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Lettera aperta al newbie GNU/Linux

15 agosto 2003 - Monk

Ultimamente la vicenda SCO mi turba, e le opinioni, rassicuranti, di tanti amici che ritengono che alla fine essa non prevarrà sono tante. Mi piacerebbe aggiungervi la mia, ma non ci riesco. Forse come non ci riesci tu, se sai di cosa parlo.

Ho conosciuto GNU/Linux l'anno scorso, anche se per me allora era solo Linux. L'ho installato per curiosità: non sapevo niente di software libero, di OpenSource, della Free Software Foundation, di Stallman e di Torvalds. E forse se lo avessi saputo non mi sarebbe importato.

Installai, lo ricordo come se fosse ieri, una Mandrake 8.2, comprata in edicola in abbinamento ad una rivista del settore. Il primo fatidico login mi ha cambiato, per sempre. Mi sono affacciato su un mondo diverso, pieno di risorse che neanche lontanamente immaginavo. Avevo tanti di quei programmi che non sapevo da che parte iniziare per esplorarli, ed in verità credo di non averlo ancora fatto in maniera compiuta. Potevo metter su in un attimo un server HTTP, od uno FTP: naturalmente ignorando tutte le problematiche di sicurezza inerenti alla rapidità di quest'operazione. Potevo addirittura divertirmi a configurare delle zone DNS sulla mia macchina, così, solo per fare qualcosa che non avevo mai fatto prima. Mi ricordo, e certo strapperà un sorriso a molti di voi (ed uno sbeffeggiamento da parte di quelli meno sensibili, ma il gioco vale la candela), che il mio passatempo preferito all'inizio era mandare delle mail, in locale, da root a monk: indubbiamente un gioco alquanto stupido, ma lo trovavo eccitante. O forse no, non eccitante. Nuovo.

I primi giorni passarono così, a documentarmi il più possibile sulla configurazione ottimale della mia GNU/Linux box (che rimaneva ancora Linux) e a risolvere i problemi, soprattutto hardware, che avevano afflitto quella mia prima installazione. Dovetti combinare un mucchio di guai, considerato che i CD di Mandrake stavano sempre a portata di mano e il mio hard disk veniva ripetutamente formattato per ricominciare tutto da capo. Ma non mi scoraggiavo. Così come ti invito anticipatamente a fare.

Dopo aver manifestato questa (patologica?) prima forma di invasamento, iniziò a cambiare qualcosa. Mi chiedevo se fosse davvero indispensabile crucciarmi tanto per quei molteplici problemi tecnici che si presentavano quotidianamente (e certo per colpa mia, ma allora non me ne rendevo conto). Mi chiedevo se non ci fosse qualcosa di più: sentivo che GNU/Linux (era sempre Linux per me) doveva essere qualcosa di più. Non che non fosse già magnifico di per sé: tutt'altro, e spero di aver fatto comprendere bene quali fossero i miei sentimenti di fronte ad un simile colosso di architettura informatica. Ma diamine! Doveva esserci qualcos'altro, qualcosa che mi era sfuggito, qualcosa che mi facesse pronunciare una frase del genere: "Wow, adesso sì che mi sento veramente nuovo. Non è un sistema operativo alternativo a Windows, è anche questo, e questo, e quest'altro ancora".

Trovai quel quid durante una delle mie navigazioni nel vasto oceano di Internet, e scoprii che il suo breve acronimo non ne sminuiva la bellezza: GPL. Il cambiamento aveva finalmente dato i suoi primi frutti e le catene erano spezzate definitivamente. Non lasciai i problemi di configurazione o di utilizzo del software da parte, ma vi affiancai un'attività di ricerca sul software libero, sulla differenza tra free software e Open Source, sul progetto GNU, ecc. ecc. Certo alcune cose mi rimanevano poco chiare, e credo sia normale. Se capita anche a te, non preoccuparti: le idee ti si riordineranno in breve tempo da sole, purché tu continui ad alimentarle.

Oggi uso Slackware 9.0: ho la mia personale opinione sulle differenze che corrono tra essa e Mandrake, ma è mia e mia soltanto, e sarebbe inoltre inappropriato esporla qui, in questa sede, perchè ritengo vanificherebbe il senso di questo mio breve excursus. Perchè un senso c'è, non dubitarne. Non ti ho raccontato i miei patetici inizi con GNU/Linux (ora, ora finalmente è GNU/Linux) solo perchè non avevo sonno o non avevo nient'altro da fare. Te li ho raccontati per prepararti e per accoglierti in un mondo nuovo, chiunque tu sia, uno che ha installato GNU/Linux da poco od uno che si accinge ora a farlo per la prima volta. Hai in mano qualcosa di molto prezioso: hai in mano i sacrifici di gente che ha dedicato una vita a darci la libertà informatica, hai in mano un'occasione per cambiare in meglio il mondo, qualunque cosa tu faccia nella vita, che tu sia studente, medico, avvocato, disoccupato o quant'altro. Non rovinare tutto riconducendo ogni aspetto di GNU/Linux ad un fattore puramente tecnico. Non cedere alla tentazione di imparare freddamente ad utilizzare lo strumento che ti è stato messo a disposizione, sfruttandone ogni minimo bit ma non capendo perchè quel bit esiste, e come è nato. Non sottovalutare ciò che hai in questo momento, o ciò che stai per avere: sottovaluteresti te stesso. La conoscenza senza comprensione rende l'uomo più piccolo, non più grande. Cogli la filosofia del free software, e fa sì che esso cresca con te. Non importa il risultato, ma lo sforzo, chiunque tu sia: anche se non conquisterai mai le capacità di partecipare attivamente allo sviluppo del software libero, fa' del tuo meglio per concorrere, nel tuo piccolo, al suo successo. E' ciò che spero di aver fatto anch'io, indirizzandoti queste poche righe. Un abbraccio.

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