L'amministrazione comunale di Pescara delibera in favore del software libero
Dopo dieci anni di attività di sensibilizzazione sul territorio, di convegni, di iniziative online, proprio nell'anno preposto ai festeggiamenti per il decennale della sua fondazione, l'associazione culturale telematica Metro Olografix ha trovato finalmente un interlocutore nell'amministrazione comunale di Pescara che ha saputo raccogliere la sfida sociale, culturale, politica posta dal mondo del free software e dell'opensource. Nel pomeriggio di oggi, 5 aprile, i consiglieri di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo e Fausto Di Nisio hanno presentato al consiglio una delibera sull'adozione del software libero nell'amministrazione comunale. La delibera, presentata in aula dal consigliere Fausto Di Nisio che ha centrato la sua relazione sulla libertà di accesso ai dati della PA da parte di tutti i cittadini e sulla sicurezza necessaria al mantenimento dei dati, è stata approvata con 25 voti favorevoli e 3 astenuti. Nelle dichiarazioni di voto tutti i partiti, sia di maggioranza che di opposizione, si sono espressi in modo favorevole con la proposta, basando le loro scelte esattamente sulle motivazioni addotte dai proponenti; fatto oltremodo eccezionale, quindi, perché trova d'accordo nella sostanza entrambi gli schieramenti. Lo stesso assessore al bilancio, D'Angelo, si è espresso in modo particolarmente favorevole sottolineando come la nuova giunta stia implementando ulteriormente i servizi informatici per il cittadino e di quanto sia quindi importante, in questo momento, un simile atto amministrativo. L'Associazione Metro Olografix non può che rallegrarsi di un simile evento, augurandosi che sia solo l'inizio di un lungo e proficuo percorso di cambiamento. Per il consiglio Direttivo Stefano Chiccarelli, presidente Alessio Sclocco, segretario Loris D'Emilio, tesoriere ========================================= [testo della delibera, disponibile anche su http://www.olografix.org/delibera.txt ] Oggetto: Adozione "Software Libero" nell'Amministrazione Comunale. IL CONSIGLIO COMUNALE - Vista la relazione allegata che costituisce parte integrante nel provvedimento; - Visti i pareri espressi, ai senti dell'art. 49 del Decreto legislativo 267/00 dal Dirigente del servizio interessato e dal Dirigente della ragioneria, nonchè il parere di legittimità espresso dal Segretario Generale ai sensi dell'art. 55 comma 2 dello Statuto e degli artt. 61.2 e 69.1 del regolamento del Consiglio Comunale come da scheda allegata; - Visto il parere espresso dalla Commissione Consiliare permanente Bilancio - Ced - Informatizzazione in data... che si allega; - Vista l'allegata deliberazione di Giunta Comunale n. 215 del 11.03.04; - Visto l'art. 42 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267; - A seguito di votazione espressa con il sistema elettronico con il seguente risultato accertato e proclameto dal presidente con l'assistenza degli scrutatoir peima designati: Consiglieri presenti e votanti n. .... Voti favorevoli n. ... Voti contrari n. ... DELIBERA 1. Di adottare il "Software Libero" nella amministrazione comunale. In particolare l'utilizzo di software libero dovrà avvenire attraverso i seguenti atti: a) utilizzazione immediata di suite di "office automation" libere basate su formati di immagazzinamento dei dati anch'essi "liberi"; b) utilizzazione immediata di Sistemi Operativi "free" sui "server" dell'amministrazione; c) migrazione entro 1 (uno) anno dalla data della presente delibera di tutti i Sistemi Operativi dei "client" del proprio network amministrativo verso sistemi operativi "desktop" liberi; d) costituzione di un "forum" permanente con il compito di analizzare, studiare e proporre soluzioni di promozione del "Software Libero" tra la cittadinanza; e) attivazione di corsi di formazione del personale amministrativo sull'utilizzo di piattaforme basate su Sistemi Operativi liberi attraverso strumenti di "e-learning" da realizzarsi mediante economie di spesa derivanti dall'adozione del presente provvedimento; f) sostituzione graduale di tutte le procedure informatiche dell'Ente con procedure "aperte" sia dal lato del codice che da quello del formato di immagazzinamento dei dati e realizzate con la collaborazione di altri soggetti pubblici e privati attraverso tecniche di "collettivizzazione dello sviluppo del software"; g) richiesta, nei bandi di gara o nei preventivi per i nuovi acquisti di hardware, della compatibilità con sistemi operativi liberi; h) memorizzazione e pubblicazione dei dati dell'amministrazione messi a disposizione della cittadinanza in vari formati di cui almeno uno "libero", i) collaborazione con tutti gli altri Enti, dislocati sul territorio nazionale e non, che hanno già adottato procedure e formati dei dati "liberi". 