Conflitti

Respinta la richiesta di annullamento delle elezioni presidenziali

Yar’Adua confermato presidente dal tribunale

Atiku Abubakar e Muhammadu Buhariu vedono respinta la richiesta di annullamento delle presidenziali, ma annunciano ricorso alla Corte Suprema.
28 febbraio 2008

Un tribunale nigeriano ha rigettato l’istanza presentata dai candidati dell’opposizione che chiedevano l’annullamento delle elezioni presidenziali tenutesi ad aprile nel 2007. Il tribunale, composto da cinque giudici, ha unanimemente confermato Umaru Yar’ Adua come legittimo presidente, sostenendo che non sono presenti prove sostanziali per annullare il voto.

I due candidati sconfitti, l’ex vice presidente Atiku Abubakar e l’ex generale Muhammadu Buhari, comunque non si arrendono, i loro avvocati hanno annunciato che porteranno il caso di fronte alla Corte Suprema.

Le elezioni di aprile furono definite una farsa dagli osservatori internazionali, e sotto gli standard previsti per essere considerate pienamente regolari.

Questa conclusione non sorprende molti nigeriani che nonostante tutto si erano gia’ rassegnati ad accettare Yar’Adua, e la Nigeria ha bisogno di stabilita’. Questa decisione in un certo senso blocca le speranze dell’opposizione e permette a Yar’Adua di concentrarsi sul suo lavoro.

Gia’ in passato dopo le vittorie di Olusegun Obasanjo, Buhari aveva condotto lunghe battaglie legali, tutte finite con la conferma del presidente eletto; questi precedenti in un certo senso hanno indotto i cittadini nigeriani a considerare tempo perso supportare strenuamente queste rivendicazioni, scegliendo invece il principio di giudicare la legittimita’ del presidente secondo quanto sara’ in grado di fare una volta al potere.

I dati ufficiali mostrano che Yar’Adua vinse le elezioni con il 70% dei voti, contro il 18% di Buhari e il 7% di Abubakar. Questo enorme divario ha lasciato molti dubbi sulla regolarita’ del voto, e lo stesso Yar’Adua ha confermato la presenza di alcuni problemi, promettendo che lavorera’ per il miglioramento del sistema elettorale.

L’ex generale Buhari sostiene che il voto non e’stato regolare in 29 stati su 36, mentre Abubakar aggiunge che in molti casi le schede del voto non sono mai arrivate ai seggi o giunte in ritardo. Il nocciolo della questione, secondo gli avvocati di Abubakar, sarebbe da ricercare nella ristampa delle schede elettorali avvenuta in Sud Africa, dopo che l’ex vice presidente fu ammesso come candidato alle elezioni presidenziali.
Una buona parte di queste schede sarebbe stata stampata senza numero seriale facilitando le manipolazioni e rendendo inpossibile considerare valido il voto.

A questo punto diversi sono i percorsi dei vari contendenti; Yar’Adua vede questo come un primo riconoscimento della sua posizione, e conferma che si dedichera’ alla realizzazione del suo programma; i due candidati dell’opposizione annunciano una nuova battaglia legale che dovrebbe portarli alla Corte Suprema.
Ma i destini di entrambi restano incerti: Yar’Adua ancora deve fronteggiare queste possibili cause, e gia’ il voto in sette stati e’ stato annullato, in piu’ il famoso piano energetico per risollevare le sorti del paese si presenta piu' complicato del previsto. La riforma della Nigerian National Petroleum Company rappresenta le difficolta’ del presidente. Yar’Adua e’ sostenuto da molti influenti uomini del PDP, i quali sono anche legati a enormi affari nel settore energetico, e si aspettano ora un ricambio di favori.
Abubakar e Buhari decidono di andare avanti, l’annullamento delle elezioni in sette stati e’ un incentivo, ma la via per un annullamento delle presidenziali si presenta arduo e, visti i precedenti, praticamente impossibile.

Articoli correlati

  • L’Ecuador progressista scommette su Andrés Arauz
    Latina
    Il 7 febbraio si terrà il 1° turno delle presidenziali

    L’Ecuador progressista scommette su Andrés Arauz

    La destra schiera l’imprenditore Guillermo Lasso, esponente dell’oligarchia del paese
    1 febbraio 2021 - David Lifodi
  • La Bolivia che verrà
    Latina
    Il Movimiento al Socialismo dovrà guardarsi dalle manovre di destabilizzazione della destra

    La Bolivia che verrà

    «Abbiamo recuperato la democrazia e la speranza» sono state le prime parole pronunciate da Luis Arce dopo la sua elezione
    25 ottobre 2020 - David Lifodi
  • Bolivia: sconfitti i golpisti
    Latina
    Luis Arce, con il 53% dei voti, è il nuovo presidente del paese

    Bolivia: sconfitti i golpisti

    Nonostante i piani di destabilizzazione delle destre facessero presagire il peggio anche a pochi giorni dal voto.
    19 ottobre 2020 - David Lifodi
  • Bolivia: il golpe del litio prosegue. Presidenziali rimandate al 18 ottobre
    Latina
    Dietro al terzo rinvio lo zampino degli Usa interessati al litio

    Bolivia: il golpe del litio prosegue. Presidenziali rimandate al 18 ottobre

    Il governo de facto utilizza in maniera strumentale la pandemia per posticipare il voto
    29 luglio 2020 - David Lifodi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)