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San Ferdinando di Puglia: “Trasparenza Zero” e 180 giorni di malamministrazione

C’è una città che dello “Zero” in politica amministrativa ha fatto una bandiera. In negativo. Ne ha collezionati una serie infinita. Uno zero dopo l’altro, in una sconfortante progressione, ha contabilizzato con tronfio orgoglio la propria aritmetica del nulla.
12 ottobre 2010 - Matteo Della Torre

San Ferdinando di Puglia: Trasparenza Zero


Lettera aperta al Sindaco

Signor Sindaco,
“Rifiuti Zero”, “Emissioni Zero”, “Chilometri Zero”, “Cementificazione Zero”: è il lessico dei comuni virtuosi che indica scenari innovativi di politica amministrativa e declina le piccole rivoluzioni possibili a partire dalle municipalità italiane.
C’è una città che dello “Zero” in politica amministrativa ha fatto una bandiera. In negativo. Ne ha collezionati una serie infinita. Uno zero dopo l’altro, in una sconfortante progressione, ha contabilizzato con tronfio orgoglio la propria aritmetica del nulla.
E’ San Ferdinando di Puglia, una città arretrata e sciatta, con una dimensione comunitaria delle dinamiche sociali e della partecipazione civile in stagflazione, caratterizzata cioè da un’inflazione di chiacchiere fatue e dalla stagnazione dei fatti. Questa situazione incresciosa persiste immobile da decenni, stretta in una morsa tra l’indifferenza della cittadinanza e l’incapacità di molti politici.
In una tale condizione di impasse sociale e politica prospera la tipologia umana del pigro lamentatore di “professione”, perennemente insoddisfatto, che lancia critiche generiche e sgradevolmente ridondanti su tutto ciò che si muove. Persone moleste e repulsive che seminano ovunque le nefaste tossine del pessimismo, fatalismo e disfattismo. Una autentica iattura ambulante per chiunque abbia in cuore il desiderio di guardare al futuro della città con un minimo di ottimismo, speranza e determinazione ad agire.
Da noi all’uomo di buona volontà è necessario avere occhi addestrati ed abili a scorgere anche il più piccolo segno di speranza, il minimo cambiamento positivo, e nutrire la propria anima sociale di questi rari e frugali pasti, per evitare di cadere nella dimensione limbica della rassegnazione, che sancisce la morte sociale dell’individuo ed è prodromo della propria morte psichica e fisica.
C’è, invece, chi cerca di rompere il circolo vizioso creato della indifferenza/delega/lamentatio che ci ha portati a vivere le criticità appena descritte.
In questi anni abbiamo avanzato proposte molto concrete e costruttive, mettendo sempre “a margine la critica”. Nei mesi scorsi abbiamo realizzato un’inchiesta, che a breve renderemo pubblica, nella quale si avanzano proposte di innovazione riguardo agli interventi di disinfestazione contro le zanzare.
L’Odissea
Quanto è lungo, difficile e tortuoso ottenere le più elementari informazioni di pubblico interesse dal Comune; informazioni che, secondo logica, dovrebbero essere accessibili al cittadino del terzo millennio dal sito internet istituzionale di quest’ultimo con due semplici click. La tecnologia esiste ed è matura per offrire ai cittadini questo servizio, ma buon senso, semplicità e praticità da noi non sembrano andare d’accordo con la Pubblica amministrazione.
La trafila burocratica per ottenere l’accesso ai documenti relativi al calendario dei trattamenti per la disinfestazione contro le zanzare, i principi attivi utilizzati e le relative dosi è iniziata con la Sua autorizzazione della nostra domanda in data 22 aprile 2010.
Sin dai primi giorni, girando per gli uffici, e parlando con i dipendenti comunali e con i responsabili della ASL, ci siamo accorti di esserci cacciati in un “buco nero” di competenze e di controlli, in una clamorosa falla del sistema. Abbiamo scoperto che l’ufficio che da alcuni mesi cura la delicata procedura delle disinfestazioni contro le zanzare non è quello competente per materia e chi ha il compito del controllo sulla corretta esecuzione delle disinfestazioni, in realtà lo fa soltanto sulla carta, contenente informazioni alquanto frammentarie ed incomplete.
Dopo aver acquisto il calendario approssimativo delle disinfestazioni e i principi attivi utilizzati per il trattamento antilarvale (la fase giovanile delle zanzare), quella che per intenderci viene effettuata nel perimetro cittadino sul ciglio delle strade e sulle zone umide, ci mancava il documento più importante, quello che attestasse quali principi attivi (insetticidi) sono stati utilizzati in questi anni per la lotta alle zanzare adulte, il trattamento che si effettua in città di notte quando la popolazione dorme nelle proprie case con le finestre aperte per il caldo.
Qui la burocrazia si è clamorosamente bloccata, incapace di dare delle risposte alle nostre legittime richieste.
Ci siamo sentiti dire dal responsabile dell’ufficio comunale “incompetente” per materia (che d’ora in poi chiameremo ufficio), a proposito dei principi attivi utilizzati per i trattamenti, che lui “non si appassiona a questi argomenti”. (??)
Per colpa di un incomprensibile atteggiamento dilatorio dell’ufficio sono trascorsi invano circa 180 giorni dalla richiesta da Lei approvata il 22 aprile 2010 e ad oggi rimasta inevasa.
Siamo in presenza di una incredibile e scandalosa mancanza di trasparenza amministrativa, oltre che di una grave violazione della legge, senza alcun atto di resipiscenza.
