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Nicaragua Lotteremo fino alla fine e con tutti i mezzi

Il Movimento popolare contro il megaprogetto idroelettrico COPALAR
7 dicembre 2006 - Giorgio Trucchi
Fonte: Ass. Italia-Nicaragua

Il megaprogetto idroelettrico "Río Grande Matagalpa" (vedi Nicarahuac n. 90 su www.itanica.org ), conosciuto come "COPALAR", ha l'obiettivo di generare 980 MW, mediante la costruzione di 3 dighe (Copalar, Tumarín e Mojolka) in due fasi consecutive. 
Per ottenere questa capacità, che rappresenterebbe il doppio del consumo attuale di energia elettrica del Nicaragua, questo progetto si propone di inondare circa 345 Kmq del territorio compreso tra i Dipartimenti della Regione Autonoma dell'Atlantico Sud, Atlantico Nord, Boaco e Matagalpa, con gravi ripercussioni sulla popolazione che vive in queste zone e sull'ambiente. 
Il Movimento popolare contro il megaprogetto idroelettrico COPALAR


La popolazione, di fronte al pericolo di un sgombero forzato, si è organizzata nel Movimiento Multisectorial contra la Represa hidroeléctrica COPALAR e ha cercato di far sentire la propria voce all'interno della discussione che si sta sviluppando, a livello nazionale, sia sul tema energetico che su quello dell'accesso alle risorse idriche. 
La realizzazione di questo megaprogetto e la determinazione dei deputati per approvare, prima che finisca la legislatura, la discussa Legge Generale delle Acque Nazionali (vedi: "Nicaragua assetato" su www.itanica.org ), stanno destando molta preoccupazione nel paese e soprattutto, tra le varie organizzazioni della società civile, le quali non nascondono la paura che, dietro a tutti questi progetti, si stiano celando grandi interessi economici da parte di persone e imprenditori legati al mondo della politica nazionale ed anche al grande capitale straniero. 
 
Per affrontare questo tema, la Lista Informativa "Nicaragua y más" ha dialogato con Carlos Larios, Presidente del Movimiento Multisectorial contra la Represa hidroeléctrica COPALAR . 
 
Qual è la portata reale di questo megaprogetto idroelettrico? 
Il megaprogetto non colpirà solamente i grandi centri abitati, come per esempio Bocana de Paiwás, ma è un progetto di circa 1.200 milioni di dollari che interesserà cinque municipi, un'area di 770 Kmq e circa 40 mila persone che vivono in queste zone. 
Tutto questo territorio verrà inondato e la gente sarà obbligata a emigrare. 
Sono persone che vivono su queste terre da sempre. Lì hanno le loro radici, sono abituate a vivere in questi posti dove sono cresciuti e sono morti i loro antenati. Hanno le loro attività economiche avviate, le loro proprietà i loro modi e stili di vita.
Con questo progetto, inoltre, tutte queste proprietà verranno dichiarate di "utilità pubblica" e verranno indennizzate con rimborsi molto bassi.  
 
Come sta reagendo la gente? 
Abbiamo cominciato ad organizzarci alcuni anni fa ed abbiamo fatto ricorso a varie istanze per fare conoscere il nostro dissenso. Attualmente ci siamo organizzati ed abbiamo cominciato a lavorare comunità per comunità.
La gente è contro la costruzione della diga. Esistono già 24 commissioni, le quali appartengono tutte al Movimiento Multisectorial contra la Represa hidroeléctrica COPALAR e stiamo lottando spalla a spalla. Siamo qui e siamo disposti a tutto. 
 
L'organizzazione è attiva solo a Bocana de Paiwás o in tutti i municipi? 
Siamo presenti in tutti i municipi che verranno colpiti, direttamente o indirettamente, dal progetto della diga.  
Quando lo scorso maggio è stato introdotto il progetto nella Asamblea Nacional, abbiamo iniziato a riunirci periodicamente con i deputati, ma i loro discorsi sono sempre gli stessi. Ci dicono che non è il caso di preoccuparsi, che miglioreranno le nostre condizioni di vita, che costruiranno scuole e vie di comunicazione, ma la verità è che noi vogliamo continuare a vivere come adesso e sappiamo che sono solo promesse e che stanno mentendo. 
Abbiamo visitato vari paesi dell'America Centrale e dell'America del Sud, dove si sono sviluppati megaprogetti come quello di COPALAR. Abbiamo constatato che in nessun caso è stato rispettato quanto era stato promesso alla gente sfollata. 
 
