evento

GUERRA E INFORMAZIONE

3 maggio 2021
ore 18:00 (Durata: 2 ore)

GUERRA E INFORMAZIONE
Il Ruolo del giornalismo nel raccontare i conflitti.

Ne parliamo con: Giuliano Battiston, Michele Giorgio, Sara Lucaroni, Sara Manisera, Nancy Porsia, Cecilia Rinaldini.

Moderano: Alfio Nicotra e Angela Mona, Un Ponte Per.


La Prima Guerra del Golfo nel 1991 ha cambiato radicalmente il modo di fare informazione dai teatri di conflitto e di guerra.

Alla spettacolarizzazione di allora – la notte “verde” di Baghdad - ha fatto seguito la sistematizzazione dell’informazione embedded, a seguito delle truppe occupanti o dalle basi militari da cui venivano sferrati gli attacchi. Una informazione sempre più “pilotata” dall’alto, anestetizzata dalla sofferenza di chi, nei vari conflitti, le bombe e i missili, li subiva. Iraq, Afghanistan, Palestina, ex Jugoslavia, Libia, Siria, Ucraina, sono solo alcuni dei luoghi in cui l’incrocio tra guerra e informazione tende a cedere alla propaganda bellicista e a narrare verità artefatte.

Una tendenza che, negli ultimi anni, è stata però contrastata da un nascente panorama di giornalismo indipendente che ha visto una nuova generazione di professioniste e professionisti del settore cambiare le regole del giornalismo "embedded" e avventurarsi nei teatri di conflitto in modo indipendente, nel tentativo di restituire un punto di vista più autentico e slegato dalle dinamiche di potere che ruotano intorno al sistema dell'informazione.

In questi 30 anni di guerre spurie e sporche, sovente abbellite come guerre umanitarie, anche Un Ponte Per ha scelto di raccontare la guerra dall'unico punto di vista possibile: quello delle vittime. La verità raccontata da profughi/e, da chi ha perso le persone care a causa di un bombardamento o di una rappresaglia armata, di chi ha dovuto abbandonare le proprie case e i propri affetti per cercare altrove una possibilità di sopravvivenza. È una verità che disturba, che mette in evidenza tutte le ipocrisie di chi scatenando le guerre, non vorrebbe vederne le conseguenze sulle proprie coste e nelle proprie città.

La criminalizzazione degli operatori e delle operatrici indipendenti dell’informazione, l’essere spiati/e dal proprio Paese solo per svolgere il proprio mestiere con onesta e obiettività, il dare fastidio alla narrazione dominante rendendo visibili i volti e le voci delle vittime, dimostrano come le scelte di guerra sono sempre più incompatibili con i valori e i principi delle libertà democratiche.

Un nuovo modo di raccontare i conflitti però si sta facendo largo, costruisce una contro narrazione, un nuovo modo di essere giornalista.

Ne parliamo il 3 maggio, Giornata mondiale della libertà di stampa, con:

- Giuliano Battiston, freelance, direttore “Lettera22”
- Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme
- Sara Lucaroni, freelence collaboratrice de L’Espresso e L’Avvenire
- Sara Manisera, reporter indipendente, collettivo Fada
- Nancy Porsia, freelance, consulente e ricercatrice
- Cecilia Rinaldini, inviata esteri del Giornale Radio RAI

Moderano:

Alfio Nicotra e Angela Mona, Un Ponte Per.

La diretta fa parte del ciclo di eventi organizzati in occasione dei trent'anni di Un Ponte Per.

#30AnniDiAttivismo #30AnniDiPonti

Per maggiori informazioni: evento su Facebook
Aggiungi a calendario: Google - Outlook - Apple - Altri

Prossimi eventi - Aggiungi

Mappa

Eventi dei prossimi giorni

Ricerca eventi

Dal sito

  • Conflitti
    Per il 2026, le attività di assistenza sanitaria saranno sostenute da OTB Foundation

    Soccorrere le vittime della guerra, l'ospedale di Medici Senza Frontiere ad Amman in Giordania

    "Accompagniamo i pazienti in un cammino di rielaborazione del trauma, fondamentale per il successo dell’intero percorso di cura”, spiega il dottor Ahmad Mahmoud Al Salem, psicologo di Medici Senza Frontiere presso il Reconstructive Surgery Hospital di Amman.
    30 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
  • PeaceLink English
    The tools to impact this chain of death exist

    Blood gold

    A direct line connects the massacres in Sudan to our jewellery shops. We must break the chain that, through the smuggling of gold, finances the war and transforms the United Arab Emirates into an unpunished hub. Yet in Europe, blood gold continues to be traded with eyes closed.
    30 giugno 2026 - PeaceLink staff
  • Conflitti
    Gli strumenti per incidere su questa filiera di morte esistono

    Oro insanguinato

    Un filo diretto unisce i massacri in Sudan alle nostre gioiellerie. Occorre spezzare la catena che, attraverso il contrabbando dell'oro, finanzia la guerra e trasforma gli Emirati Arabi Uniti in un hub impunito. Ma in Europa si continua a commerciare oro insanguinato chiudendo gli occhi.
    30 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
  • Economia
    L'effetto boomerang della "Guerra dei Chip"

    Come il protezionismo digitale Usa ha accelerato la crescita tecnologica cinese

    La recente evoluzione dello scontro tra Stati Uniti e Cina per il primato nell'Intelligenza Artificiale ci offre una straordinaria lezione di economia politica: le logiche del protezionismo possono trasformarsi in un clamoroso autogol per chi le promuove. L'amaro articolo odierno di Associated Press
    29 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
  • Latina
    Nel ballottaggio presidenziale del 21 giugno ha vinto De La Espriella, estrema destra, su Cepeda

    In Colombia un governo autoritario

    Minimo lo scarto tra i due candidati in un voto segnato dalle forti ingerenze Usa e dal maneggio dei voti dei colombiani all’estero che fanno ipotizzare una presunta frode.
    29 giugno 2026 - David Lifodi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.6.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)