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Domenica 9 novembre si vota

Nicaragua - Forti critiche internazionali al governo Ortega. Coincidenza o campagna preelettorale?

La Russia difende la sovranità del Nicaragua ed intima a Stati Uniti e Unione Europea di non interferire
3 novembre 2008 - Giorgio Trucchi

Presidenti latinoamericani durante il XVIII vertice iberoamericano

"Coincidenza o una campagna minuziosamente preparata in periodo elettorale?", si sono chieste alcune agenzie che nei giorni scorsi hanno riportato tre comunicati di importanti istanze internazionali che criticano apertamente il governo nicaraguense.
Lo scorso 22 ottobre, l'Unione Europea ha fatto circolare un comunicato non firmato in cui si dice che "in base alla decisione dei governi dei 27 paesi membri dell'Unione Europea è stata recapitata al ministro degli Esteri una missiva in cui si esprime la preoccupazione per le indagini che si stanno realizzando su alcune Ong". Il testo dice che "la UE dà molta importanza al fatto che le Ong possano sviluppare liberamente le loro attività, all'interno del rispetto della legislazione vigente e giocano un ruolo essenziale nella vita democratica e nello sviluppo del Nicaragua. La UE riafferma il suo impegno ad integrare pienamente le Ong come attori della sua strategia di cooperazione con il Nicaragua".
Il comunicato continua dicendo che la "UE esprime la sua preoccupazione per la persecuzione di cui sono oggetto varie Ong e certe personalità della società civile (...). L'Unione Europea si domanda quali siano gli obiettivi reali di queste manovre d'intimidazione contro le Ong e alcune personalità della società civile. Se il governo del Nicaragua - conclude la nota - lo considera opportuno, l'Unione Europea è disposta a offrirgli il suo aiuto per riflettere su un quadro giuridico trasparente e giusto per le attività delle organizzazioni della società civile".

Il giorno successivo, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha inviato un comunicato in cui dice che "i recenti fatti in Nicaragua creano dubbi sulla credibilità delle elezioni municipali programmate per il 9 novembre, come espressione della volontà del popolo nicaraguense. Questi fatti includono il ritiro della personalità giuridica a due partiti dell'opposizione ed interferenze contro organizzazioni della società civile, che stanno lavorando per promuovere il rispetto dei diritti umani, lo stato di diritto e lo sviluppo economico del Nicaragua.
Ci preoccupa allo stesso modo che il Consejo Supremo Electoral non abbia accettato le richieste di gruppi nazionali ed internazionali per osservare le prossime elezioni.
Gli Stati Uniti chiedono al governo nicaraguense di assicurare che la campagna elettorale e le elezioni siano prive di intimidazioni, violenze e persecuzioni nei confronti degli elettori che vogliano esercitare il loro diritto al voto. Ricordando l'articolo 23 della Carta Democratica Interamericana, chiediamo al governo del Nicaragua di creare le condizioni necessarie per celebrare elezioni libere e giuste, permettendo che i partiti d'opposizione, i mezzi d'informazione ed il popolo del Nicaragua esprimano il loro punto di vista liberamente e pacificamente, concedendo a tutti i partiti politici il diritto a partecipare ed ai gruppi nazionali ed internazionali credibili di poter osservare le elezioni", termina il comunicato.

