Disarmo

Lista Disarmo

Archivio pubblico

Onorevoli, a Vicenza vi giocate un pezzo della nostra democrazia

Lettera dei Beati Costruttori di Pace ai parlamentari perché si facciano vivi
21 luglio 2007
Albino Bizzotto (Presidente "Beati Costruttori di Pace")
Fonte: Liberazione (http://www.liberazione.it)

Gentile Onorevole / Senatore,
i "Beati i costruttori di pace" rivolgono un appello pressante a tutti i parlamentari e a lei personalmente. Le chiediamo di esercitare la sua specifica funzione affinché venga ricondotta nel suo ambito istituzionale e venga rivista la scelta del governo italiano di concedere alle Forze Armate Usa vaste aree della città di Vicenza e dei Comuni adiacenti, attualmente denominate in modo riduttivo "Base Dal Molin". Assieme al Coordinamento dei Comitati Cittadini abbiamo cercato di approfondire la questione anche da un punto di vista del diritto costituzionale e del diritto internazionale. Siamo in presenza di una decisione governativa di cui non è dato conoscere né il contenuto e la vastità della concessione, né dentro a quale quadro giuridico-istituzionale si situi. Sia il governo precedente che l'attuale hanno agito in gran segreto, di nascosto, d'intesa con pochissime persone del Comune di Vicenza, impedendo a chiunque di conoscere i dati dell'accordo con gli Usa e del progetto. Non è stato prodotto alcun atto formale cui possano avere accesso i semplici cittadini, e nemmeno gli stessi parlamentari. Sembra che il governo si vergogni, davanti alle istituzioni del paese e ai cittadini, della scelta fatta. Siamo in presenza di un vero e proprio "nascondimento della politica".
Abbiamo cercato di dialogare con le istituzioni, sia nazionali (Ministero della Difesa) che locali (Comune di Vicenza), e con lo stesso Comandante statunitense della Caserma Ederle, ricevendo sempre ampie rassicurazioni. Rassicurazioni peraltro puntualmente smentite da decisioni piovute in forma molto impropria, da parte sia del Premier che dell'Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia. C'è stato un rimpallarsi di responsibilità tra Governo e Comune, ma di fatto si è proceduto operativamente. Noi riteniamo non si tratti di una scelta che riguarda una semplice ristrutturazione logistico-militare, ma di una scelta che decide del ruolo che l'Italia intende svolgere oggi e nel prossimo futuro rispetto alle urgenze dell'umanità e del pianeta stesso, rispetto alle scelte di guerra o di pace, di convivenza o di inimicizia con gli altri popoli.
Per questo, ci permetta di dirlo, siamo meravigliati e amareggiati che il Parlamento non abbia esercitato la sua funzione istituzionale, ma sia rimasto semplice spettatore, accontentandosi di una comunicazione fatta dal Ministro della Difesa il 2 febbraio 2007. Comunicazione del tutto incompleta, priva di qualsiasi informazione sul contenuto dell'accordo, che quindi non è stato né conosciuto, né discusso, né approvato. Addirittura, in quell'occasione, al Senato il Ministro ha affermato: «Gli accordi sulla Base non sono ancora fatti». Quasi nessuno di voi è venuto sul territorio per rendersi conto di persona e per ascoltare le ragioni profonde di un movimento trasversale di cittadini che fin dall'inizio non sono mai stati solo portatori di interessi locali, né anti-statunitensi. Noi riteniamo che proprio il tipo di scelta e la modalità con cui è stata imposta non rispettino i codici della vita democratica e della politica, ma siano invece un grande incentivo all'antipolitica, specialmente per i giovani.
Sappiamo tuttavia che un numero significativo di parlamentari sta impegnandosi perché venga approfondita e rivista la questione. Noi ci associamo a loro e chiediamo:
1. Di non scavalcare l'art. 11 della Costituzione che prevede la limitazione della sovranità solo se finalizzata al perseguimento della giustizia e della pace nel mondo. La nuova Base si inserisce in un contesto storico che non è più quello del 1955; per questo non può e non deve essere decisa come un semplice prolungamento degli accordi stipulati in quel periodo.
2. Di far rispettare l'art. 80 della Costituzione che, per una scelta così gravida di conseguenze nazionali e internazionali, prevede una legge approvata dal Parlamento.
3. Di ribadire e far rispettare il primato dell'Onu rispetto a tutte le Istituzioni (Nato compresa) e a tutti gli accordi e alle iniziative internazionali per il perseguimento e mantenimento della pace. C'è una storia recente e dolorosa, non solo di violazioni gravi e reiterate della Carta delle Nazioni Unite, ma anche, e soprattutto, di una serie di azioni unilaterali di guerra che hanno ignorato e umiliato l'Organizzazione delle Nazioni Unite. Inoltre, si è non solo ipotizzata ma concretizzata una concezione di guerra preventiva. La funzione della Base di Vicenza si situa all'interno di tale concezione. Quando i crimini contro l'umanità vengono compiuti dagli Stati non sono meno gravi; e, solo perché non esiste ancora un tribunale adeguato per emettere il giudizio, non dovrebbe mancare l'assunzione di responsabilità morale da parte di tutti i rappresentanti politici.
In Italia c'è una grande discussione in questo momento sulla legge elettorale. Noi riteniamo invece che la scelta sul "Dal Molin" sia di una urgenza e portata superiori. Le richieste pressanti che vengono dalla storia oggi ce lo impongono. Vicenza merita la sua attenzione, chiede una presa di posizione chiara e risposte più adeguate. Si tratta di questioni di importanza vitale. Sarebbe triste e una disgrazia per lei - e per noi tutti - che i parlamentari italiani risultassero rappresentanti politici sfasati rispetto alla storia.
Confidiamo nella Sua sensibilità ed umanità. Le saremmo comunque riconoscenti se ci facesse avere la sua opinione in merito.

