Intercettazioni, Italia in testa
Roma - È un ben triste primato quello assegnato all'Italia dall'Istituto di Legge criminale internazionale Max Planck, secondo cui nel nostro paese si effettuano più intercettazioni nelle comunicazioni tra cittadini di quante se ne effettuino in qualsiasi altro paese dell'Europa occidentale. EDRI-Gram nel suo ultimo numero torna sullo studio prodotto dall'autorevole centro di ricerca ricordando che in Italia vengono effettuate 72 intercettazioni ogni 100mila abitanti. Si tratta di un numero non molto superiore a quanto avviene in Olanda (62) ma molto superiore a quel che succede in Svizzera, terza nella lista e "ferma" a 32 intercettazioni ogni 100mila persone. Per la cronaca, il paese dell'Europa occidentale con il minor numero di incursioni poliziesche nelle comunicazioni è l'Austria (9 intercettazioni). Il rapporto Rechtswirklichkeit und Effizienz der Uberwachung der Telekommunikation si occupa anche degli Stati Uniti, dove l'indicatore scende ad un mero 0,5. Raffrontare questo dato a quello italiano è persino imbarazzante. Bisogna però specificare che il rapporto non si occupa di creature come Echelon o Carnivore, potenti sistemi di intercettazione automatica di origine statunitense di cui Punto Informatico si è dovuto spesso occupare. Secondo gli studiosi tedeschi dell'Istituto, l'alto tasso di intercettazione in Italia va attribuito alla legislazione antimafia, che permette di procedere ad intercettazioni senza un ordine del magistrato, sebbene quando ciò accada i materiali raccolti non possano essere usati come prova in tribunale. Secondo EDRI non è chiaro quanto questa enorme quantità di intercettazioni sia utile ai fini investigativi e processuali oltre a rappresentare un problema tutt'altro che secondario per il diritto alla riservatezza.
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