Praticamente tutte le vostre terre rimarrebbero sotto l'acqua… 
È proprio così e stiamo parlando di 770 Kmq. Questa era l'estensione del progetto iniziale, ma quando la gente ha iniziato a protestare, hanno detto che avrebbero ridotto la superficie a 350 Kmq, ma non gli crediamo.
Stanno facendo tutto di nascosto e non dicono nulla alla popolazione.
Quando ci rechiamo alla Asamblea Nacional, i deputati ci occultano le informazioni e ci dicono solo alcune cose, come se dovessimo pregarli per avere queste informazioni. Glielo abbiamo detto più volte: le terre sono nostre, non sono in vendita, non le cederemo e non arretreremo nemmeno di un passo.  
 
In che modo vi state organizzando? 
Prossimamente stiamo pensando di andare a Managua, di fronte al Parlamento, con circa 5-6 mila persone, affinché i deputati si rendano conto che effettivamente l'intera comunità  non è d'accordo con la costruzione di questa diga. Siamo in contatto con varie organizzazioni dell'America Latina che ci stanno appoggiando e che stanno facendo conoscere al mondo quello che accade in Nicaragua.
Sono organizzazioni che si sono già mobilitate nei loro paesi contro progetti molto simili a quello di COPALAR. Ci sono organizzazioni del Brasile, dell'Honduras, del Messico, del Chiapas ed attraverso loro, abbiamo visto i risultati disastrosi provocati da queste dighe. Nel loro caso ci sono stati anche dei morti.
Di fronte a queste situazione, ci siamo mobilitati affinché non ci prendano di sorpresa, come è accaduto in altri paesi. 
 
Il progetto viene proposto dall'Impresa Energia S.A., con il 70 per cento di capitale straniero e il 30 per cento nazionale, ma non si fanno mai i nomi. Voi sapete chi sono?
I principali investitori sono stranieri, ma c'è una controparte nazionale che sembra voglia investire circa 300 milioni di dollari e di mezzo ci sono tutti i partiti politici. 
 
Questo si sa già, ma non si conoscono i nomi? 
Sì che si conoscono. Per il Frente Sandinista c'è Antenor Rosales*, per il Partido Liberal c'è Juan Bautista Sacasa, per Agricorp c'è Amílcar Ybarra, si menziona anche il nome di Mario Rappaccioli e anche l'Esercito del Nicaragua figura come investitore. Come dice un motto nicaraguense, siamo come "burro amarrado y tigres sueltos".  
 
Con questo progetto si svilupperebbe una grande concorrenza tra le imprese che generano energia nel paese… 
Il Nicaragua ha un fabbisogno di circa 400 MW e queste tre dighe produrrebbero oltre 950 MW. Sarebbe sufficiente una sola diga per risolvere il fabbisogno nazionale. Chi sta investendo in questo progetto, a costo del sacrificio delle nostre comunità, ha l'obiettivo di vendere energia all'interno del processo del Plan Puebla-Panama e questo è lucro personale, non è per beneficiare il paese. 
 
La gente, fino a che punto è disposta a difendere le sue proprietà? 
La verità è che, nel passato, tutte queste zone sono state zone belliche. 
Qui non si tratta di ideologia politica o credo religioso, ma siamo tutti uniti, siamo una sola forza contro questo progetto e siamo disposti a difendere le nostre terre ed il nostro patrimonio fino alle ultime conseguenze.  
  
 
*Antenor Rosales Bolaños, rappresentante del FSLN presso la Sovrintendenza delle Banche.  
 
Juan Bautista Sacasa, liberale, è vincolato a progetti imprenditoriali come Frutales del San Juan, nel Río San Juan e la società Desarrollos Comerciales Bello Horizonte, S. A. (Decobehsa). 
 
Amílcar Ybarra Rojas Brogden è cognato del deputato sandinista Bayardo Arce Castaño ed è anche Direttore Generale di Agricorp, un consorzio che domina il mercato di importazione di riso e processa più del 51 per cento del riso nazionale. 
  
Mario Sebastián Rappaccioli è socio del Banco de Producción (Banpro) e con interessi nel Grupo McGregor-Rappaccioli. È ex presidente del Partido Conservador de Nicaragua ed alleato politico della Alianza Liberal Nicaraguense (ALN), che ha portato Eduardo Montealegre come candidato alla Presidenza. È cugino di Eduardo Montealegre. 
(La Prensa 28 agosto 2006) 
 

Note:

© (Testo e Foto Giorgio Trucchi  - Ass. Italia-Nicaragua gtrucchi@itanica.org )
© (Originale in spagnolo prossimamente su www.rel-uita.org )

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