Articoli correlati

  • Quando inizia il reality sulla nonviolenza? La prossima settimana?
    Cultura
    Sul programma televisivo "La Caserma"

    Quando inizia il reality sulla nonviolenza? La prossima settimana?

    Quello che propongono i media a mo' di gioco, nella realtà è molto, molto più triste. Cosa vogliamo raccontare ai nostri ragazzi, la finzione o la realtà?
    26 maggio 2021 - Maria Pastore
  • Per far vincere le ragioni dei palestinesi occorre fermare i razzi contro Israele
    Palestina
    La nonviolenza è l'unica strada per far prevalere la ragione e l'umanità

    Per far vincere le ragioni dei palestinesi occorre fermare i razzi contro Israele

    Gravissime le perdite di civili inferte dall'aviazione israeliana, decine di bambini palestinesi massacrati. Ma per difendere i bambini palestinesi non servono azioni di ritorsione contro Israele. I razzi di Hamas sono assolutamente controproducenti e vanno fermati
    17 maggio 2021 - Alessandro Marescotti
  • Un'agenda per il disarmo
    Disarmo
    Garantire il nostro futuro comune

    Un'agenda per il disarmo

    Il portoghese António Guterres, nono Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha assunto l'incarico il 1º gennaio 2017 e ha scritto un importante documento, l'Agenda ONU per il disarmo, di cui qui riassumiamo alcuni punti salienti.
    2 maggio 2021 - Laura Tussi
  • Agenda ONU per il disarmo nucleare
    Disarmo
    Una speranza di cambiamento mondiale

    Agenda ONU per il disarmo nucleare

    Le armi nucleari sono le armi più pericolose sulla terra. Una piccola ogiva può distruggere un'intera città, ma qui parliamo di arsenali che possono sterminare centinaia di milioni di persone, mettendo a repentaglio l'ambiente naturale e la vita delle generazioni future
    14 aprile 2021 - Laura Tussi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)