non bastano per classificare queste sostanze nella categoria 2», con la frase di rischio R40 «Possibilità effetti cancerogeni - prove insufficienti»; Xn R22 «Nocivo per ingestione»; NR 50-53 «Altamente tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico».
In particolare, il Report finale della valutazione del rischio effettuata dal Regno Unito nel 2003, su mandato europeo, richiama, tra gli effetti nocivi, principalmente casi di anemia emolitica ed epatotossicità, che hanno fatto seguito a ripetute esposizioni all'agente ed affezioni locali del tratto respiratorio.

Etichettatura - Xn «Nocivo»; N «Pericoloso per l'ambiente»; frasi di rischio R22, R40, R50/53 «definizioni come sopra»; Consigli di prudenza: S 2 «Conservare fuori della portata dei bambini»; S 36/37 «Usare indumenti protettivi e guanti adatti»; S 46 «In caso di ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta»; S 60 «Questo materiale e il suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi»; S 61 «Non disperdere nell'ambiente. Riferirsi alle istruzioni speciali/schede informative in materie di sicurezza».
In quanto sostanza ad elevato volume di produzione, il naftalene è stato oggetto di verifica da parte della Unione europea nell'ambito del regolamento 93/793/CEE relativo alla «Valutazione del rischio per le sostanze esistenti ad alto volume di produzione».
Questa procedura di valutazione comprende le tipologie di esposizione legate ad ogni possibile utilizzo della sostanza, non solo come repellente antitarme, ed è finalizzata a valutare i rischi per la salute umana (lavoratore esposto professionalmente, consumatore e, in genere, quanti sono esposti indirettamente attraverso l'ambiente) e per l'ambiente (aria, acqua e suolo).
Il Regno Unito, paese designato come relatore, ha elaborato un documento di Valutazione del rischio che è stato discusso ed approvato da tutti i Paesi Ue, sulla base di quanto emerso dai dati riportati nel documento, l'Unione europea ha definito alcune strategie per la riduzione del rischio, mirate alla tutela dei consumatori e dei lavoratori.
Le conclusioni sono che «è necessario ridurre i rischi legati in particolare agli effetti locali a carico del tratto respiratorio a seguito di esposizione ripetuta per inalazione. I rischi di anemia emolitica meritano attenzione in tutti gli scenari di esposizione dei consumatori. Per quanto concerne gli effetti respiratori locali e per quanto riguarda la cancerogenicità sono da considerare preoccupanti tutti gli scenari per i quali sussiste la potenzialità di una esposizione inalatoria ripetuta a naftalene. Tale preoccupazione (sia riguardo agli effetti respiratori locali sia riguardo alla «cancerogenicità») non sussiste per esposizioni singole e sporadiche («infrequenti»).
La Commissione europea è sul punto di predisporre un piano di restrizione in linea con le suddette conclusioni, nonché con le problematiche tossicologiche legate agli aspetti inalatori della sostanza in esame.
Il naftalene è presente anche nell'elenco delle sostanze attive utilizzate come biocidi, sottoposte a revisione dall'Unione europea nell'ambito del Regolamento (Ce) n. 2032/2003 della Commissione e in applicazione della direttiva 98/8/CE.
La revisione interessa specificatamente l'uso del naftalene come repellente; il Paese relatore è sempre il Regno Unito e la sostanza dovrà essere valutata tenendo in considerazione sia la nuova classificazione di pericolo (direttiva 2004/73/Cee) sia le conclusioni emerse nel contesto del Regolamento 793/93/Cee; si dovrà, pertanto, decidere se mantenere o meno sul mercato comunitario, secondo le specifiche caratteristiche tossicologiche, ecotossicologiche e di efficacia, la sostanza attiva e i prodotti che la contengono.
In considerazione delle iniziative in corso a livello europeo, si ritiene opportuno attendere le determinazioni comunitarie sulla sostanza in oggetto, fatta salva, peraltro, la possibilità delle regioni e province autonome, nell'ambito del monitoraggio ambientale di loro competenza, di intraprendere iniziative specifiche nei confronti di attività lavorative che comportino una esposizione inaccettabile per i lavoratori e per le popolazioni limitrofe.

 

 

Il Sottosegretario di Stato per la salute: Gian Paolo Patta.

Note: AGGIORNAMENTO SULLA NAFTALINA. Dopo il 2009 sono emerse evidenze scientifiche sulla pericolosità della naftalina. Il naftalene (la naftalina e il naftalene sono la stessa cosa) non è più nella classe 3 Iarc (“non classificabile in relazione alla sua cancerogenicità per l’uomo”) ma è salito di pericolosità fra i “possibili cancerogeni”. Infatti ora il naftalene è nel “gruppo 2B” (“possibile cancerogeno per gli uomini”). Nella sua monografia lo IARC (l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) scrive: “Naphthalene is possibly carcinogenic to humans (Group 2B)”.

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