Ancora polemiche sulle cam di strada
Roma - In Italia sono ormai dappertutto e altri paesi europei, come il Regno Unito, coltivano come oggetti preziosi da moltiplicare il più possibile le cam che spiano i movimenti di chi si muove in pubblico. In Australia, invece, c'è ancora chi si scandalizza. Nella regione di Victoria, infatti, le autorità hanno deciso di implementare l'esistente sistema delle "spy camera" con una nuova tecnologia che sarebbe studiata, secondo le dichiarazioni ufficiali, per rendere le cam più... intelligenti. In particolare, grazie al software utilizzato, il sistema sarebbe in grado di identificare e registrare dettagli essenziali, come il numero di una targa o il volto di una persona, qualora questa "assista" ad un fatto criminoso, in particolare spaccio di droga, furto di automobili e scippi. Secondo i gruppi che si battono per le libertà civili, come Liberty Victoria, ci sono cose che le persone fanno in pubblico, come ad es. uscire da una casa da gioco, che non vogliono vengano registrate o risapute. Fino ad oggi, sostengono i libertari, le autorità della regione non hanno garantito con normative ad hoc che venga rispettata la privacy dei cittadini. Un'altra tesi contro le cam, inoltre, si nutre del fatto che i criminali, una volta appresa l'esistenza delle cam, si limiteranno a coprirsi il volto o a mascherarsi, rendendo quindi molto più difficile il lavoro delle "spy cam". Da parte loro le autorità, insieme ai costruttori, continuano a ripetere che il sistemone registra solo comportamenti delittuosi secondo dei criteri predeterminati. E sottolineano che per ora si tratta soltanto di una sperimentazione. Durerà due anni, ma è una sperimentazione.
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