La missione africana per la pace in Ucraina

“Anche quando il conflitto appare più intenso, la pace si può raggiungere”

Nell’obiettivo di ottenere una descalation, facilitando intanto una ripresa dei colloqui fra i due paesi, i capi di Stato di Sudafrica, Zambia, Senegal, Comore, Uganda, Congo ed Egitto hanno incontrato ieri il presidente ucraino a Kiev e oggi incontrano il presidente russo
17 giugno 2023
Marinella Correggia

Road to Peace, il cammino negoziale per uscire dalla guerra in Ucraina portato avanti da diversi paesi africani e dalla stessa Unione africana vede  alcuni capi di Stato del continente impegnati direttamente a Kiev e Mosca, nel bel mezzo del conflitto. 

Nell’obiettivo di ottenere intanto una descalation, facilitando intanto una ripresa dei colloqui fra i due paesi, i capi di Stato di diversi paesi – Sudafrica, Zambia, Senegal, Comore (presidenza di turno dell’Unione africana), Uganda, Congo ed Egitto - hanno incontrato ieri il presidente ucraino a Kiev e oggi incontrano il presidente russo a San Pietroburgo. Le nazioni africane sono rimaste largamente neutrali rispetto alla guerra in Ucraina che le danneggia direttamente con l’interruzione di approvvigionamenti e l’aumento dei prezzi. 

Ottenere l’inizio di qualche dialogo fra le parti è già ritenuto un obiettivo importante dai diplomatici africani; fra gli elementi, negoziare uno scambio di prigionieri e un ampliamento dell’accordo relativo all’export di grano ma anche capire come pagare i fertilizzanti della Russia che è sotto sanzioni occidentali.

 La vita è universale e dobbiamo proteggere le vite – le vite degli ucraini, le vite dei russi, le vite di tutti; l’instabilità da qualche parte è l’instabilità generale”, ha detto il presidente dello Zambia Hakainde Hichilema all’Associated Press. Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, che guida la delegazione, dal canto suo ha detto che comprende il sentimento degli ucraini ma che occorre mettere fine al più presto alla guerra. “Tutti i conflitti hanno una conclusione, e occorre far finire un conflitto prima che tutto sia perduto”. Ha ricordato le parole di Nelson Mandela quando era ancora in carcere, durante il regime dell’apartheid: “Anche quando il conflitto appare più intenso, la pace si può raggiungere”, per evitare ingiustizie e sofferenze. 

Mentre scriviamo non conosciamo ancora l’esito del colloquio di oggi con Putin. Mosca ha dichiarato che è Kiev a respingere i negoziati, sotto pressione dell’Occidente. A Kiev, ieri Zelensky ha già detto un nemaye (no), ribadendo la sua posizione: colloqui di pace con la Russia “saranno possibili solo dopo che Mosca avrà ritirato le sue forze dai territori ucraini occupati”. Anche la Crimea? E “consentire negoziati con la Russia adesso mentre l’occupante è sulle nostre terre, equivale a congelare la guerra e la sofferenza”; "Abbiamo bisogno di una vera pace, e quindi di un vero ritiro delle truppe russe dall’intero nostro territorio” (anche la Crimea?).

Delegazione africana esorta Putin: "La guerra deve finire"

"Questa guerra deve finire... Deve essere risolta attraverso negoziati e mezzi diplomatici". L'esortazione diretta a Vladimir Putin arriva da un suo alleato: il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, che si trova in Russia come parte di una delegazione in cerca di pace.

"Questa guerra sta avendo un impatto negativo sul continente africano e su molti altri Paesi del mondo" - ha aggiunto Ramaphosa, proprio nel giorno in cui il leader del Cremlino si dice "aperto al dialogo con chiunque chieda la pace". 

L'occasione è il vertice con i paesi africani conclusosi oggi a San Pietroburgo. Putin ha definito "equilibrato" l'approccio dell'omologo  sudafricano, il cui Paese dovrebbe ospitare il prossimo agosto un vertice del gruppo dei Brics.  

Ieri i leader dei Paesi africani hanno fatto visita nella capitale ucraina Kiev dove sono stati ricevuti dal presidente Volodymyr Zelensky. 

Fonte: La7 17.6.2023 ore 18.50

Zelensky non ha dunque preso in considerazione l’idea di un cessate il fuoco senza ritiro, che eviterebbe ulteriori sofferenze. E ha aggiunto di non capire il senso di un incontro degli africani con Putin. Insomma, rispetto ai giorni di fine febbraio 2022, quando i colloqui in Bielorussia fra Ucraina e Russia sembravano promettere qualcosa, tutto è ora molto difficile; grazie in particolare anche al massiccio invio di armi e alle decisioni occidentali circa l’ingresso dell’Ucraina nella Nato.

Il presidente sudafricano ha risposto che i colloqui con Putin fanno parte della missione. “Siamo venuti per ascoltare entrambe le parti” e anche “teniamo conto di tutte le proposte negoziali avanzate da diverse parti del mondo, che alla fine hanno un terreno comune”. Insomma si evoca l’idea di unificare le diverse proposte. 

Nella sua dichiarazione dopo l’incontro, Ramaphosa ha precisato che la missione africana non si aspettava un risultato subito e saluta con favore la disponibilità di Zelensky a futuri impegni. 

Insomma lo sforzo africano, iniziato già nel 2022, è irto di ostacoli. Anche rivelatori. Prima di arrivare a Kiev in treno, Cyril Ramaphosa, presidente del Sudafrica e capo delegazione, è stato bloccato in aereo per ore a Varsavia (la Polonia è alleato di ferro della Nato ed è noto anche il suo atteggiamento rispetto ai migranti). I suoi agenti di sicurezza sono stati lasciati passare solo dopo ventisei ore. In ballo, una questione di lana caprina relativa ai documenti delle armi detenute dalle guardie. Il generale maggiore sudafricano Wally Rhoode ha accusato il governo polacco di razzismo e di volontà di sabotare la missione, oltretutto compromettendo la sicurezza del presidente. 

Nel 2011, l’Unione africana provocò a evitare e poi a fermare le bombe della Nato sulla Libia, per trovare una via negoziale. Si scontrò con il disinteresse, il sabotaggio e l’arroganza da parte dei membri dell’Alleanza atlantica e dei “ribelli” del Cnt (Consiglio nazionale di transizione).  

Note: Link a sociale.network PeaceLink sostiene gli sforzi per la pace https://sociale.network/@peacelink/110555708875455567 Lettera di pacifisti ai paesi non allineati https://sociale.network/@peacelink/110558020438987419 Da Kiev: "Non abbiamo sentito nessuna esplosione" https://sociale.network/@peacelink/110558153251396945 La risposta di Zelensky ai leader africani https://sociale.network/@peacelink/110558171279598544 Zelensky gela i leader africani https://sociale.network/@peacelink/110558176519153526 La contrarietà di Zelensky a negoziati ora https://sociale.network/@peacelink/110558190032971888 Leader africani diretti in Russia https://sociale.network/@peacelink/110559333226046992 Russia non esclude colloqui di pace; oggi si prepara l'incontro fra leader africani e Putin https://sociale.network/@peacelink/110559633020293781

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