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Cyberattivisti a raccolta: Olivia Ma lancia l'appello

CitizenNews: l'informazione arriva dal basso

Il celebre portale di condivisione dei filmati sulla Rete, Youtube, apre al Citizen Journalism, il giornalismo creato direttamente dai cittadini. Basta una cam, una connessione internet, un account sul portale, e tanta voglia di lanciarsi in questa nuova avventura. Ma è davvero tutto così semplice?
28 maggio 2008 - Loris D'Emilio
Fonte: http://www.ldenews.info/?p=165 - 28 maggio 2008

logo citizen news I più sicuramente sapranno cos'è Youtube, il sito web che consente la condivisione di video tra i suoi utenti; fondato nel 2005 da Chad Hurley (amministratore delegato), Steve Chen (direttore tecnico) e Jawed Karim (consigliere), tutti ex dipendenti di PayPal, nel 2006 è stato acquistato da Google per 1,65 miliardi di dollari.
Insieme a Flickr per le foto, Anobii per i libri, Last.fm per la musica e le piattaforme di social network come Facebook e MySpace, YouTube è forse la migliore espressione di quello che gli esperti oggi definiscono come il "web 2.0" (e c'è qualcuno che si azzarda già a parlare del 3.0).

Quello che forse ancora in pochi sanno è la notizia recente di una interessante iniziativa lanciata da Youtube per bocca (e per volto, visto che l'annuncio è stato dato grazie ad un video) da Olivia Ma, neo manager del sito: l'apertura di Citizen News, una sezione intermente dedicata al giornalismo amatoriale fatto direttamente dai cittadini.

Il motivo di questa scelta è molto semplice: la sezione "News & Politics" di YouTube ha avuto un vero e proprio boom di video uploadati sul sito che trattano degli argomenti più disparati, argomenti che evidentemente stanno a cuore ai cittadini-utenti. E' dunque la stessa Ma ha lanciare l'appello:
«Chiedo quindi il vostro aiuto! Se avvistate qualche utente di YouTube intento a compiere dell'ottimo giornalismo partecipativo, per favore, fatemelo sapere. Se tu stesso sei un citizen journalist, raccontami come YouTube potrebbe migliorare i suoi servizi per te. Voglio sentire da tutti voi quale sia la vostra visione delle notizie su YouTube e che cosa vi piacerebbe vedere. La mia missione è quella di rendere il sito un punto di partenza per approfondire le notizie sul Web».

Cosa occorre per diventare un "citizen journalist"? Poca roba: una cam (handycam e/o webcam), un computer, un minimo di dotazione software per l'editing audio-video, un accesso ad internet (a banda larga, logicamente), un account su youtube ( ci si può iscrivere gratuitamente), e soprattutto spirito d'iniziativa, creatività, occhi e orecchie per saper cogliere "la notizia".
Facile. Ma è davvero tutto così semplice?

Intanto c’è da dire che, oltre all’annuncio di Olivia Ma, poco o nulla si sa del progetto; si dice che la partecipazione dei citizen journalist con i propri materiali sarà a titolo gratuito, che la redazione sarà composta dagli stessi partecipanti al progetto e che la linea editoriale sarà decisa unicamente in base alla produzione effettuata. Ci sarà quindi massima libertà di espressione per tutti con l’unico vincolo del rispetto delle leggi sul copyright. Un po’ poco per un progetto potenzialmente di portata mondiale; soprattutto perché, se di giornalismo si parla, non c’è solo la legge sulla tutela del copyright di cui occorre tener conto. I dubbi sono diversi e molto ben esposti da Giovanni Maria Riccio e Guido Scorza su questo articolo pubblicato oggi da Punto Informatico. In estrema sintesi:
1. YouTube - o meglio Google che lo possiede e gestisce - è tenuto all'iscrizione nel ROC? (Registro degli Operatori della Comunicazione tenuto dall' Autorità Garante delle Comunicazioni)
2. Chi risponderà dei contenuti trasmessi da Citizen News?
3. Come si comporterà YouTube dinanzi alla notifica di chi assumesse di essere diffamato da un servizio in onda su CitizenNews? Rimuoverà senza ritardo i contenuti oggetto di contestazione o, per farlo, attenderà un ordine dell'autorità giudiziaria?

A questi punti, peraltro già piuttosto sostanziosi, occorre aggiungerne un altro che probabilmente viene ancor prima di questi: come ha fatto giustamente già rilevare un commentatore di Punto Informatico,YouTube al momento non ha server in Italia. Il materiale disponibile su Internet, dunque, per quanto facilmente accessibile sulla Rete sarebbe difficilmente raggiungibile per vie legali, a meno di lunghe e costose rogatorie internazionali che dovranno tener conto anche delle differenze tra i sistemi legislativi vigenti nei vari Stati.

Si ripropone quindi l’annoso – ed in particolare in Italia mai affrontato seriamente dal legislatore – problema dell’arretratezza e dell’inadeguatezza degli attuali sistemi giuridici nazionali di fronte alle innovazioni tecnologiche che trascendono i confini politici.

Cosa succederà se Citizen News, ed iniziative analoghe che nei prossimi mesi sicuramente nasceranno un po’ ovunque sul Web, prendesse davvero piede? Sarebbe davvero la fine dell’attuale sistema di informazione mondiale?
Forse no, ma molto probabilmente questa ventata di novità indurrà forti cambiamenti costringendo editori e giornalisti di professione a ripensare il loro modo di “dare la notizia”.
Almeno, ce lo auguriamo.

Note:

CitizenNews inciamperà sulle leggi italiane?
(PI - Commenti) di Giovanni Maria Riccio e Guido Scorza - Il progetto rivoluzionario di Googletube potrebbe dar vita ad una nuova era dell'informazione globale. Ma la normativa italiana non sembra proprio fatta per certe innovazioni
Giovanni Maria Riccio e Guido Scorza - Punto Informatico, 28 maggio 2008

CitizenNews, giornalismo partecipativo su YouTube
La Stampa, 23 maggio 2008

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YouTube scommette sul citizen journalism
Il famoso portale di video sharing ha deciso di dedicare un suo intero canale al Citizen Journalism, il giornalismo creato direttamente dai cittadini da tutte le parti del mondo. Agli utenti di YouTube spetterà il compito di segnalare i migliori reportage
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YouTube: venite e fate le vostre news
(PI - News) YouTube dedica un canale a reportage, interviste e notizie proposte dai cittadini della rete. Un videogiornale collettivo per documentare dal basso la realtà
Gaia Bottà - Punto Informatico, 22 maggio 2008

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