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Il presidente della commissione Difesa, Sergio De Gregorio, al senato appoggia l'opposizione sul Dpef

Tagli alla Difesa: Di Pietro affonda l'Unione

20 luglio 2006 - Ant.Mas.
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Altro che inversione di tendenza sugli armamenti: in Senato, l'Italia dei Valori, ieri ha affondato la maggioranza in commissione Difesa. Un gioco che potremmo definire di squadra, con il ministro Antonio Di Pietro e il presidente della commissione, Sergio De Gregorio, in perfetta sintonia. A rimetterci, oltre l'immagine dell'Unione, anche il percorso ideato dal governo per effettuare i tagli alla Difesa.
De Gregorio, infatti, ieri ha presentato un documento molto critico, nel quale ha rilevato che nel Dpef esiste una quot;mancanza di considerazione del settorequot;. Lo schema è piuttosto semplice, e peraltro già rodato: praticamente lo stesso con il quale sempre lui, De Gregorio, è riuscito a strappare la presidenza della commissione a Livia Menapace. Gli schieramenti in commissione Difesa sono esattamente pari: 12 a 12. Il voto determinante è proprio quello del presidente. E ovviamente, ieri, De Gregorio ha votato a favore del suo stesso documento. Risultato: 13 a 11 per l'opposizione. L'Unione - almeno in commissione Difesa - se n'è andata improvvisamente gambe all'aria. Il tutto con gli applausi del ministro per le Infrastrutture.
«Il Dpef - ha commentato Antonio Di Pietro - presenta delle gravi lacune sul compartimento della Difesa. Una decurtazione pari al 40 per cento. Questi tagli drastici producono un unico effetto: la messa in pericolo dei nostri ragazzi». Insomma, è perfettamente spalleggiato dall'Italia dei Valori, il presidente De Gregorio. E con l'operazione di ieri, se da un lato porta a casa un ragguardevole risultato interno al partito, dall'altro si tira dietro il peggiore dei sospetti: : quello di essere la quot;quinta colonnaquot; dell'opposizione.
«Si tratta dell'ennesimo atto di slealtà politica e sostanziale nei confronti della maggioranzaquot;, dice infatti il senatore diessino Gianni Nieddu. Ed è solo una voce nel coro, pressoché unanime, che attribuisce a De Gregorio il ruolo di traditore.
«Il comportamento di De Gregorio costituisce un problema per la stabilità e per la credibilità dell'Unione», commentano infatti i senatori del Prc Giovanni Russo Spena e Lidia Menapace. Che in merito alle dichiarazioni di Di Pietro aggiungono: «Con le sue dichiarazioni, contrarie ai tagli per la difesa previsti nel Dpef, sembra spalleggiare De Gregorio e offrirgli copertura politica». E infine rilanciano: «La tendenza alla diminuzione delle spese per la difesa va confermata: i tagli previsti dal Dpef costituiscono un passo nella giusta direzione. Ma sono ancora insufficienti e andranno rafforzati nella finanziaria».

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