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Dal sito

  • Taranto Sociale
    La manifestazione del 17 ottobre 2026 a Taranto per dire stop all'inquinamento dell'ILVA

    Eravamo tantissimi ed è stato emozionante

    I tarantini hanno parlato, non hanno delegato, e lo hanno fatto perché non vogliono più soffrire. Scoprire che c'erano gli operai, come speravamo, poi, è stato bellissimo. Noi tutti non ci fermeremo
    18 ottobre 2026 - Associazione Genitori Tarantini
  • Latina
    Il paese rischia di trasformarsi in uno stato di polizia

    El Salvador prigioniero del bukelismo

    Le politiche per la sicurezza di Nayib Bukele rappresentano un perfetto specchietto per le allodole allo scopo di erodere progressivamente i diritti civili e politici
    18 ottobre 2026 - David Lifodi
  • Ecologia
    Comunicato stampa di PeaceLink

    A Taranto i cittadini si sono ripresi la piazza

    L’imponente mobilitazione civile per la chiusura dell’area a caldo dell’ILVA dimostra che Taranto è pronta a costruire insieme ai lavoratori un'alternativa reale al modello industriale inquinante che ha sacrificato per troppo tempo il bene comune.
    18 ottobre 2026 - Direttivo PeaceLink
  • Storia della Pace
    L’opinione pubblica non è informata

    Le armi nucleari smarrite e mai più recuperate

    Sono adagiate sul fondo degli oceani, perse a causa di incidenti aerei o intrappolate nei relitti di sottomarini affondati. Questi ordigni atomici, soggetti a lenta e inesorabile corrosione, rimangono monumenti radioattivi silenziosi, testimonianze di epoche ad altissima tensione.
    18 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
  • Ecologia
    Sul corteo campeggiava la scritta “ILVA is a killer”

    Un fiume di persone a Taranto per la chiusura dell’ILVA

    La testa del corteo è stata aperta da una serie di croci recanti i nomi di padri, mariti e figli scomparsi a causa delle malattie legate all'inquinamento, a testimonianza del dolore della comunità locale.
    17 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink

Campagna: Eritrea: la pace attraverso la solidarietà

Campagna conclusa

Promossa da: Mariagiuseppina Scala (Comitato di Solidarietà con il Popolo Eritreo)
Eritrea. Paese conosciuto e sconosciuto. Paese che ci riporta sentimenti seppelliti nella memoria, sentimenti talvolta contradditori, di amore o di imbarazzo. E' stata la prima colonia italiana. La prima colonia dell'impero..... A 10 anni dall'indipendenza dall'Etiopia, ottenuto dopo 30 anni di guerra, non la troviamo ancora su tantissime cartine geografiche ufficiali, eppure è lì ad affacciarsi sul Mar Rosso. Scarica l'appello in formato PDF - Acrobat
Data di inizio: 17 febbraio 2003

Ed è lì, in Eritrea, come in tanti Paesi africani, che oggi si muore di fame. E di abbandono. Sono 2 milioni, su una popolazione di tre milioni e mezzo, il 60% sotto i 15 anni, le persone che, a causa della siccità, sono a rischio fame. Non sono arrivate le grandi pioggie e non ci sono più uomini a lavorare la terra. Gli uomini sono ancora al fronte, perchè la guerra è sì ferma, ma non finita. Le forze dell'ONU non hanno ancora potuto segnare i confini che una Commissione Internazionale aveva definito il 13 aprile del 2002. Il Governo Eritreo aveva lanciato un appello alla Comunità Internazionale per l'invio urgente di aiuti alimentari di prima necessità. Il Comitato di Solidarietà con il Popolo Eritreo, insieme al Comune di Verona risponde all'appello perchè questi due milioni di eritrei, questi bambini, queste donne, questi uomini, questi vecchi, non siano abbandonati a loro stessi. Questa guerra sciagurata, scoppiata nel maggio 98 per presunti motivi di confine, ha distrutto tutte le speranze di un popolo che dopo l'indipendenza, aveva fatto del perdono e della convivenza pacifica, la sua bandiera. Non c'erano in Eritrea bambini di strada: adesso ci sono e tanti ed anche vecchi di strada, umiliati a dover stendere la mano. Ci sono mutilati, profughi, giovani senza speranza...E fame, fame dappertutto. Servono soldi, tanti, per comperare e spedire zucchero, latte in polvere, biscotti energetici, medicine. E servono urgentemente. Il Comitato di Solidarietà con il Popolo Eritreo è impegnato in Eritrea dal 1984. Ha costruito case famiglia per gli orfani, ha tolto dal carcere i bambini, dando loro una casa e degli affetti, in attesa che anche le loro mamme, scontata la pena, possano uscire. Ha aiutato più di 2.000 bambini orfani ad inserirsi nelle famiglie attraverso le adozioni a distanza. Sta progettando l'acquisto di barche là in quella Dankalia dove il mare è una ricchezza....se puoi pescare. Sta ristrutturando delle scuole fatiscenti ed ha iniziato un progetto di prevenzione sanitaria per i bambini fino agli 8 anni, con l'invio di medici volontari, disponibili alla formazione di personale sanitario locale. E tanti altri micro-progetti di autosufficieza. Ci appelliamo pertanto a questa città, che è solidale per eccellenza, è un appello "di minoranza",perchè prenda in considerazione questi due milioni di eritrei a rischio fame, cioè a rischio morte. Non possiamo abbandonarli! Aiutateci ad aiutarli. Come? ccp 11586377 Poste Verona ccb 1958/5/79 - abi 02008 - cab 11705 Cariverona - Piazza Brà intestati a: " Comitato di Solidarietà con il Popolo Eritreo" Causale: - emergenza fame - sostegno a distanza - progetto di autosufficienza - progetto di sviluppo Cas. post. 242 - 37121 - Verona tel. 045-8019848 fax 045-8007745 e-mail: soleritrea@soleritrea.org info@soleritrea.org home p.: www.soleritrea.org La causale per l'emergenza Per un'adozione a distanza Per un progetto di autosufficienza Per un progetto di sviluppo

Adesioni dal 17 febbraio 2003: 3 persone

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