Conflitti

Il conflitto siriano: il trionfo dell’estremismo

L'escalation di violenza di entrambi le parti in gioco e le reazioni e responsabilità delle potenze straniere interessate al conflitto.
6 ottobre 2012
Kharroubi Habib
Fonte: Le Quotidien d'Oran:

guerra in Siria Da mesi i media occidentali riportano che il regime siriano sarebbe sull'orlo del tracollo e il suo esercito regolare in piena disintegrazione a causa delle diserzioni che ne starebbero svuotando ranghi.
In realtà, la situazione descritta da altri osservatori preoccupati di informare l’opinione internazionale in modo obiettivo è completamente diversa. Ciò che questi testimoniano contraddice le informazioni riportate dai primi.
Secondo questi osservatori, l’Esercito siriano libero non è affatto nella posizione favorevole attribuitagli dai media occidentali. Infatti starebbe cedendo terreno ovunque al cospetto delle forze regolari del regime e la situazione starebbe diventando insostenibile di fronte all'invio di rinforzi di cui beneficiano i suoi assalitori. Un’evoluzione che spiegherebbe l’intensificarsi delle speculazioni su un possibile intervento in Siria che si sono moltiplicate negli ultimi giorni. Al punto da far reagire Mosca che, per voce del suo vice-ministro degli Esteri Guennadi Gatilov ha ammonito i Paesi occidentali e il Medio-Oriente di “non cercare un pretesto per un intervento militare in Siria”.
La ramanzina russa è arrivata dopo che alcuni media occidentali, imboccati da alcune fonti d’informazione, avevano supposto lo spostamento di armi chimiche di cui disporrebbe l’esercito regolare, ma anche in seguito all'appello lanciato dal Qatar per un intervento armato arabo. Ben informata sulla realtà delle cose, la Russia sa che si tratta di disinformazione e di iniziative volte a correre in soccorso di una rivolta ormai con le spalle al muro. La quale ha lanciato il segnale di essere allo stremo iniziando a rivendicare gli attentati con autobombe che si sono moltiplicati in Siria e che in precedenza aveva attribuito al regime. Questo modo di agire nella violenza, che gli occidentali si affrettavano a denunciare quando l’Esercito siriano libero accusava il regime di farvi ricorso, non indigna più essendo ora opera dei rivoltosi. Gli attentati secondo questo modus operandi sono un indizio che sottolinea che l’Esercito di liberazione siriano ha perso le sue capacità di affrontare diversamente l’esercito regolare del regime, ma anche che sarebbe gremito dei suoi “amici stranieri” venuti a battersi al suo fianco e di cui questo modus operandi è il segno distintivo.
Il prolungamento del conflitto siriano, reso possibile dal rifiuto occidentale e di alcuni Stati arabi di una soluzione politica negoziata per mettervi fine, ha prodotto ciò contro cui essi sono stati messi in guardia: cioè l’incremento di estremismi di entrambe le parti in campo. Ciò a cui si assiste alla vista dell’escalation di violenza del conflitto e della paralisi delle iniziative volte a trovare una soluzione politica accettabile per il regime e la sua opposizione. Il primo ha lasciato la briglia alle sue forze militari con l’obiettivo di sconfiggere la rivolta. La quale non ha più alcuna reticenza ad aprire le sue fila a degli “amici stranieri” che affluiscono in Siria per una guerra e un progetto politico ben diversi da quelli che essa afferma di perseguire e a cui fanno finta di aderire le potenze straniere che la sostengono.
In questo conflitto siriano, la sola certezza che si fa strada è che il popolo siriano vive il più grande incubo della sua storia. Di ciò, né il regime né quelli che lo combattono se ne preoccupano. E i loro alleati stranieri men che meno.

Note: Link all'articolo originale: http://www.lequotidien-oran.com/?news=5173843

Tradotto da Ivan Flammia per PeaceLink . Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte (PeaceLink) e l'autore della traduzione.

Articoli correlati

  • Damasco: la rivoluzione silenziosa delle donne in bicicletta
    Consumo Critico
    In Siria la bicicletta ha un significato speciale

    Damasco: la rivoluzione silenziosa delle donne in bicicletta

    Le due ruote possono servire per combattere incredibili battaglie, avviare processi democratici, smontare l’ordine tradizionale delle cose, contribuire a rendere l’aria più respirabile. E se si è donna, in bici, per le strade siriane si testimonia una reale volontà di cambiamento
    8 gennaio 2019 - Fulvia Gravame
  • Abbandoniamo i pesanti deficit di parresia su guerra, terrorismo ed economia
    Conflitti

    Abbandoniamo i pesanti deficit di parresia su guerra, terrorismo ed economia

    Abbandoniamo l’alta filosofia, le raffinate (o interessate?) analisi geopolitiche o sociologiche. Mettiamo in fila, uno dopo l’altro, le banali, lineari verità che questi tempi ci raccontano. Ma che sembra proibito dire, un po’ come il famoso bambino del “vestito nuovo dell’imperatore”.
    3 gennaio 2019 - Alessio Di Florio
  • Tra mamme, un ponte di solidarietà che va lontano
    Pace

    Tra mamme, un ponte di solidarietà che va lontano

    "La Nostra Associazione ha pensato di fare qualcosa di più grande, per cercare di arrivare lontane. Da mamme, da donne, da esseri umani non potevamo più stare ferme a guardare senza fare niente, e dall’unione della nostra impotenza e profonda sofferenza è nato il nostro progetto TMT for Siria“.
    27 maggio 2018 - Roberto Del Bianco
  • OPAC: "Cloro usato probabilmente in Siria a febbraio"
    Conflitti
    Gli ispettori inviati dall'ONU e che indagano sull'uso di armi chimiche non hanno addossato la responsabilità ad alcuna delle parti in conflitto

    OPAC: "Cloro usato probabilmente in Siria a febbraio"

    Le analisi si riferiscono ad un evento accaduto a febbraio a Saraqueb, città che dista 290 chilometri rispetto a Duma, sito dove è stato sospettato un attacco chimico ad aprile di quest'anno
    17 maggio 2018 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.20 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)