CyberCultura

Attivisti da tutto il mondo hanno circondato il Parlamento britannico sabato scorso

Com’è nata l’idea di una “catena umana” per salvare Julian Assange?

John Rees, coordinatore del comitato Don’t Extradite Assange e l’organizzatore della riuscitissima catena umana per Julian Assange che ha circondato il Parlamento britannico l’8 ottobre scorso, è stato intervistato sul posto dall’attivista Lorena Corrias di FREE ASSANGE Italia.
9 ottobre 2022
Patrick Boylan

Intervista a John Rees, organizzatore della catena umana intorno al Parlamento britannico per salvare Julian Assange

Segue la traduzione in italiano delle risposte di John Rees, organizzatore della catena umana, alle domande formulate da Lorena Corrias di FREE ASSANGE Italia. Per vedere il video dell’intervista, cliccare su: www.boylan.it/assange/rees.mp4.

Lorena: “Chi ha avuto l’idea geniale di una catena umana intorno al Parlamento?”

John: “Beh, a dire la verità, mi sembra che, all’origine, l’idea sia stata suggerita da un attivista della Nuova Zelanda. Ha proposto di farla intorno alla prigione di Belmarsh [dove Julian viene detenuto in isolamento da tre anni]. Solo che non era possibile farlo intorno a Belmarsh per motivi di sicurezza. Perciò noi [del comitato Don’t Extradite Assange] abbiamo deciso di farla qui, intorno al Parlamento, dove ha sede il potere politico che tiene imprigionato Julian. Una volta determinata il luogo, poi, ci siamo messi a lavorare ed eccoci.

Lorena: L’afflusso di partecipanti oggi corrisponde alla vostre aspettative?

John: Sì, l’afflusso è stato molto buono, riteniamo che siano venuti circa cinque mila persone e così abbiamo effettivamente ultimato l’accerchiamento completo del Parlamento: davanti al Parlamento, attraverso il ponte di Londra, lungo il Tamigi sulla sponda opposta e, infine, di ritorno attraversando il ponte di Lambeth. Ritengo che sia stata una forma di protesta molto innovativa e molto efficace. Quindi sì, siamo rimasti contenti.

Lorena: Sabato prossimo, il 15 di ottobre, l’agenzia di stampa Pressenza insieme a noi di FREE ASSANGE Italia e altri, terremmo una maratona di 24 ore per Julian, con collegamenti in diretta da oltre cinquanta città nel mondo. Potreste voi di Don’t Extradite Assange essere dei nostri e dire, in diretta da Londra, qualche parola sul caso Assange?

John: Sì, certamente.

Lorena: A che ora potremmo collegarci con voi il 15 ottobre?

John: Beh, se mi contattate lì per lì – avete il mio numero telefonico – potremo concordare un’ora.

Lorena: Bene, benissimo. Ultima domanda: se lei potesse parlare con Julian nella sua cella, cosa gli direbbe?

Assange

John: Beh, prima della pandemia Covid, ho effettivamente fatto visita a Julian a Belmarsh, diverse volte. Mi è sembrato un uomo straordinariamente ottimista, viste tutte le cose [nefandezze] che gli sono state inflitte. Ma, come egli dice sempre, dobbiamo preoccuparci non di lui ma piuttosto di tutti noi, delle nostre libertà e dei nostri diritti che rischiano di esserci tolti se gli Stati Uniti riescono nel loro intento di farlo condannare. Perciò, a pensarci bene, ciò che direi a Julian è “tieni duro e continua a lottare” e noi faremo uguale.

Lorena: Grazie molto.

John: Sono io che vi ringrazio.

Articoli correlati

  • Julian, sei il mio eroe
    Editoriale
    Murales per Julian Assange

    Julian, sei il mio eroe

    Ti sei messo contro i potenti della terra, hai svelato al mondo verità scomode: sulla corruzione internazionale, sui crimini di guerra e molto altro. Perchè tu hai rivelato la verità al mondo e le persone che dovrebbero stare in galera sono i potenti che ti tengono prigioniero.
    16 settembre 2022 - Jorit
  • Are the US and the UK authoritarian regimes?  Julian Assange's supporters think so
    PeaceLink English
    Saving Assange is saving freedom of the press

    Are the US and the UK authoritarian regimes? Julian Assange's supporters think so

    A young Italian woman is the latest “street installation” activist to protest the media's silence regarding the inhumane treatment of Julian Assange by the UK and the U.S. Her installation in a square in Como lambastes the two self-styled democracies for acting exactly like authoritarian regimes.
    15 agosto 2022 - Patrick Boylan
  • Gli USA e l’UK regimi autoritari? Per i sostenitori di Julian Assange, sì
    CyberCultura
    Attivismo per salvare Assange e la libertà di stampa

    Gli USA e l’UK regimi autoritari? Per i sostenitori di Julian Assange, sì

    Una ragazza di Como rifiuta di essere complice del silenzio dei media sul trattamento disumano inflitto a Julian Assange da parte dell’UK e degli USA; mette in scena, in una piazza centrale della città, la sua protesta contro l’autoritarismo delle due se dicenti democrazie.
    14 agosto 2022 - Patrick Boylan
  • Assange potrà essere estradato negli Usa: PeaceLink esprime indignazione e grave preoccupazione
    MediaWatch
    Ha rivelato le bugie di guerra e i crimini dell'esercito USA e rischia fino a 175 anni di carcere

    Assange potrà essere estradato negli Usa: PeaceLink esprime indignazione e grave preoccupazione

    La sua azione è ormai passata alla storia per il grande contributo fornito alla libertà di stampa. E' momento buio per il diritto all'informazione perché chiunque potrà da oggi essere perseguitato per aver rivelato la verità, che è la prima vittima di ogni guerra.
    17 giugno 2022 - Associazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)