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    Cannes, la musica viaggia sul cellulare

    Si è aperta la 41/ma edizione del MidemAl mercato in Croisette, il clima generale non è roseo. Si fanno i conti col calare delle vendite dei cd nei 5 paesi europei, Gb, Francia, Germania, Spagna e Italia
    23 gennaio 2007 - Flaviano De Luca
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

    Su una Croisette grigia e dolcemente tiepida campeggia lo slogan del Midem 2007, I've got the music in me, citazione di un classico rhythm and blues anni '70 di Thelma Houston, eppure clamorosamente inattuale. Nel colorato e frenetico Palais des Festivals l'atmosfera è abbastanza anonima, gli stand che sparavano ritmi e canzoni d'ogni genere sono silenziosi, con grandi televisori al plasma che mandano videoclip di vario genere. Incredibilmente si ascolta pochissimo jazz, pop o altro girando tra i piani del Palais.
    Il mercato del disco e delle edizioni musicali (questo il significato della sigla Midem) celebra la sua 41/ma edizione confermandosi come uno degli incontri più importanti del panorama musicale internazionale, anche se fino a quindici anni fa si veniva sulla Côte d'Azur a comprare e scambiare canzoni e spartiti mentre oggi pure il cantante neofita ha un sito internet e demo ascoltabili in streaming (basti ricordare che il sito MySpace ha 320mila nuovi profili musicali al giorno e oltre 12 milioni tra video e audioclip da scaricare gratuitamente).
    Alla scorsa edizione del Midem hanno partecipato quasi 10mila persone, il 6% in più rispetto al 2005, e oltre 4.600 aziende (+5%) provenienti da 93 paesi. Gli espositori sono stati 2.313 su uno spazio totale di 9mila metri quadrati. Le cifre ufficiali di quest'anno ancora non sono state comunicate ma il clima generale non è troppo roseo col continuo calare delle vendite dei cd nei 5 grandi paesi europei (Gb, Francia, Germania, Spagna e Italia) e l'avanzare della musica liquida che non riesce a compensare i forti investimenti necessari per le piccole etichette indipendenti.
    Soprattutto il grande nemico delle passate edizioni, il telefono portatile, sembra aver vinto facilmente la sua battaglia tanto da comparire persino su uno dei manifesti pubblicitari della fiera insieme al diapason, al microfono, alla chitarra, tutti strumenti inevitabilmente associati alla musica. Anzi, gli spazi espositivi di Motorola (con una specie di batmobile con gli altoparlanti nelle porte), Nokia (con dieci novità della serie N, smartphone ipercolorati e trendy per battere il glamour dell'Apple), Ericsson (con un database di migliaia di titoli anni '60 e '70) sono i più ricchi e luccicanti, con gadget e bevande in quantità. Proprio Miles Flint, il presidente di Sony Ericsson Mobile Communications, ha spiegato l'atteggiamento dei newcomer nell'Eldorado delle sette note. «Guardiamo con perplessità le scelte di Microsoft che sta negoziando con l'etichetta Universal per dargli una quota delle vendite di Zune, il nuovo lettore digitale, concorrente dell'iPod, che sta andando abbastanza bene negli Usa e arriverà in Europa nell'autunno 2007. I nostri prodotti hanno una filosofia ben più completa che semplicemente suonare musica. Ne abbiamo venduti 75 milioni in tutto il mondo nel 2006 e circa un quarto erano Walkman phone. Sono un telefono, una piattaforma email, un album di foto, una radio e altre cose. La portabilità è la parola decisiva di questi anni. La rivoluzione digitale ha permesso un maggiore sfruttamento della musica e i nostri oggetti permettono a tutti di portarsi dietro e ascoltare la propria selezione, in ogni posto e quando si vuole».
    Anche, dal punto di vista del consumatore, il Midem sembra annunciare una nuova svolta, col probabile abbandono - lento e parziale - dei Drm, i sistemi criptati tecnologici che dovrebbero impedire la copia e lo sfruttamento dei file Mp3, da parte di alcune grandi case discografiche. Molti music files acquistati legalmente soffrono della scarsa interoperabilità tra sistemi diversi, in particolare tra I-Tunes e gli altri negozi online. Così l'idea di poter avere un file Mp3 da ascoltare sul computer, riversare sul lettore dell'automobile, passare sul player che usiamo durante l'allenamento sportivo, inviare per email ad un amico non è ancora pienamente operativa ma lo sarà certamente tra breve. La sintesi della giornata l'ha offerta Jacques Attali, ex consigliere di Mitterrand e filosofo del futuro, che ha pronosticato «nel 2010 tutta la nuova musica sarà disponibile su Internet gratuitamente mentre l'industria discografica e le società di autori amministreranno i cataloghi, con l'aiuto della pubblicità e di altre fonti di guadagno come la tv». A chi gli chiedeva se la canzone adatta ai cambiamenti che ci aspettano fosse The Future's So Bright (dei Timbuk 3) o Paint it Black (dei Rolling Stones), Attali ha risposto citando Lennon e Mc Cartney, Let it be, lascia che sia, che tutto scorra e vada avanti.

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