Disarmo

RSS logo

Mailing-list Disarmo

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • donazione ONLINE con carta di credito
  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

Lista Disarmo

...

Articoli correlati

  • Mercanti di morte

    Spade e Falchi d’Italia al Pakistan in guerra

    Il Pakistan si conferma uno dei clienti del complesso militare industriale italiano. Consegnati missili Spada 2000 e aerei senza pilota Falco da aziende Finmeccanica. Gli Usa congelano invece gli aiuti ad un alleato poco affidabile
    25 luglio 2011 - Antonio Mazzeo
  • Anche in India ripensamenti sull'energia atomica?

    Anche in India ripensamenti sull'energia atomica?

    L'Associazione Indian Doctors for peace and development chiede al Governo indiano di sospendere la ricerca sugli impianti nucleari e rivolgersi invece a fonti rinnovabili più sicure e pulite
    19 marzo 2011 - Dr Arun Mitra
  • A Bhopal la notte del 2 dicembre 1984 non è ancora finita
    Al convegno di Amnesty International su “imprese, diritti umani e ambiente” - presente anche il nodo di Taranto di PeaceLink - si dà voce al diritto delle popolazioni ad essere informate e difese

    A Bhopal la notte del 2 dicembre 1984 non è ancora finita

    In un’aula universitaria di economia sono stati ricostruiti i fatti che hanno preceduto l’incidente in una fabbrica di pesticidi che coinvolse la città indiana di Bhopal, sconvolgendo la vita di 500.000 abitanti. Ma sono state passate in rassegna decine di emergenze ambientali, con imprese che hanno sottoposto consapevolmente le popolazioni a gravi rischi e sofferenze, nella latitanza dei governi.
    29 novembre 2009 - Lidia Giannotti
  • I paDroni DELLA GUERRA

    8 novembre 2009 - Rossana De Simone

Guerra nucleare locale, catastrofe globale

27 febbraio 2010 - Alan Robock e Owen Brian Toon
Fonte: Le Scienze di Marzo 2010 - 27 febbraio 2010

http://climate.envsci.rutgers.edu/pdf/RobockToonSciAmJan2010.pdf

Negli ultimi mesi l'attenzione politica internazionale è stata puntata sugli impianti iraniani per l'arricchimento dell'uranio. Secondo Teheran non è che un legittimo sviluppo del nucleare civile, ma per molti osservatori c'è la seria preoccupazione che la repubblica islamica sviluppi armi nucleari, violando il Trattato di non proliferazione ed entrando nel sempre meno ristretto «club dell'atomica»
E le preoccupazioni sono quanto mai giustificate. Basta leggere l'articolo Guerra nucleare locale, catastrofe globale, di Alan Robock e Owen Brian Toon, a pagina 62. Riprendendo gli studi degli anni ottanta sull'«inverno nucleare» che sarebbe stato provocato da una guerra atomica tra Stati Uniti e Unione Sovietica - studi che hanno contribuito ai trattati sul disarmo - Robock e Ton hanno usato modelli molto più sofisticati per simulare l'impatto globale di un conflitto nucleare, sia pure limitato ai «piccoli» arsenali di India e Pakistan. E i risultati sono tutt'altro che rassicuranti.
Anche se i due paesi asiatici dispongono di poche decine di testate a fissione ciascuno, e per di più di potenza limitata (nulla a che vedere con gli ordigni a fusione termonucleare di Russia e Stati Uniti), se questi ordigni fossero reciprocamente sganciati sulle città e sulle aree industriali nemiche causerebbero milioni di vittime e scatenerebbero immani incendi. Da questi si libererebbero milioni di tonnellate di fumo che in poche settimane coprirebbero tutta la superficie della Terra, nascondendola alla luce del Sole, raggiungendo l'alta atmosfera e provocando un'improvvisa diminuzione della temperatura per diversi anni a livello globale e una riduzione delle precipitazioni. Ne seguirebbe, secondo gli autori, una crisi agricola mondiale, con conseguenze catastrofiche sulle risorse alimentari. Robock e Toon concludono l'esposizione dei loro risultati invocando nuove simulazioni indipendenti condotte da altri ricercatori, ma soprattutto invitando i leader mondiali a impegnarsi per l'abolizione delle armi atomiche.
È chiaro, dunque, come l'ingresso dell'Iran nel club dell'atomica - di cui Israele fa già parte - aprirebbe una nuova potenziale tensione a rischio di guerra nucleare in un'area di già grande instabilità come il Medio Oriente. Ed è altrettanto evidente l'urgenza di rivedere gli accordi sulla proliferazione nucleare, prevedendo maggiori controlli e sanzioni più severe per i paesi che si apprestino a sviluppare armi atomiche, attribuendo maggiori responsabilità e poteri a un organismo cruciale come l'International Atomic Energy Agency.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy