Alla vigilia dell'Earth day (22 aprile 2018): bandire gli ordigni nucleari in quanto armi di distruzione climatica
CONFERENZA STAMPA -19 aprile 2018
Alla vigilia dell'Earth day (22 aprile 2018): bandire gli ordigni nucleari in quanto armi di distruzione climatica
Presso sala Nassyria Senato della Repubblica - Palazzo Madama, Roma - dalle ore 13 alle ore 14.00
https://www.peacelink.it/pace/a/45311.html
CONFERENZA STAMPA moderata da Antonia Sani ed introdotta da Alfonso Navarra (con la partecipazione di Mario Agostinelli, Vittorio Bardi, Giuseppe Farinella, Ennio La Malfa, Giovanna Pagani, Oliviero Sorbini e parlamentari sostenitori di ICAN).
19 aprile 2018
Presso sala Nassyria Senato della Repubblica - Palazzo Madama, Roma - dalle ore 13 alle ore 14.00
Alla vigilia dell'Earth day (22 aprile 2018): bandire gli ordigni nucleari in quanto armi di distruzione climatica
Un ruolo attivo dell'Italia in senso disarmista dopo il voto dell'ONU che ha adottato il Trattato per la proibizione giuridica delle armi nucleari: per la ratifica italiana del Trattato e per una integrazione dell'istanza antinucleare con il percorso dell'accordo di Parigi sulla salvaguardia del clima globale
L’invito ai parlamentari della XVIII legislatura, aderenti all’ICAN Parliamentary Pledge, a ripresentare mozioni che impegnino i governi in tal senso.
Su iniziativa della Senatrice Loredana De Petris (Presidente Gruppo Misto ) in collaborazione con WIPLF Italia e DISARMISTI ESIGENTI (Campagna osm-dpn, Energia Felice, PeaceLink, Armes Nucléaires STOP, Accademia Kronos e altri), si svolgerà il 19 aprile 2016, vigilia dell’Earth day (22 aprile 2018), la conferenza stampa per riproporre l’impegno a ripresentare nella XVIII legislatura mozioni ed atti parlamentari sul “diritto” al disarmo nucleare.
Modera Antonia Sani Baraldi – presidente WILPF Italia, membro ICAN Italia, premio Nobel per la pace 2017
Introduce la problematica : Alfonso Navarra – portavoce dei Disarmisti Esigenti
Interverranno rappresentanti delle associazioni promotrici dei “Disarmisti esigenti”, ed esponenti delle associazioni della Coalizione per il Clima, sostenitrici della campagna per il bando giuridico internazionale delle armi nucleari, organizzata internazionalmente nella Rete ICAN (www.icanw.org), premio Nobel per la pace 2017; nonché parlamentari che hanno presentato atti istituzionali in tal senso.
Info: Alfonso Navarra cell.
3400736871 alfiononuke@gmail.com ;
Antonia Baraldi Sani cell. 349-7865685 antonia.sani@alice.it
Si vada su: www.disarmistiesigenti.org
Proposta di testo aggiornato e modificato che suggeriamo come base per presentare mozioni (con gli opportuni raffinamenti formali che possono essere sempre conseguiti con la consulenza degli uffici legislativi a disposizione dei parlamentari)
premesso che:
la sussistenza delle armi nucleari su questo pianeta rappresenta una minaccia per la sopravvivenza della stessa umanità: liberarsi di tale minaccia rappresenta dunque, per i popoli della terra, un diritto istitutivo e costitutivo della stessa vita sociale
l’esistenza di un soggetto giuridico “Umanità” più importante della sovranità dei singoli Stati è riconosciuta da documenti internazionali che integrano la “Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo”, come la Carta della Terra, fatta propria dall’UNESCO; e come la “Dichiarazione dei diritti e doveri dell’Umanità”, ad essa collegata, che verrà presentata all’approvazione dell’Assemblea Generale dell’ONU; e va ricordato che la stessa Costituzione italiana nell’art. 11 in cui “ripudia la guerra” riconosce limitazioni alla sovranità purché siano “necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”
secondo il parere della Corte internazionale di giustizia de L'Aja dell'8 luglio 1996, in applicazione del diritto internazionale ius in bello, sono illegittimi la minaccia o l'uso delle armi nucleari. Pur non volendo la Corte esprimersi in merito al caso estremo di legittima autodifesa, viene inoltre chiarito come gli Stati debbano, comunque, rispettare il diritto umanitario internazionale;