Ancora un giorno e, in perfetta sincronia, è arrivata anche la lettera del Gruppo di Amici della Carta Democratica Interamericana, composto da ex presidenti, ministri e politici latinoamericani, tra cui Jimmy Carter (USA), Fernando Henrique Cardoso (Brasile), Joe Clark (Canada), Humberto de la Calle (Colombia),Osvaldo Hurtado (Ecuador), Sergio Ramírez (Nicaragua).
"Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per i fatti e gli atti che sono avvenuti recentemente in Nicaragua e che sono stati denunciati pubblicamente da attori locali ed internazionali, organizzazioni della società civile e la stampa nazionale ed internazionale. Tali atti restringono seriamente gli spazi democratici, mettono in dubbio la vigenza dello stato di diritto e l'esistenza di un regime pluralista di partiti e avvolgono nel dubbio lo sviluppo di un processo elettorale municipale democratico".
La lettera fa poi riferimento a fatti che contravvengono i principi fondamentali della Carta Democratica, come la cancellazione della personalità giuridica del MRS e PC, il caso aperto dal PM contro un candidato in pieno processo elettorale (Montealegre), l'attesa della concessione delle credenziali per l'osservazione elettorale, le reazioni verbali aggressive di Ortega contro le espressioni di preoccupazione da parte di attori nazionali ed internazionali, le pressioni legali ed economiche contro i mezzi d'informazione, gli atti di violenza contro membri dell'opposizione, gli interrogatori e le perquisizioni ai danni delle Ong.
"Esortiamo quindi il governo del Nicaragua e le autorità elettorali e giudiziali ad onorare gli impegni internazionali presi e ad adottare immediatamente le misure necessarie per garantire la vigenza dello stato di diritto ed il pieno esercizio delle libertà e dei diritti civili e politici dei cittadini".

Come era prevedibile, le reazioni del governo sono state forti e decise. Il ministro degli Esteri, Samuel Santos, ha smentito l'Unione Europea dicendo di non aver mai ricevuto la lettera menzionata , ma di esserne venuto a conoscenza dai giornali. "L'ho letto e ci sono una serie di falsità ed errori gravi e seri", ha detto Santos alla stampa.
"Mi sono riunito ieri con alcuni ambasciatori europei ed abbiamo discusso. Gli ho detto che non esiste conflitto con le Ong, perché di 4.202 Ong registrate il conflitto è solo con una (CINCO di Carlos Fernando Chamorro). Quello che il governo fa è applicare le leggi che regolano le Ong".

Forti critiche anche da parte dell'Esecutivo durante il XVIII Vertice Iberamericano che si è svolto in Salvador. Il corpo diplomatico nicaraguense accreditato in El Salvador ha fatto circolare un documento in cui si dice che "il governo del Nicaragua è vittima di una campagna di destabilizzazione e discredito nella quale sono coinvolti alcuni ambasciatori dell'Unione Europea in Nicaragua". Secondo il documento, questa campagna cerca di "destabilizzare e di far cadere un governo legittimamente eletto. È risaputo il coinvolgimento di alcuni ambasciatori dell'Unione Europea in questo tipo di azioni fin dalla campagna elettorale del 2006, i quali hanno agito di nascosto o apertamente, allineandosi con i temi di scontro che sono propri dell'opposizione di destra al governo".

La Russia esige agli Stati Uniti ed all'Unione Europea di non immischiarsi nelle faccende interne nicaraguensi

Samuel Santos

Il viaggio del ministro degli Esteri nicaraguense, Samuel Santos, in Russia per approfondire i nuovi legami sorti dopo il riconoscimento da parte del Nicaragua dell'indipendenza della Ossezia del Sud e dell'Abcasia e per preparare il prossimo viaggio del presidente Ortega in questo paese, ha prodotto un primo risultato inaspettato: la presa di posizione del governo russo contro le presunte intromissioni degli Stati Uniti e dell'Unione Europea nella politica interna nicaraguense e nello svolgimento delle prossime elezioni municipali.
"Purtroppo dobbiamo constatare che si osserva l'aspirazione degli Stati Uniti e dell'Unione Europea di influenzare i risultati delle elezioni a favore delle d'opposizione al governo del Presidente Daniel Ortega", si legge nel comunicato emesso dal Ministero degli esteri russo.
"In che modo si possono leggere altrimenti le dichiarazioni che condannano il governo del Nicaragua e mettono in dubbio l'obiettività del processo elettorale fatte dal Gruppo degli Amici della Carta Democratica della OEA, dal portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e dagli Stati membri dell'Unione Europea sull'offensiva contro le libertà democratiche, la riduzione dei diritti della società civile, le persecuzioni contro i mezzi di informazione e le Ong, le quali ricevono finanziamenti così generosi dall'estero?

