Dal tenente colonnello Petrov all'intelligenza artificiale

La guerra nucleare per errore e il tempo per fermarla

Testimonianza alla conferenza AI4Peace su prevenzione della guerra nucleare non intenzionale e rapporto AI / Armi nucleari
21 settembre 2026
Michele Di Paolantonio (Membro della delegazione mondiale dell’IPPNW alla cerimonia Nobel per la Pace 1985)

Pochi giorni fa Sua Santità Papa Leone XIV ha autorevolmente e pubblicamente ricordato Stanislav Petrov, l'uomo che il 26 settembre 1983 evitò la guerra nucleare per errore. Desidero portare una testimonianza mai rivelata in tanti anni, ora che il problema è necessariamente divenuto di pubblico dominio.

Quanto riferisco dimostra che bisogna continuare a mantenere comunicazione, comando e controllo dei sistemi per l'impiego di armi nucleari lontani da automatismi legati all'Intelligenza Artificiale, per poter continuare a garantire, con tempi sufficienti, il controllo umano sul lancio inappropriato di armi nucleari e quindi sull'inizio della guerra nucleare per errore tecnico o umano.

Sono orgoglioso che il Colonnello Jonathan Alford, autorevole analista e mediatore internazionale per la stessa NATO, poco più di un mese prima che Petrov, assumendosi le sue responsabilità, ci salvasse tutti, conoscendo bene il concetto di guerra nucleare per errore che avevo già scoperto con le mie ricerche, quando andai a Londra nell'estate 1983 all'I.I.S.S.,Istituto Internazionale di Studi Strategici (di cui era Vice Direttore) inviatovi dall' Università di Bologna, per una ricerca dal titolo: "Il rischio nucleare da armi in Italia: il ruolo della Medicina" scelse me per rivelare, per finalità di conoscenza accademica, cose che non si potevano dire, e che invece costituirono il cuore dei lavori del workshop mondiale su “strategie di prevenzione della guerra nucleare” che tenemmo ad Helsinki dal 4 al 6 giugno 1984, al IV Congresso Mondiale dell'IPPNW, International Physicians for the Prevention of Nuclear War.

Ad ascoltarmi c'era anche Pavel Palathenko, che qualche mese dopo divenne interprete unico dei colloqui USA/URSS (Reagan/Gorbaciov) che nel successivo 1987 portarono allo smantellamento dei missili nucleari dall'Europa con il Trattato INF (Intermediate Nuclear Forces) sulle Forze Nucleari Intermedie.

Ho deciso di rivelare pubblicamente tutto questo per rafforzare l'assoluta urgenza di separare l'Intelligenza Artificiale dalle procedure di impiego degli arsenali nucleari, come riaffermato dal Papa dopo l'Assemblea Mondiale di Premi Nobel di Castelgandolfo del 14 e 15 luglio u.s. per la Prevenzione della Guerra Nucleare e sul rapporto AI/Armi Nucleari.

Tornando al mio incontro a Londra all'IISS, al mio interlocutore avevo rivelato di aver appreso che il 6 giugno 1980, al NORAD, Comando Generale della Difesa Aerea degli Stati Uniti, la guerra nucleare, per un errore tecnico dei sistemi, era iniziata e finita, durando 15 minuti, senza il lancio dei missili, impedito opportunamente e tempestivamente dal controllo umano.

Con l'applicazione dell'Intelligenza Artificiale agli arsenali nucleari quei minuti preziosi per provvidenziali decisioni umane non ci sarebbero più.

L'esperienza storica dimostra quindi che la barriera finale contro la catastrofe potrebbe consistere nel giudizio umano, capace di rifiutare di obbedire alle indicazioni operative di un sistema di lancio.

Nel corso del mio servizio di Ufficiale Medico dell'Aeronautica Militare Italiana chiesi al Comandante della mia base di poter concorrere ad una borsa di studio della Direzione Generale per la Ricerca della NATO, e grazie al suo accordo ed alla sua lettera alla NATO stessa la domanda fu inviata.

Non avendo avuto alcun tipo di risposta qualche mese dopo il Ministro Segretario di Stato Maccanico mandò con un corazziere motociclista al competente Ufficio di Roma copia della domanda ed a quel punto si scoprì dalla NATO che la mia domanda non era stata inoltrata.

Decisi perciò di svolgere ugualmente la ricerca a mie spese.

Avendo trasformato il tutto in ricerca universitaria internazionale mi recai a mie spese a Londra all' International Institute for Strategic Studies e lì il Colonnello Jonathan Alford, ViceDirettore, mi rivelò che la NATO aveva scoperto che un terzo di tutti i missili balistici nucleari sovietici schierati verso l'Occidente era programmato per un attacco nucleare a tappeto sulla Sicilia per poter dispiegare in tal modo la cosiddetta "capacity of disabiliting" del sistema nucleare Cruise dispiegato in Sicilia.

Il problema delicatissimo difronte a questo scenario stava nel tempo di volo di questa enorme forza missilistica sui propri obiettivi, pari a circa dodici minuti, perché negli USA era accaduto che un falso allarme per attacco nucleare era durato quindici minuti prima di scoprirne l'errore e la causa, per cui se quel falso allarme si fosse verificato nello scenario europeo non ci sarebbe stato tempo sufficiente per scoprire l'errore ed evitare quindi l'inizio di una cosiddetta guerra nucleare "non intenzionale", cioè per errore.

Mi assunsi allora, personalmente, nel giugno 1984, la responsabilità di comunicare il risultato di questa mia ricerca ad Helsinki al workshop "Strategie di Prevenzione della Guerra Nucleare" al IV Congresso Mondiale dell'IPPNW, Internazionale Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare, di cui avevo fondato con atto notarile la Sezione Italiana mentre ero Ufficiale Medico dell'Aeronautica Militare Italiana.

Ad ascoltarmi ci fu anche Pavel Palathenko.

Da quello che Pavel mi disse di persona a Mosca, in occasione del VII Congresso Mondiale dell’IPPNW, proprio due giorni prima che USA ed URSS, da lui interpretati, firmassero a Mosca l'accordo di smantellamento, ma soprattutto anche diciotto anni dopo, quando ci rincontrammo a Roma per il IV Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace, mi convinsi che il mio contributo conoscitivo aveva contribuito grandemente a fare assegnare alla mia organizzazione il Premio Nobel per la Pace 1985 per aver facilitato e promosso l'inizio della ripresa dei colloqui USA/URSS per il disarmo nucleare.

Per tutto quanto detto è necessario ed urgente sottrarre all'Intelligenza Artificiale ogni possibilità di operare in materia di armi nucleari, e farlo subito ed in modo sicuro e certo da concordare e regolamentare da parte di almeno tutte le potenze nucleari e di tutti gli Stati che ne condividano le armi nucleari operativamente.

 

Dott. Michele Di Paolantonio

Presidente dell'AIMPGN, Associazione Italiana Medicina per la Prevenzione della Guerra Nucleare,

Affiliata Italiana dell'IPPNW, organizzazione Premio Nobel per la Pace 1985 (www.ippnw-italy.org)


 

Note: La dichiarazione finale al 4° Congresso mondiale di IPPNW: https://www.ippnw.org/wp-content/uploads/2020/07/1984-Espoo-Congress-declaration.pdf

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