azione diretta

un regalo di Natale diverso

6 novembre 2009
ore 12:26


Incontri,incontri,incontri, moltissimi non solo con i collaboratori divisi per area ( due pre-escolar-pueblito, becas, centro cultural con accademia di musica e di folklore, area psicologica e di sviluppo umano, con gli universitari impegnati nel doposcuola e nell’animazione sportiva, pastori di diverse denominazioni evangeliche, odontoiatre per riattivare la clinica dental…), ma anche con la gente la più svariata che viene a chiederci dell’Italia, dei padrini, se li conosciamo personalmente, se possiamo trasmettere tutta la loro riconoscenza per l’apporto che offrono ai loro figli tramite il quale alcuni sono già arrivati all’università.
C’è davvero commozione nei loro occhi, così pure si legge speranza…
E voglio proprio parlarvi di un incontro segnato dalla SPERANZA.
E’ quasi sera, la notte in Nicaragua arriva come una tenda che chiude il sipario del dì in pochi istanti, sono quei pochi attimi di un tramonto infuocato e arriva alla casa las 4 palmas un papà giovane.
Si siede in attesa che terminiamo una delle ennesime riunioni di verifica .
Come molti, esprime un atteggiamento di pazienza infinita.
Non conosciamo il motivo della sua venuta, diciamo inattesa e, secondo le logiche della programmazione, fuori orario, nello stesso tempo nessuno gli dice di ritornare in orario di ricevimento, ma anzi di accomodarsi.
Dopo non molto ci avviciniamo per chiedergli il motivo della visita: estrae un plico dallo zaino che portava con sé: è la descrizione della situazione di suo figlio, nato a marzo del 2005, affetto da una grave malformazione cardiaca che compromette anche i polmoni . E’ inoperabile e “la unica alternativa de sobrevida seria un transplante cardiopulmonar”, così dice il referto del cardiologo della brigata internazionale Surgens Hope.
L’ospedale infantile di Managua si ha preso contatto con diversi centri per mettere in lista di attesa il piccolo.
Anche un ospedale spagnolo ha dato la sua disponibilità.
“Ora dobbiamo trovare i soldi per il viaggio, per la permanenza, stiamo chiedendo a tutti,…e dalla parrocchia ci hanno segnalato la vostra associazione, e…abbiamo paura che se ci chiamano, non possiamo partire perché …” e qui questo giovane padre non termina la frase, un groppo gli soffoca le parole.
Non è possibile che si debba rinunciare ad una speranza di vita per motivi di denaro . Senza troppo riflettere gli garantiamo che, qualora gli arrivasse la “chiamata”, immediatamente sarebbe potuto partire perché i soldi la Ragnatela glieli avrebbe dati.
Riflettevo: stiamo già pensando ai regali di Natale, perché non immaginare che tra i regali che molte volte riempiono gli spazi delle nostre case, non si possa pensare ad un regalo che riempie “solo” il nostro cuore, ma che ha gli occhi vispi e allegri di Kevin Alexander, per noi quest’anno il Gesù Bambino in carne e ossa.


Chi desidera approfondire , può rivolgersi a Bruna 340 2779675
bruna.moriondo@libero.it

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