la “deterrenza”, cioè la preparazione della guerra nucleare per dissuadere un attacco nucleare altrui, è da considerarsi un assurdo logico, fattuale e morale, come denunciato tra gli altri da Papa Francesco; e la consapevolezza del rischio mortale universale da essa rappresentata è sempre più argomentata e dimostrata dalla comunità scientifica. La guerra nucleare può essere scatenata persino per caso, per incidente o per errore di calcolo e le conseguenze di un conflitto atomico pur limitato e localizzato potrebbero essere lo stesso cataclismatiche, come evidenziato dagli scenari disastrosi dell’inverno nucleare
l'articolo VI del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, ratificato con legge della Repubblica n. 131 del 1975 (Gazzetta ufficiale n. 113 del 30 aprile 1975) impegna ciascuna parte a perseguire in buona fede negoziati per definire, nel più breve tempo possibile, misure effettive che conducano alla cessazione della corsa agli armamenti nucleari e al disarmo nucleare, nonché ad un trattato sul disarmo generale e totale sotto il severo ed effettivo controllo internazionale;
la coscienza ormai acquisita dell’inaccettabile rischio atomico derivante dalla preparazione difensiva della guerra nucleare portata avanti dagli Stati nucleari (e dai loro alleati) ha portato, da parte della maggioranza degli Stati non dotati di armi nucleari, al Trattato di proibizione delle armi nucleari, adottato il 7 luglio 2017 da una Conferenza ONU, con la spinta determinante della società civile internazionale, organizzata dalla Rete ICAN (International campaign to abolish nuclear weapons), per questo merito insignita del Premio Nobel per la pace 2017
non si può distinguere in modo assoluto la minaccia nucleare dalla minaccia climatica, che il nostro Paese, in armonia con tutta la comunità mondiale (eccezion fatta per gli Stati Uniti sotto la presidenza Trump) ha individuato e deciso di contrastare ratificando l’accordo di Parigi sul clima globale, adottato il 12 dicembre 2015 e già entrato in vigore. Gli ordigni nucleari vanno considerati armi di distruzione climatica, cioè armi capaci di alterare in modo catastrofico l’ambiente naturale. Sono le armi proibite dalla Convenzione ENMOD (Convention on the Prohibition of Military or Any Other Hostile Use of Environmental Modification Techniques), entrata in vigore il 5 ottobre 1978. L'Italia ha firmato la Convenzione a Ginevra il 18 maggio 1977 e l'ha ratificata con la legge n. 962 del 29 novembre 1980
impegna il Governo:
1) a firmare e ratificare il Trattato per l’interdizione giuridica degli ordigni nucleari, adempiendo anche per questa nuova via agli obblighi del Trattato di non proliferazione interpretati con uno spirito conforme alla nostra Costituzione;
2) ad adoperarsi nelle COP (Conferenze delle Parti) che proseguono il percorso per la giustizia climatica di Parigi, la prossima si terrà in Polonia a Katowice, dal 3 al 4 dicembre 2018, affinché sia integrato e potenziato il quadro giuridico che riconosca l’Umanità in quanto tale quale soggetto di diritti preminenti rispetto all’autodifesa degli Stati. Questo a partire dal principio di sopravvivenza che può essere assicurato anche per la via di ricomprendere, nel Patto per salvare il Pianeta, quanto sostenuto, in interpretazione convergente ed armonizzata, dalla Dichiarazione dei Diritti universali dell’Umanità e dalla Carta della Terra, sul diritto alla pace e sul diritto al disarmo nucleare
3) ad avviare, nell'immediato, un percorso che porti alla totale rimozione, da parte degli Stati Uniti, delle armi nucleari presenti nelle basi e transitanti nei porti italiani, essendo necessario che il nostro Paese sia coerente e credibile nel supportare la volontà manifestamente maggioritaria degli Stati di pervenire ad un mondo libero dalla minaccia della guerra nucleare, che è anche minaccia di sconvolgimento ambientale e climatico.
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