Vogliamo sperare che gli "amici" stranieri del Nicaragua si comportino in modo imparziale, ed in modo dignitoso come paesi realmente democratici e civili. Le elezioni devono essere fatte dal popolo del Nicaragua ed ovviamente esiste un'intensa lotta politica e l'intromissione di forze esterne in questo processo è inammissibile", conclude il Ministero degli esteri.

Domenica 9 si vota in 146 municipi

Mancano ormai pochi giorni al nuovo appuntamento elettorale in Nicaragua. Domenica prossima, 9 novembre, si voterà in 146 municipi del paese, mentre nei restanti sette municipi della Costa Atlantica il voto è stato spostato al 18 gennaio 2009.
Il clima elettorale negli ultimi giorni si è surriscaldato, con diversi episodi di violenza tra sostenitori del FSLN e quelli del PLC-VCE. Niente comunque che per il momento faccia pensare ad una escalation della situazione, ma per sicurezza la Polizia ha predisposto un pattugliamento costante in vari punti della città.
Cinque sono i partiti che si contenderanno il controllo dei municipi: Frente Sandinista de Liberación Nacional (FSLN), Alianza Partido Liberal Constitucionalista/Movimiento Vamos con Eduardo (PLC/VCE), Partido de la Resistencia Nicaraguense (PRN), Alianza Liberal Nicaraguense (ALN) e Alianza por el Cambio (AC). Esclusi invece il Movimiento Renovador Sandinista (MRS) ed il Partido Conservador (PC) per una serie di irregolarità durante il processo d'iscrizione che hanno destato molte polemiche e proteste anche a livello internazionale.
Rispetto alle scorse elezioni, la campagna elettorale dei vari partiti si è svolta sotto tono, con meno pubblicità e molta più presenza dei candidati nei quartieri delle varie città e l'impressione è che alla fine saranno solo due i partiti - FSLN e Alianza PLC/VCE - a contendersi i 146 municipi.
Una sfida a due, quindi, che si concentra soprattutto nella capitale Managua e nei restanti 16 capoluoghi di Dipartimento, che insieme amministrano circa il 70 per cento della popolazione nicaraguense.
A Managua, i due principali contendenti sono l'ex campione del mondo di pugilato, Alexis Arguello (FSLN) e l'ex banchiere inquisito Eduardo Montealegre (PLC/VCE). Rispetto agli scorsi anni sono stati molto pochi i sondaggi diffusi dalle varie agenzie e questa situazione di totale incertezza si spera non provochi reazioni violente al momento della diffusione dei primi dati, previsti prima della mezzanotte di domenica.
Secondo il direttore di Radio La Primerisima, William Grigsby, "una delle cose che caratterizzano l'estrema destra e la destra in generale è che non sa perdere. Solitamente ha due tipi di comportamento: se è già al governo e sta perdendo si ruba le elezioni, mentre se è all'opposizione e sa di perdere crea confusione per non riconoscere i risultati. Semina dubbi sui risultati e cerca di gettare fango sulle autorità elettorali. Siccome ha dalla sua parte i mezzi d'informazione nazionali, ma soprattutto quelli internazionali, il gioco funziona sempre. Ora quello che stanno facendo è di creare un clima in cui si continua a ripetere che la vittoria di Montealegre è sicura perché tutto il popolo è contro la dittatura e si preparano per non riconoscere la vittoria del FSLN in tutto il Nicaragua".

(Leggi articolo completo su http://nicaraguaymasespanol.blogspot.com/2008/10/nicaragua-de-como-se-prepara-la-derecha.html ).

Un altro elemento che potrebbe generare confusione ed offrire un nuovo strumento per opacizzare il risultato elettorale del FSLN è la decisione fino ad oggi adottata dal Consejo Supremo Electoral (CSE) di non accreditare osservatori internazionali e nemmeno quelle organizzazioni nazionali che da sempre hanno svolto questo compito nel paese.

© (Testo Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.nicaraguaymas.blogspot.com e www.itanica.org )

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