La Convenzione di Aarthus “sull’accesso alle informazioni e la partecipazione del pubblico ai processi decisionali in materia ambientale” del 25 giugno 1998, recepita ed entrata in vigore in Italia il 30 ottobre 2001, impone alle Amministrazioni Pubbliche di fornire ai cittadini le informazioni ambientali di cui dimostrino interesse, al fine di favorire “una più efficace partecipazione del pubblico al processo decisionale in materia e, infine, a migliorare l’ambiente”.
La Convenzione, inoltre, all’articolo 4, comma 2, stabilisce che “le informazioni relative all’ambiente dovranno essere fornite nel più breve tempo possibile e, al più tardi, entro un mese a partire dalla presentazione della richiesta, a meno che l’estensione e la complessità del materiale non giustifichino un prolungamento di questo periodo fino a due mesi a partire dalla richiesta. Il richiedente dovrà essere informato di ogni ritardo e dei motivi che lo giustifichino“.
Questa è la legge, che pochissimi avveduti conoscono ed ancora meno rispettano, una legge ignorata dagli addetti ai lavori del comune di San Ferdinando di Puglia.
Cosa impedisce a Lei e al suo ufficio di produrre un documento di poche righe per rispondere formalmente alle nostre richieste, che per essere scritto necessita non più di un’oretta di lavoro? Cos’è neghittosità, dispregio dei diritti dei cittadini, timore legale, o cosa? Attendiamo una risposta e aspettiamo di ricevere il documento.
E’ possibile che un Ente pubblico, non abbia un Registro o un semplice Quaderno su cui annotare i trattamenti di disinfestazione effettuati, con le date, le dosi e i principi attivi utilizzati? E se, in una molto remota possibilità, il Registro dovesse esistere, perché nessuno ce l’ha mai mostrato? Queste “eventuali” mancate procedure sarebbero clamorose e rappresenterebbero una grave mancanza poiché riguardano la Salute Pubblica, un bene che Lei, nel suo ruolo di “responsabile dell’Amministrazione del comune” e organo principale in materia di sanità ed igiene pubblica, dovrebbe tutelare e difendere.
A questo punto è utile sapere che un agricoltore, per legge, è tenuto a “conservare le fatture di acquisto dei prodotti fitosanitari ed entro 30 giorni dall’esecuzione del trattamento, a registrare gli interventi fitosanitari effettuati su un registro, il Quaderno di campagna” a pena di multe salate comminate all’AGEA.
Un Comune che utilizza grandi quantità di insetticidi e veleni vari, da chi viene controllato? E in caso di omissioni da chi è punito? Come sindaco si rende conto che non documentare in un registro i trattamenti di disinfestazione effettuati, oltre a configurare una grave negligenza, può essere lesivo della salute dei cittadini?
“Trasparenza zero”
Ed ora, il reiterato ostruzionismo della burocrazia comunale alle richieste legittime dei cittadini, questo grave caso di “trasparenza zero” è arrivato a coinvolgerLa.
Ci saremmo aspettati da Lei una presa di posizione netta ed inequivoca in difesa dei cittadini, soprattutto dei cittadini attivi che da sempre nel nostro paese hanno lo status di homeless e sono visti dalla nostra classe politica ed amministrativa jurassica con lo stigma di barboni della democrazia, corpi estranei, persone moleste, senza casa, senza diritti e senza voce.
E invece Lei conferma quanto abbiamo espresso con il Suo atteggiamento in occasione della nostra ennesima ed ultima visita al comune per chiedere ragione di cotanto ritardo. Siamo stati liquidati dal primo cittadino mentre attraversava un corridoio, visibilmente irritato per la nostra presenza, con un laconico “Non createci problemi!”. Dunque, ai suoi occhi i cittadini che rivendicano i propri diritti e chiedono trasparenza sono dei “problemi” da allontanare con fastidio.
In realtà, i cittadini attivi, pur sollevando alle volte questioni delicate, non sono dei “problemi”, ma sono la soluzione. I sindaci dei comuni virtuosi lo hanno da tempo capito, mentre altri no. I problemi, quelli veri, li crea il Risiko della politica dei partiti con i suoi stucchevoli giochi di potere.
Una politica di potere feudale, per paura di essere esautorata, non promuove né incoraggia la partecipazione dal basso alle decisioni politiche e la cittadinanza attiva, ma la ostacola come può e finché può. Questa logica miope infligge così un colpo ferale alla capacità della città di aprirsi al cambiamento, di ricercare soluzioni innovative, di costruire alternative, di riprendere contatto con la politica vera, quella che crede nell’empowerment sociale e politico, nella democrazia inclusiva, che permette ad ognuno la partecipazione diretta alla vita collettiva.
Ma le cose stanno lentamente cambiando. I cittadini attivi, i defeudalizzatori del potere disabilitante hanno dalla loro nuovi strumenti comunicativi, le moderne tecnologie e il know-how necessari per denunciare con efficacia le chiusure e le resistenze anacronistiche della burocrazia e della politica alle sacrosante richieste di trasparenza su questioni delicate di pubblico interesse, per alimentare nell’opinione pubblica la conoscenza e stimolare la partecipazione delle persone ai processi decisionali.
Intanto, dopo circa 180 giorni di attesa, e dopo l’ennesima lettera (protocollata il 9 settembre 2010) in cui si denunciava la grave inadempienza amministrativa, non abbiamo ancora ricevuto il documento-chiave da noi richiesto sui veleni usati per i trattamenti contro le zanzare adulte. Tuttavia, l’increscioso episodio di “trasparenza zero” non ci impedirà di pubblicare a breve la nostra inchiesta sui “veleni, zanzare ed altri ecodisastri”.
Matteo Della Torre

Note:

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