Ucraina, quando la cruda realtà supera la satira di Natangelo

Trump al comando della scena internazionale, che ordina alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, due caffè: uno per lui e uno per Putin. E anche qualche pizzetta, per soddisfare l'ospite russo. Sotto il tavolo, Zelensky osa chiedere una spremutina, ma Trump, perentorio, gli nega perfino quella.
Le solite esagerazioni della satira?
No.
Oggi la satira è stata superata dalla cruda realtà.
Gli Stati Uniti e la Russia si incontrano a Riad, in Arabia Saudita, senza l'Ucraina e senza l'Europa.
Per Kiev l'incontro 'non esiste'.
Drammatica disfatta
E così, mentre nella capitale saudita Washington e Mosca si parlano da soli, a Parigi rimettono a posto le sedie di un incontro europeo che è sembrato assomigliare al dramma di una disfatta.
E' andata in scena a Parigi la volontà di potenza di Macron che ha invitato i suoi omologhi europei politicamente barcollanti, frastornati e spaesati. Il fatto è che Trump, con una semplice telefonata, ha distrutto il castello di scomuniche di questi tre anni e ha riabilitato Putin come interlocutore.
E così i sostenitori europei della guerra a oltranza si sono riuniti tra di loro, cercando di salvare il salvabile, e il risultato è stato un fallimento su tutta la linea.
L'Europa ha mostrato divisioni evidenti, progetti confusi e dichiarazioni sconsolate del tipo "vorremmo vincere, ma non ce la facciamo". E poi la mossa disperata di Francia e Regno Unito: "Mandiamo le nostre truppe". Una soluzione che ha avuto il solo effetto di spaccare ulteriormente i già divisi governi europei, terrorizzati dall'idea di dover passare dalle parole ai fatti in una guerra che sfugge sempre di più alle loro previsioni di vittoria. Doveva essere disarcionato e umiliato Putin. Sono stati disarcionati e umiliati loro. E ancora non se ne fanno una ragione.
Europa sbigottita
Se la vignetta di Natangelo era un ritratto satirico e crudele della realtà, oggi lo schiaffo diplomatico a Riad è una sentenza politica. L'Europa, dopo aver seguito ciecamente la linea del conflitto bellico a oltranza, scopre di essere irrilevante proprio nella fase - si spera - conclusiva della (sanguinosa) partita che pensava di giocare e di vincere contro Putin. E mentre le diplomazie di Washington e di Mosca si parlano direttamente, senza intermediazioni, il vecchio continente resta sbigottito a guardare.
Comincia ad emergere - nella testa frastornata di leader privi di visione - l'amara consapevolezza di essersi coperti di macabro ridicolo parlando di vittoria mentre i soldati ucraini morivano e arretravano settimana dopo settimana. Sempre di più. Non solo: i soldati ucraini appena addestrati in Francia tornavano in patria e disertavano le trincee. Come è accaduto per la 155a brigata meccanizzata, armata di tutto punto da Macron e poi dileguatasi prima ancora di combattere.
Penosa incapacità
Cosa può contare Macron dopo questo ribaltamento degli esiti attesi?
Meno di niente. Macron non è un leader debole: è un leader che oggettivamente aiuta Putin. La sua incapacità politica e militare lo rende utile alla strategia militare russa che conferma e vanta la sua superiorità. Putin non è giustificabile, ha violato il diritto internazionale. Ma sfidare Putin proprio sul terreno a lui congeniale è indice di penosa incapacità nel comprendere i conflitti. In parole povere: è la logica della zappa sui piedi. E lanciare anatemi a Putin dandosi la zappa sui piedi non è una né utile né vincente.
Simili leader europei, privi di strategia e privi di realismo, hanno sacrificato la diplomazia in nome di una intransigenza bellica tragicamente perdente. Hanno sacrificato il buon senso, oltre che l'intelligenza, sull'altare di una guerra senza vittoria possibile. Una guerra in cui renitenti e disertori ucraini hanno superato per numero i soldati che combattono nelle trincee.
Esercito ingozzato
Ingozzare l'Ucraina di altre forniture belliche? Per quanti restanti uomini al fronte?
La pratica di ingozzare animali prima del macello trova inquietante corrispondenza nella pratica di ingozzare l'esercito ucraino, ormai a corto di soldati, con un bulimico piano di rifornimento militare prima di mandare al macello le vittime sacrificali.
I leader europei sembrano essere sotto l'effetto di una droga. Di una pericolosa droga ideologica, di un perverso eccitante ben sperimentato dai partiti della Seconda Internazionale nel 1914.
Droga bellica
La pericolosa droga bellica era già nota a noi che studiavamo la storia per gli effetti catastrofici verso coloro che promettevano il sol dell'avvenire ai compagni in armi nelle trincee, sparando contro altri compagni in armi su opposte trincee. Ma la storia insegna poco e mal viene studiata. Anche da chi oggi accosta Putin a Hitler. E così, in nome della risposta al nuovo Terzo Rech che si appresta a invadere le nostre patrie, i leader europei, non contenti delle loro disfatta, si apprestano a tagliare le residue spese sociali per alimentare un grande piano di riarmo che non fa presagire nulla di buono per il futuro.
Dopo essersi resi ridicoli, preparano per noi un futuro privo di speranza e di ragione.
Opposizione intransigente
Fermiamoli con una intransigente opposizione sociale all'aumento delle spese militari.
Fermiamoli con l'indignazione, prima che a farne le spese, dopo quelli ucraini, siano i nostri giovani.
Fermiamoli con una sana prospettiva di pace.
Fermiamoli con una nuova vignetta.
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