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Articoli correlati

Nuova proposta di legge sull'editoria varato dal Governo

La morte del puntoit

Nel silenzio agostano è stato preparato un disegno di legge, approvato quasi sottovoce nell'ultimo consiglio dei ministri dello scorso 12 ottobre. Blog e siti web personali destinati a scomparire?
20 ottobre 2007 - Loris D'Emilio

punto interrogativo

Siamo alle solite. Come spesso accade in Italia durante il periodo estivo vengono preparate bozze e disegni di legge che più orribili non si può, forse con la neanche ormai tanto segreta speranza che passino inosservate ai più. E infatti così è stato, fin quando la "cosa" non è emersa con l'approvazione del disegno di legge nell'ultimo consiglio dei Ministri dello scorso 12 ottobre.
Il disegno di legge titola: "Nuova disciplina dell'editoria e delega al Governo per l'emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale (disegno di legge 3 agosto 2007).

L'articolo 1 pone un fondamento importante, quell'art.21 della nostra Costituzione che così recita al comma 1
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. "

I problemi però sorgono già dal successivo articolo 2 che dovrebbe definire cosa si intende per "prodotto editoriale":
1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.
3. La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.

Ad aggravare i concetti già fin troppo chiaramente espressi si aggiunge l'art.5, "Esercizio dell'attività editoriale", e l'art. 7, "Attività editoriale su internet", che recitano:
Art. 5 Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L'esercizio dell'attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative."
Art. 7 1. L'iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

Il commento di Spataro su civile.it non lascia adito ad alcun dubbio; scrive infatti:
"La proposta e' semplice: diventa prodotto editoriale anche "la cosa" fatta senza scopo di lucro. [...]
Con la nuova dizione il sito, anche gratuito, anche gestito da un privato, diventa prodotto editoriale. Ogni blog personale diventa prodotto editoriale, soggetto alla normativa sulla stampa, con limitazioni in caso di sequestro, ma responsabilità penali aggravate in caso di denuncia penale. L'attività editoriale diventa tale anche se svolta da non imprenditori. Basta pubblicare su internet."

Ha un bel dire Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio su La Repubblica:
"Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile. [...] Non spetta al governo stabilirlo [l'iscrizione di un blog al ROC, ndr]. Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere".

Ed è forse un po' troppo ottimista Paolo De Andreis su Punto Informatico, quando sostiene
"Ci troviamo dinanzi ad un provvedimento che non andrà lontano. [...] La dimensione macroscopica dell'errore del Governo è tale, e capace di nuocere alla rimanente parte del disegno di legge, che con un colpo di bianchetto verrà consegnato all'oblìo nel più rigoroso silenzio mediatico. Presto non ne sentiremo più parlare. È già successo, si può aver fiducia che accada di nuovo."

Il punto però è proprio questo: è già successo, ed è stato bloccato. Sta risuccedendo, e probabilmente sarà nuovamente bloccato. Succederà di nuovo, si riuscirà ancora a bloccarlo? Forse si, ma se così non fosse?
Ma il vero problema non è tanto bloccare ieri, oggi o domani, leggi ingiuste o insulse, quanto il fatto che queste vengano continuamente riproposte, a prescindere dall'orientamento politico del governo in carica. Possibile mai che la nostra classe politica sia così ottusa, anacronistica, diffidente a prescindere? Possibile che, più si va avanti, più le leggi diventano inique, pensate solo per proteggere i "poteri forti" e non i diritti dei cittadini? Possibile che, ancora oggi nel nuovo millennio!, quando si parla di Internet si continui a vedere solo ed esclusivamente l'incarnazione del Male?
Questa legge potrà anche essere "sbianchettata" delle sue parti peggiori, come ipotizza De Andreis, ma restano i problemi di fondo: una preoccupante tendenza "liberticida" dei diritti individuali in favore di lobbies e potentati vari, ed una cronica carenza culturale sulle nuove tecnologie e nuovi media, tipicamente italiana.
Con buona pace del puntoit.

Aggiornamento

Mi segnalano giusto oggi che è stata avviata una petizione online qui http://firmiamo.it/nointernettax per sostenere la richiesta di abrogazione di questo disegno di legge.
Potete sottoscriverla, inviarla ai vostri contatti, supportarla con link dai vostri siti/blog.
Naturalmente, io ho già fatto tutti e tre.

Note:

Disegno di legge

http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDLeditoria030807.pdf

Articoli

Il governo riforma l'editoria
Burocrazia sul web? Allarme in rete
Un disegno di legge licenziato dal Cdm lascia intravedere l'obbligo di iscrizione al registro per chi ha attività editoriali, forse anche per chi ha un blog o un sito
Aumenterebbero quindi anche per i "piccoli" su internet spese e sanzioni penali
Il sottosegretario Levi: "Non è questo lo spirito, deciderà l'Autorità"
di ALDO FONTANAROSA La Repubblica, 19 ottobre 2007
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienzaetecnologia/testo-e ditoria/testo-editoria/testo-editoria.html

Il Governo vara la Internet Tax
(PI - News) In pieno agosto è stato sparato il siluro: una proposta normativa che se diverrà legge costringerà qualunque sito o prodotto editoriale, anche senza fini di lucro, a registrarsi al ROC. Il Consiglio dei Ministri ha già dato il via libera
Punto Informatico, 19 ottobre 2007 http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327

Levi: per i centri media, un anno basta e avanza, il ddl in commissione cultura
Pubblicitaitalia.it, 18 ottobre 2007 http://www.pubblicitaitalia.it/news.asp?id_news=44796

La nuova legge sull'editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche
Valentino Spataro - Civile.it, 17 ottobre 2007 http://www.civile.it/news/visual.php?num=45712

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