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    Quello che Di Maio non vi dice

    Il pasticcio dell'immunità penale ad ArcelorMittal

    Il governo ha dovuto riscrivere lo "scudo penale" perché incalzato da una sentenza di condanna della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. E perché a breve si esprimerà in merito anche la Corte Costituzionale. Di Maio ha dovuto fare di necessità virtù, riscrivendo la norma, senza cancellarla
    25 giugno 2019 - Alessandro Marescotti
  • Ecologia
    Peccato perché volevamo discutere i dati sanitari e gli eccessi di mortalità vicino agli impianti

    I ministri pentastellati vanno a Taranto ma non incontrano le associazioni

    Vi è una differenza fra il 24 aprile e il 24 giugno 2019. Il 24 aprile furono convocate le associazioni. Oggi no. La Segreteria del Capo di Gabinetto del Ministro dello sviluppo economico ha fatto sapere tramite email a PeaceLink che "non è previsto alcun incontro".
    23 giugno 2019 - Redazione PeaceLink
  • Editoriale
    Taranto, una situazione imbarazzante

    Loro nel Palazzo, noi fuori

    Oggi il ministro Di Maio non ci ha ricevuto. La soluzione adottata dal M5s è stata semplice: tenere i cittadini e le associazioni dei cittadini fuori dalla porta. Per evitare spiacevoli imprevisti.
    24 giugno 2019 - Alessandro Marescotti
  • Sociale
    PeaceLink Common Library

    Integrazione di metodi nella ricerca psico sociale. Il caso dell'Ilva di Taranto tra rappresentazioni e identità

    Tesi di Laurea in Psicologia Sociale, del Lavoro e della Comunicazione
    12 novembre 2013 - Deborah De Iure
  • Consumo Critico
    Migranti, stili di vita, accoglienza

    Accogliere non basta, serve cambiare stile di vita!

    Non basta protestare contro le politiche disumane dei governi contro i migranti. Occorre anche cambiare radicalmente il nostro stile di vita. Perché siamo tutti ingranaggi di un sistema che depreda l'ambiente e obbliga sempre più gente a fuggire.
    22 giugno 2019 - Linda Maggiori

Campagna: "NO" ai venti di guerra sul nucleare iraniano

Promossa da: Laura Tussi
"SI" alla denuclearizzazione euromediterranea

APPELLO

“NO” ai venti di guerra sul nucleare iraniano

“SI” alla denuclearizzazione euromediterranea

Il  governo dello Stato di Israele, con dichiarazioni, dapprima fatte filtrare all’esterno e poi con dichiarazioni pubbliche di alcuni suoi principali rappresentanti, caldeggia l’uso della propria forza militare per impedire che lo Stato iraniano possa eventualmente dotarsi di armi nucleari trasformando la propria energia nucleare “civile” in “militare”.

Sono emerse voci contrarie a questa posizione all’interno dello stesso governo israeliano e di ex responsabili dello stesso. Ed è degno di nota che i vertici militari e dei servizi segreti israeliani in carica, con prese di posizioni pubbliche, abbiano manifestato grande perplessità rispetto al carattere risolutivo di blitz aerei contro impianti presumibilmente disseminati in decine di siti sotterranei.

Senza assolutamente sottovalutare l’importanza di queste voci, istituzionali (o ex istituzionali), vorremmo porre l’attenzione al “NO” a questa potenziale guerra  da parte di David Grossman, scrittore, cittadino israeliano, che, in maniera pubblica, con fermezza, ha manifestato il suo dissenso al proprio governo. Grossman, sviluppando ragionamenti pragmatici, sostiene che l’eventuale attacco non risolverebbe comunque il problema, ma lo rinvierebbe nel tempo. Infatti  le conoscenze scientifiche da parte dell’Iran per fare la cosiddetta “bomba” (la tecnologia dell’arricchimento dell’uranio) rimarrebbero intatte, e caricate in più dell’odio per quello che potrebbe avvenire in bombardamenti comunque sanguinosi e ambientalmente devastanti, per quanto intenzionalmente chirurgici.

I firmatari di questo appello ritengono sia opportuno appoggiare la posizione dello scrittore israeliano, ed allo stesso modo sostenere chiunque, da frontiere contigue e/o contrapposte, lavori per il dialogo politico e per il disarmo; ricordano, in proposito, che l’ONU, da decenni, appoggiato dagli stessi Stati Uniti, ha designato il Medio Oriente come zona denuclearizzata, proprio nell’intento di evitare scontri catastrofici tra gli Stati e tra i popoli.

La posizione disarmista dell’ONU è stata ribadita dall’ultima Conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare del maggio 2010 con un documento che indice, per il 2012, una sua sessione speciale per la denuclearizzazione del Medio Oriente e l’eliminazione dalla regione delle armi di distruzione di massa.

I sottoscritti chiedono ai governi di rispettare l’impegno a far svolgere questa conferenza per la pace ed il disarmo sollecitando le opinioni pubbliche di tutti i Paesi e le nazioni dell’area euro mediterranea a mobilitarsi per incardinarne la necessità e la prepotente urgenza.

Ricordano anche che gli Stati sono fatti dagli uomini e che questi possono pesare nelle scelte:  devono solo tradurre la buona volontà in buone azioni e buone manifestazioni.

Ovunque possiamo far sorgere ed operare delle Ambasciate di Pace della società civile che si propongano, dal basso, l'obiettivo comune della denuclearizzazione.

 

Promotori:

 

  • Giuseppe Bruzzone, obiettore di coscienza, sostenitore delle idee di Franco Fornari
  • Alfonso Navarra, obiettore di coscienza alle spese militari e nucleari
  • Laura Tussi, docente e giornalista

 

 

Primi firmatari:

Moni Ovadia, Alex Zanotelli, Don Andrea Gallo, Marinella Correggia, Mario Capanna, Vittorio Agnoletto, Giorgio Cremaschi, Mario Agostinelli, Giulio Cavalli, Diego Parassole, Alberto Patrucco, Patrick Boylan, Ernesto Celestini, Alessio Di Florio, Lorenzo Galbiati, Attilio Galimberti, Alberto L’Abate, Luciano Manna, Alessandro Marescotti, Nello Margiotta, Daniele Novara, Nanni Salio, Giovanni Sarubbi, Olivier Turquet.

Aderisci:

Adesioni dal 31 maggio 2012: 292 persone , 14 associazioni

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