Conflitti

Il silenzio dell’Unione Europea sulla Cecenia è ‘irresponsabile’

21 marzo 2005
Al Jazeera


donne cecene in lacrime Human Rights Watch ha descritto come un atto irresponsabile la decisione che è stata presa dall’Unione Europea di rompere con il passato e di non cercare di censurare la Russia sulla questione Cecena al principale organo per i diritti umani delle Nazioni Unite.

Lunedì scorso il gruppo di New York ha dichiarato che le forze di sicurezza Russe stanno continuando a commettere ‘crimini contro l’umanità’ nella ribelle regione Caucasica, dove a migliaia sono le persone che sono scomparse negli ultimi 6 anni.

‘E’ sbalorditivo che l’Unione Europea abbia deciso di non intraprendere alcun tipo di azione sulla questione Cecena,’ ha detto in una dichiarazione Rachael Denber, la direttrice esecutiva per il gruppo per l’Europa e l’Asia Centrale.

‘Guardare dall’altra parte mentre vengono commessi crimini contro l’umanità è un comportamento irresponsabile’

Bruxelles era solitamente stata alla testa degli sforzi per condannare i presunti abusi da parte delle forze di sicurezza Russe in Cecenia, ma i ministri per l’estero dell’Unione Europea la scorsa settimana hanno deciso di non intraprendere alcun movimento di questo tipo alla sessione annuale che è in fase di svolgimento ai quartieri generali delle Nazioni Unite nella città Svizzera di Ginevra.

La risoluzione sconfitta

L’ultima volta che la commissione per i diritti umani, composta di 53 stati, ha votato per criticare Mosca per le sue politiche in Cecenia è stato nel 2001. Lo scorso anno la risoluzione dell’Unione Europea venne sonoramente sconfitta.

I diplomatici Europei hanno detto che Bruxelles continuerà ad esprimere le sue preoccupazioni direttamente al governo Russo. Hanno aggiunto che l’Unione Europea rilascerà anche una dichiarazione critica nei confronti di Mosca più tardi durante questa sessione di sei settimane, che continuerà fino al 22 Aprile.

I diplomatici hanno detto che Bruxelles ha anche deciso di non intraprendere alcun tentativo di mettere alla berlina lo Zimbabwe in relazione alle accuse di diffusa repressione di opponenti del governo, per timore che possa essere usato come un’arma politica dal Presidente Robert Mugabe nelle elezioni parlamentari del 31 Marzo.

In Cecenia, Human Rights Watch ha affermato che una recente missione nella regione ha scoperto dozzine di nuovi casi di persone che sono state detenute dalle forze di sicurezza Russe e di cui non si è più saputo nulla, e questo nonostante Mosca avesse asserito che la situazione nella regione era in fase di ‘normalizzazione’.

Il governo Russo presenta la sua battaglia per pacificare la regione separatista come parte della ‘guerra al terrorismo’ dichiarata dagli Stati Uniti.

La scala del problema

Fra le vittime elencate in un rapporto di 57 pagine, sono stati menzionati lo studente ventiduenne Adam Demelkhanov e il carpentiere di 44 anni Badrudin Kantaev, i quali sono stati entrambi detenuti dai soldati in veicoli militari armati nel villaggio di Starye Atagi nel Novembre del 2004.

Gruppi locali per i diritti umani hanno calcolato che fra le 3000 e le 5000 persone sono scomparse fin dall’inizio dell’ultimo conflitto nel 1999.

Anche le statistiche ufficiali Russe riportano una cifra che è di oltre 2000 persone, ha aggiunto Human Rights Watch.

La grande maggioranza di queste ‘sparizioni’ sono state portate a compimento da agenti del governo Russo, sia forze federali, o in maniera crescente, da locali forze di sicurezza Cecene, ha detto.

‘Il governo Russo è pienamente consapevole della scala del problema’ ha detto la Denher.

‘Ma semplicemente non ha alcuna intenzione di portare alla giustizia i suoi perpetratori,’ ha aggiunto.

Note: Tradotto da Melektro per www.peacelink.it
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