2. Di dare atto che detto provvedimento non comporta impegno di spesa. I Consiglieri Di Nisio Dott. Fausto Acerbo Dott. Maurizio ========================================== [ Relazione introduttiva del proponente dott. Fausto Di Nisio ] Cari colleghi, in questi mesi ho compreso che a Voi tutti questo tema sembra rivestire un carattere prettamente tecnico, ma non è così. Si tratta, invece, di un problema prettamente politico. Con questa mia proposta di delibera si pone l'esigenza di salvaguardare alcune garanzie che sono alla base di uno stato democratico e cioè: - il libero accesso ai dati della pubblica amministrazione da parte di tutti i cittadini; - la permanenza e la mantenibilità dei suddetti dati da parte della pubblica amministrazione; - le garanzie di sicurezza della pubblica amministrazione e dei suoi cittadini. Per garantire il primo punto e quindi il libero accesso dei cittadini all'informazione pubblica, è necessario che la forma in cui i dati sono memorizzati dalla pubblica amministrazione non sia legata ai fornitori di software, ma sia definita da standard pubblici e di pubblico utilizzo, che non favoriscano nessuno dei possibili fornitori. Per garantire il secondo punto, e cioè la permanenza e la manutenibilità dei dati pubblici, è indispensabile che l'uso e la manutenzione del software che li gestisce non dipendano dalla buona volontà dei fornitori o dalle condizioni da essi imposte. Per questo motivo la Pubblica Amministrazione deve privilegiare sistemi software la cui evoluzione possa essere garantita grazie alla disponibilità del codice sorgente e della possibilità di modificarlo, adattarlo, migliorarlo, senza che questo resti appannaggio esclusivo dei fornitori originari. Per garantire il terzo punto, la sicurezza, così come per garantire ai cittadini la riservatezza dei dati personali e sensibili in possesso della pubblica amministrazione, è necessario poter fare affidamento su programmi per i quali si possa verificare in maniera certa l'assenza di elementi che permettono il controllo a distanza o la trasmissione indesiderata di informazioni a terze parti. Tutto questo può avvenire solo per sistemi il cui codice sorgente sia liberamente accessibile, e quindi esaminabile da parte della pubblica amministrazione, dei cittadini, o di qualunque esperto indipendente. Su questo tema sono molte le pubbliche amministrazioni che hanno avviato iniziative volte all'adesione del Software Libero, ma in tutti i casi si è sempre trattato di mozioni od ordine del giorno cui poco o niente è seguito. Io penso che sia arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. A questo proposito faccio autocritica. Il mio partito, come peraltro quello dei DS e a differenza udite udite di Forza Italia e della Margherita, utilizzano soluzioni "non libere" per i propri servizi Internet. Non preoccupatevi, è già partita un'e-mail all'indirizzo del mio segretario nazionale affinchè ponga immediatamente rimedio a questa gaffe. Ma torniamo alla delibera. Da una semplice lettura a molti potrebbe apparire come una rivoluzione, passatemi il termine per favore, ma penso e sono convinto che così non sia. La nostra città, qualora questa proposta di delibera venisse approvata, può diventare, sull'esempio di molte altre amministrazioni ed enti governativi sparsi in tutto il mondo, la prima Amministrazione locale in Italia ad essere libera da quella forma di schiavitù informatica che una sola multinazionale straniera in posizione di monopolio sul mercato ha imposto a livello mondiale. Le potenzialità e le forze per realizzare tutto quanto previsto in delibera ci sono e trovo un errore, qualora venissero confermate le voci di corridoio che ho sentito negli ultimi tempi, che il settore informatica del nostro comune venisse declassato a servizio. La invito pertanto, caro Sindaco, a tenere in debita considerazione quanto ho appena affermato e ad apportare le opportune correzioni a questa linea. Come la inviterei, caro Sindaco, a tenere in debita considerazione la deliberazione adottata dal Consiglio di Circoscrizione n. 2 il 28/2 di quest'anno che prevede un riconoscimento alla prima Associazione Culturale telematica Italiana che ha sede nella nostra città, i cui autorevoli rappresentanti hanno dato e danno tuttora un grande contributo a queste tematiche a livello mondiale. Pertanto, cari colleghi, vi invito a leggere questa delibera da un solo punto di vista: quello della Libertà.
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