L’enciclica di Papa Leone contro la "guerra" giusta nell’era dell’Intelligenza Artificiale

Disarmare l’algoritmo

Per secoli, la teoria della guerra giusta (da Sant’Agostino a Tommaso d’Aquino, fino a oggi) ha fatto da riferimento. Ma la nuova enciclica papale ci dice che quella cornice è superata alla luce in particolare delle novità tecnologiche dovute all'Intelligenza Artificiale in ambito militare.
26 maggio 2026
Redazione PeaceLink

C’è un passaggio, nella nuova enciclica "Magnifica humanitas" di Papa Leone XIV, che suona come un macigno gettato nello stagno. È una presa di posizione che ribalta uno dei pilastri del pensiero occidentale: la teoria della guerra giusta.

Per secoli, la teoria della guerra giusta (da Sant’Agostino a Tommaso d’Aquino, fino a oggi) ha fatto da riferimento. Ma l’enciclica ci dice che quella cornice è superata.

Perché? Per due ragioni fondamentali.

La prima è l’automazione letale. Un drone autonomo, un sistema d’arma basato su IA decide chi colpire analizzando dati e algoritmi. La colpa si dissolve nella complessità dell’algoritmo. Nessuno è alla fine responsabile.

La seconda ragione è la velocità. L’Intelligenza Artificiale elimina i tempi del discernimento. In una guerra tecnologica le decisioni di uccidere vengono prese in millisecondi, ben al di sotto della soglia di qualsiasi valutazione umana. La "guerra giusta" richiedeva in qualche modo riflessione, discernimento, esercizio di coscienza. L’IA, per sua natura, non concede nulla di tutto questo.

La logica della "guerra giusta" viene spazzata via dalla natura stessa delle nuove armi.

Disarmare l’Intelligenza Artificiale: un imperativo categorico

Il Papa parla esplicitamente di "disarmare l’IA".

Disarmare l’IA significa:

- vietare immediatamente lo sviluppo, la produzione e l’impiego di sistemi d’arma autonomi letali (LAWS);

- smantellare le infrastrutture di sorveglianza predittiva che, già oggi, in molti teatri di guerra, selezionano "bersagli" sulla base di criteri statistici;

- rendere trasparenti gli accordi militari tra Stati e big tech della difesa (es. Palantir).

I sostenitori delle armi autonome obiettano: "Ma ci sarà sempre un umano nel circuito, un operatore che autorizza il colpo". L’enciclica smonta anche questa illusione.

La pressione psicologica, la mancanza di tempo, l’autorità tecnica della previsione algoritmica annullano di fatto qualsiasi discernimento morale.

Intelligenza artificiale per la pace

L’alternativa: un’Intelligenza Artificiale per la pace

Disarmare l’IA non significa rifiutare la tecnologia. Significa smettere di pensare all’IA come a un’arma.

PeaceLink, anche grazie al lavoro con Pax Christi e alla strategia di "Intelligenza Artificiale per la pace", propone delle alternative che su questo sito sono state più volte evidenziate.

Il tempo della scelta

L’enciclica arriva in un momento storico preciso. 

La teoria della guerra giusta è stata per secoli una gabbia d’oro deltro cui custodire le cose peggiori. Oggi, di fronte alla macchina che decide chi vive e chi muore in frazioni di secondo, persino la guerra nucleare, quella teoria diventa impresentabile e inconciliabile con la stessa democrazia. La guerra nucleare ha tempi incompatibili con quelli della democrazia.

Abbiamo di fronte una scelta di civiltà. Da una parte, la rassegnazione a un futuro di guerre gestite da algoritmi. Dall’altra, la costruzione concreta, tecnica e politica, di un disarmo anche digitale.

PeaceLink, forte del richiamo di "Magnifica humanitas", sceglie la seconda strada. E invita ogni sviluppatrice e sviluppatore di Intelligenza Artificiale, a fare altrettanto.

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